San Severo, minoranza vuole sapere come vengono raccolti i rifiuti urbani al domicilio delle persone positive

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La pandemia, già dalla prima ondata, a marzo 2020 ha dettato l’implementazione di usi e costumi diversi, più scrupolosi nell’igiene

e nella cura della persona, oltre che di responsabilità soggettive che si ripercuotono sulla comunità.

I Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) erano e sono sempre più da impiegare da parte del lavoratore (se non li dovesse usare incorre in gravi sanzioni) e la loro distribuzione -in base alla posizione organica in azienda, alla tipologia di lavoro e al Documento di Valutazione del Rischio (DVR)- spetta al datore di lavoro e ai preposti alla vigilanza.

Per chi è positivo, a prescindere o meno se abbia sviluppato la malattia Covid-19, anche il conferimento dei rifiuti, oltremodo se in spazi condominiali condivisi, va attenzionato ed oggetto di chiare disposizione e, quindi, relative responsabilità a vari livelli, cominciando dal soggetto infettato che li produce e conferisce, fono a chi deve raccoglierli e smaltirli.

È questa la sintesi che ha trovato compatti i consiglieri di minoranza a Palazzo dei Celestini che chiedono lumi all’assessora Mariella Romano, sul servizio rifiuti Covid, facendole notare che “Non è attivo”, come nella prima ondata, dicono: “La città ha visto un numero elevatissimo di contagi e dunque ci aspettavamo che il servizio di ritiro rifiuti per i soggetti positivi al virus venisse attivato immediatamente, atteso che è ormai da dicembre che la curva dei contagi aumenta esponenzialmente. Dunque registriamo un certo lassismo e incapacità di reazione ai problemi dell’ambiente e della salute da parte dell’assessore Romano e del sindaco Miglio. Esortiamo l’assessore Romano ad attivare con estrema urgenza il servizio speciale di ritiro dei rifiuti dei cittadini positivi al Covid. Evidentemente la stessa non è a conoscenza del fatto che il servizio mira, tra le altre cose, a non veicolare il contagio e nel contempo a tutelare gli operatori del servizio”.

Le conclusioni di Rosa CaposienaLidya ColangeloPierluigi MarinoGianfranco Di Sabato, Maria Anna Bocola, Matteo Priore, Rosario Di Scioscio, Giuseppe Manzaro: “Per questa ragione verrà presentata interrogazione consiliare a firma di tutti con prima firmataria la consigliera Alessandra Spada affinché l'assessore spieghi le ragioni dell’irresponsabile ritardo”.

Medico ospedaliero, prima ancora che consigliere comunale, così a l’Attacco, Alessandra Spada: “Ci sono delle chiare disposizioni ministeriali e dell’Istituto superiore di sanità in merito alla gestione dei rifiuti solidi urbani in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2 che riguarda la tutela della salute pubblica e al rischio della diffusione del contagio. Se, ad esempio, si condividono i contenitori condominiali dei rifiuti ed il sacchetto che contiene quelli di soggetti positivi si buca, contiene un foro e/o non ha la doppia busta ben legata, può contaminare l’intero bidone e si può avere la propagazione del virus ad altre persone – ha precisato la consigliera indipendente -. Discorso identico per i bidoni stradali. all’assessore abbiamo segnalato tutto ciò che occorre per confezionare il rifiuto indifferenziato (sacchi, nastro adesivo o lacci). Si possono infettare anche gli operatori preposti alla raccolta dei rifiuti. Esclusivamente nel caso di attività di raccolta presso utenze con accertata presenza di soggetti positivi alla Covid-19 o in quarantena obbligatoria, è buona norma utilizzare guanti monouso al di sotto dei normali guanti da lavoro al fine di prevenire il contatto della pelle con gli indumenti da lavoro e le mascherine; si consiglia, inoltre, agli operatori di procedere alla svestizione a fine turno come di seguito descritto, attenendosi comunque alle regole generali di distanziamento fisico di cui al DPCM 26 aprile 2020 e al DPCM 17 maggio 2020. Ogni operatore deve disporre di dispositivi di protezione individuale (DPI)”.

C’è una conclusione di natura anche politica da parte dei consiglieri di minoranza e di Alessandra Spada: “Il sindaco e l’assessore alla sanità, dovrebbero vigilare affinché non ci siano anche tramite i rifiuti, ulteriori fonti di contagio. Nella prima fase della pandemia, quest’operazione è stata realizzata ed ha funzionato. Ecco perché pongo dei quesiti del tipo: Si sta eseguendo la raccolta differenziata per le persone positive, in quarantena o con il Covid-19? Sono stati dotati di sacchetti di colore differente, nastro adesivo o lacci? Gli operatori usano i DPI previsti?”.