La Pro Loco di Motta, anima e memoria del territorio. Il 31 giornata dedicataalla storia dei dialetti

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Il mantenimento delle tradizioni tipiche locali, accanto a quello del vernacolo, costituiscono da sempre, per statuto, gli obiettivi associativi delle Pro Loco e in terra di Capitanata, sono tanti costumi da preservare.
Il mantenimento delle tradizioni tipiche locali, accanto a quello del vernacolo, costituiscono da sempre, per statuto, gli obiettivi associativi delle Pro Loco e in terra di Capitanata, sono tanti costumi da preservare.

La Pro Loco di Motta Montecorvino ha programmato, come ogni anno, la celebrazione della Giornata del dialetto e delle lingue locali, da tenersi il 31 gennaio con un incontro ospitato sulla pagina social dell'associazione daunia dal titolo "I dialetti di Montecorvino" per ricordare attraverso detti popolari e filastrocche la parlata vernacolare dei tre paesi del Subappennino Dauno: Motta, Volturino e Pietra.L'evento, celebrato ogni anno attraverso incontri pubblici, quest'anno a causa della pandemia sarà trasferito sui social e calibrato secondo le esigenze della rete, come fa sapere su queste colonne la presidente della Pro Loco di Motta, Angela Ventura.

"Il 17 gennaio L' UNPLI Puglia - Unione Nazionale Pro Loco d'Italia - ha indetto una giornata dedicata al dialetto e ognuna delle nostre associazioni organizza nei 15 giorni successivi un evento celebrativo. Gli anni passati abbiamo celebrato la giornata dei dialetti in presenza ma quest'anno andrà diversamente. Siamo alla nona edizione. L'evento del 31 vedrà unite la nostra Pro Loco con quelle di Pietra e di Volturino. I nostri paesi hanno una matrice linguistica simile e sono unite dal fatto che molti nostri concittadini vivono all'estero. L'evento mira non solo a ricordare, preservando il vernacolo, ma anche a farlo conoscere ai bambini, ai quali insegniamo il dialetto locale. L'incontro dello scorso anno lo abbiamo tenuto all'interno dell'Istituto comprensivo Monti dauni a Motta. Da alcuni anni la collaborazione con le altre Pro Loco sta diventando una tradizione, come pure il proporre al pubblico indovinelli nei tre dialetti per mostrare assonanze e differenze a causa dei cambiamenti semantici che la lingua paesana dei tre borghi ha subito nel tempo".

La Pro Loco del paese daunio è molto attiva nel tramandare anche attraverso pubblicazioni scientifiche e di dialettologia la lingua dei padri. "In paese molti soci fondatori hanno prodotto volumi in lingua dialettale. La nostra Proloco custodisce testi sia in prosa che in poesia e volumi di commedie teatrali in vernacolo. Uno dei nostri soci veterani ha curato una ristampa di un suo volume scritto molti anni prima in occasione dei suoi 89 anni", spiega, raccontando dell'organico che compone la compagine associativa.

"La nostra Pro Loco conta una ottantina di soci ben distribuiti sia per età anagrafica che per sesso, certo ci sono molti associati anziani, ma negli ultimi anni l'associazione ha puntato molto sulle nuove generazioni. Abbiamo tra noi anche molti giovani. Il nostro calendario eventi è abbastanza ricco, stiamo infatti cercando di spalmare gli incontri ad ampio spettro, destagionalizzando gli eventi per far sì che non ce ne siano solo ad agosto. Il primo evento che apre l'anno è all'insegna dalla tradizione e sarà quello sulla giornata del dialetto. Successivamente partiremo con il Carnevale dando vita ad una piece itinerante tipica del nostro paese: La maschera di Motta, consistente nella recita di una commedia in vernacolo che si conclude con il processo a Carnevale. Purtroppo la situazione pandemica non ci predispone bene, molto dipenderà dalle restrizioni, stiamo infatti pensando di organizzarla in modalità online o attraverso la messa in onda di recite passate. Seguiranno in primavera delle immersioni nella natura e dopo il periodo pasquale ci sarà uno dei nostri eventi di punta, il ricordo del miracolo di San Giovanni Battista, avvenuto il 6 maggio del 1901. Per ricordare il fatto prodigioso che si manifestò con la fine della grande siccità, il popolo di Motta è solito recarsi in pellegrinaggio sul monte Sambuco portando a spalla la statua di San Giovanni. Negli anni la processione si è evoluta, diventando una sfilata di trattori con carri sui quali dei figuranti interpretano scene religiose allestite per l'occasione. L'ultimo carro della carovana ospita la statua del santo", prosegue Ventura, raccontando poi del distillato tipico del territorio mottese.

"Il nostro fiore all'occhiello è la sagra del sambuco abbiamo molti alberi contenenti questa pianta estratta a cavallo della festa di San Giovanni il 24 giugno. L'evento viene organizzato in due giorni e consiste dapprima nella passeggiata nei boschi con dei botanici per il riconoscimento delle erbe, mentre la sera vengono organizzati laboratori per far conoscere le proprietà delle erbe sia ai bambini che agli adulti. Cerchiamo nelle nostre attività sempre di dare un taglio didattico. Lo scorso anno abbiamo tenuto corsi ambientali per insegnare ai più piccoli la raccolta differenziata con il supporto delle guardie ambientali".

Claudia Ferrante