Libri al macero nella biblioteca di San Marco, Merla risponde in video: “Chiacchiere”

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“Un segnale di ulteriore degrado, quel degrado completo in cui la biblioteca comunale di San Marco in Lamis versa da tempo, senza più alcun valore, senza più alcuna funzione civile a causa dell’assenza di azioni amministrative che valorizzino il ruolo fondamentale che dovrebbe avere un luogo del genere per le nuove generazioni”.

“Una biblioteca che funziona male, con personale inadeguato. Una biblioteca che non comunica con il territorio e che, invece, dovrebbe presidiare il territorio e rilanciarsi con iniziative nelle scuole. Ho chiesto conto agli addetti ai lavori del disfacimento del materiale librario, mi hanno risposto che si tratta di strumentalizzazione politica. Ma io ho visto le foto: quegli scatti parlano chiaro”. Commenta così la vicenda il professor Antonio Motta (intellettuale di spessore e direttore del Centro Documentazione Leonardo Sciascia) la controversa vicenda - occorsa negli giorni scorsi nella biblioteca comunale della cittadina garganica - dove Raffaele Daniele, ex candidato sindaco di centro-destra alle scorse amministrative, ha immortalato un cumulo di libri e brochure riversi per terra insieme a scatoloni aperti e sgualciti, pronti per andare al macero, paradossalmente, nella settimana dell’iniziativa nazionale di promozione della lettura” #io leggo perché”.

Una vicenda denunciata dagli scatti e dalle dichiarazioni a mezzo stampa di Daniele, su cui si è aperto un più ampio dibattito sulle pagine di sanmarcoinlamis.eu e che ora potrebbe arrivare in consiglio comunale: c’è infatti la richiesta inoltrata via pec al sindaco Michele Merla dal consigliere d’opposizione Angelo Cera, che chiede l’istituzione immediata di “una commissione speciale consiliare”.

In effetti, la risposta di Merla non si era fatta attendere dopo la denuncia di Daniele e dopo il rincaro mediatico della dose da parte dell’ex preside Giuseppe Soccio (già sindaco di San Marco in Lamis oltre un trentennio fa) che aveva definito l’operazione “meritevole di una strigliata ‘ovina’ da parte di Vittorio Sgarbi” e che per questo afferma di essere stato “insultato” da Merla e dall’assessore in carica alla Cultura in un’accesa discussione sui social. Merla che, come detto, aveva risposto pubblicamente alle accuse con un video in cui mostrava la presunta cura che l’amministrazione comunale riporrebbe nella custodia del patrimonio librario mostrando un ambiente della biblioteca adibito alla raccolta del patrimonio librario attinente al Centro Studi Documentazione “Joseph Tusiani” in cui, afferma, “i libri sono stati conservati e archiviati correttamente, non c’è stato nessun abbandono. Abbiamo raccolto il materiale in attesa di trasferirlo in corso Matteotti, dove l’amministrazione comunale avvierà la nuova Cittadella delle Associazioni e della Cultura adibendo, invece, la biblioteca in questione alla nuova sede dei vigili urbani. Fuori dalla biblioteca – continua Merla nel video - sono state raccolte vecchie riviste e brochure destinate al macero in quanto normale attività di rivisitazione del materiale archivistico di una biblioteca. Si tratta di una polemica pretestuosa sviluppata da gente che non conosce i fatti”.

“L’abbandono dei libri e riviste c’è stato – ha riportato Daniele sulla testata locale, ricostruendo tutto l’accaduto - ed stato sotto gli occhi di molti, dei dirigenti, degli impiegati, degli operatori del servizio civile e dei vigili urbani intervenuti per il sopralluogo ai locali a loro destinati. L’ho vissuto personalmente. Mercoledì 17 novembre, verso le ore 10.00-10.30, mi sono recato presso gli uffici della biblioteca, e dopo essere sceso al piano terra ho visto quanto riprodotto dalle foto da me pubblicate, ossia un cumulo di libri, oltre a brochure e riviste in percentuale minima. Quello presente davanti all’ingresso laterale della biblioteca era un cumulo di libri, e non erano in alcun modo sistemati o catalogati così come da video pubblicato dal sindaco, assolutamente no! Nello spazio antistante vi erano persone che alacremente e giustamente facevano incetta di libri, riempiendo il cofano della propria automobile. Alle rimostranze di un impiegato, un altro rispondeva testualmente ‘meglio così tanto questi vanno tutti all’inceneritore’; il tutto alla presenza di almeno 3-4 persone lì presenti con me. L’indomani, alle ore 9.30, mi sono nuovamente recato presso i suddetti locali e ho rilevato un nuovo cumulo di libri, riviste ed altro. Visto che anche questi andavano al macero mi sono prodigato per raccogliere quanti più libri e li ho sistemati in due scatoloni. Mentre ero intento a recuperare altri libri sono arrivati i Vigili Urbani, nelle persone del Comandante, di un altro maresciallo e di una vigilessa. Anche questi meravigliati dello scempio si sono prodigati nel recuperare e prendere altri libri. Dopo aver caricato gli scatoloni sono andato via. Come si può vedere dalle foto, ho ancora con me, almeno 60-70 libri vari e oltre 50 libri de ‘La via sacra del Gargano’. Il mio non è stato un attacco pretestuoso ma una denuncia fondata della superficialità con cui vengono gestite le Cose Pubbliche. Sono a completa disposizione circa la restituzione dei libri in mio possesso, cosa che mi auguro faccia anche chi come me prendendoli ha cercato di adottare la soluzione meno dolorosa circa la destinazione dei suddetti libri”, conclude Daniele che a l’Attacco aggiunge: “Mi meraviglia il silenzio delle forze politiche di sinistra, da sempre ‘detentrici’ della tutela della cultura. Se una cosa del genere l’avesse fatta un’amministrazione di destra si sarebbero fatte fiaccolate in piazza e per le strade del paese”.