A Borgo Cervaro il Polo tecnologico per l’economia circolare e la componentistica

I Nodi dello Sviluppo
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Si chiama “Futuro semplice – Open talks su scenari e visioni per la Capitanata” l’evento organizzato dal Pd a Manfredonia per giovedì 28 aprile alle ore 18.00, nel chiostro di Palazzo San Domenico. Saranno cinque i relatori: l’imprenditore Angelo Petrosillo, fondatore di Blackshape, che a Monopoli produce aerei piccoli e ultraleggeri in fibra di carbonio, vendendoli in vari Paesi esteri); il presidente di Aeroporti di Puglia spa Antonio Vasile; l’imprenditore foggiano delle rinnovabili Marcello Salvatori (fondatore di Sistemi Energetici spa e protagonista di una interessante diversificazione nei settori del vino e del turismo); Pino Fanelli, esperto di finanza agevolata; il consigliere regionale dem Paolo Campo.

L’iniziativa verterà sui progetti che si potranno mettere in campo grazie ai fondi del PNRR, passando da un focus sulla Capitanata fino ad arrivare al dibattito incentrato prettamente su quello che potrebbe essere il futuro di Manfredonia, una città che senza dimenticare il passato vuole puntare ad un nuovo sviluppo. Con Angelo Petrosillo si intende evidenziare il successo di una realtà che, pur avendo clienti in mercati quali Australia, Emirati Arabi e Stati Uniti, mantiene la propria sede in Puglia. Chiaro sarà il riferimento alle misure di agevolazione fiscale previste dalla Regione Puglia. Con Vasile verranno affrontati alcuni scenari relativi all’aeroporto di Foggia, Gino Lisa, di cui si attende da troppo tempo la ripartenza. Fanelli è stato consulente della Regione in più occasioni e anni fa fu anche consulente nel progetto del porto turistico sipontino, Marina del Gargano. A Campo toccherà precisare le azioni della Regione a favore delle iniziative imprenditoriali. L’Attacco ha intervistato Marcello Salvatori.

Ingegnere, su cosa sarà focalizzato il suo intervento?

Durante la serata saranno affrontate tematiche piuttosto ampie. Sarà il tentativo di offrire un ragionamento su temi di natura economica e di sviluppo territoriale, dal Gino Lisa ad altre questioni. L'invito che mi è stato rivolto riguarda l'energia, il settore di cui mi occupo in un'area rilevantissima visto che la provincia di Foggia è la prima in Italia se consideriamo fotovoltaico ed eolico assieme. La Capitanata dà tanto all'intero territorio nazionale e questo ha creato e crea tuttora anche perplessità per l'impatto sul paesaggio. L'energia rappresenta un tema di attualità assoluta, data la congiuntura internazionale e la guerra in Ucraina.

La guerra quanto sta cambiando la maniera di considerare le politiche energetiche?

Questo è certamente vero, ma vorrei anche evitare che ci siano degli effetti emotivi e che il modo di affrontare questo tema di rilevante complessità avvenga sulla base di ondate massmediologiche e di fattori contingenti quali la guerra. Una guerra che con prepotenza solleva i temi della mancata autosufficienza energetica e della assenza di fonti sufficienti per uno Stato moderno. Il punto è che da oltre 50 anni il dibattito sull'energia non viene affrontato in maniera scientifica, accorta, sistemica, ragionando cioè in termini di soluzioni di medio-lungo periodo e che interessino tutti gli ambiti. Oggi richiamo di produrre dei figli ciechi.

Cosa pensa oggi dell’eolico offshore?

Credo sia sbagliato parlare di offshore a prescindere. Va realizzato ma solo in situazioni che lo consentano italiana. La costa adriatica non deve essere svenduta alle piattaforme petrolifere e all'eolico offshore. Bisogna ragionare, ci sono porti italiani dove tali impianti non andrebbero a detrimento del paesaggio e del turismo. Là è bene farli, idem per l'eolico onshore.

E’ favorevole o contrario al progetto Energas di un mega deposito costiero di GPL a Manfredonia? L’ultima parola spetterà al Consiglio dei ministri.

Sono personalmente favorevole alla possibilità di insediare e aumentare il numero di rigassificatori in Italia, specie in questo periodo in cui si sta notando che sono necessari. Non se ne può fare a meno. Il problema è il luogo. Nel caso di Manfredonia il progetto di Energas interessa un luogo che presenta diverse criticità: zona SIC-ZPS vicina all’area del Parco Nazionale del Gargano, che ha ripercussioni sull’area industriale e sul turismo, in una città peraltro molto popolosa. Non so se queste criticità siano state superate dal progetto.

Sull’agrivoltaico le richieste delle imprese stanno assediando la Capitanata. Il presidente della Provincia Gatta e gli ambientalisti sono contrari alla riconversione dei suoli agricoli. E lei?

Sull’agrivoltaico non credo che si debbano fare barricate, è un principio interessante coniugare energia e agricoltura. Però non si può passare da zero a mille da un momento all'altro. Serve un approccio graduale, sperimentare e capire il funzionamento dei mezzi di lavorazione sui campi, se i campi possano continuare ad essere coltivati e quali sarebbero le prospettive produttive. In primis, però, c'è da fare una chiara distinzione tra fotovoltaico e agrivoltaico: nel primo caso i terreni non vengono più coltivati mentre nell’agrivoltaico - se è realizzato, con pannelli in altezza che consentono il passaggio di mezzi sottostanti - il problema perlopiù di impatto visivo e anche lì bisognerebbe considerare i luoghi. Bisogna saper dare i giusti significati all'eolico e al fotovoltaico, c’è la grandissima sfida dell’autosufficienza energetica e di riuscire a rendere resiliente la propria economia anche nella lunga prospettiva. La problematica del CO2 resta tutto, i cambiamenti climatici sono una realtà purtroppo. Oggi si parla solo di guerra e di come trovare il gas alternativo a quello proveniente dalla Russia. Qualche mese fa, invece, tutti eravamo concentrati sui cambiamenti climatici e sulla necessaria transizione energetica del Paese. Ripeto: sono questioni note da mezzo secolo ma sono sempre affrontate in maniera estemporanea. Bisogna mettere in piedi un gruppo una task force, a livello nazionale, che possa essere ascoltata dalla politica.

E l’idrogeno?

Ci sono varie attività di ricerca. Le tecnologie già mature sono, però, piuttosto datate e prive di risultati significativi in termini di efficienza. Il passaggio dall’energia elettrica all’idrogeno tramite l’elettrolisi, ovvero tramite la tecnologia tradizionale, comporta una perdita rilevante di energia. Vale la pena solo per gli eccessi al momento. L’energia in eccesso, con modalità intelligenti, potrebbe andare in trasformazione di idrogeno, che diventerebbe una sorta di accumulatore di energia. Potrebbe essere utilizzata, ad esempio, per la mobilità di navi, treni, etc.

La sua prossima sfida è il Polo tecnologico per l’economia circolare e le fonti rinnovabili, che sta realizzando a Foggia in località Borgo Cervaro. Di che si tratta?

Il progetto ha superato la prima fase istruttoria da parte dell'agenzia regionale Puglia Sviluppo Spa: l'investimento complessivo ammonta a 7,1 milioni di euro e il contributo regionale, tramite Puglia Sviluppo, sarà intorno al 40-45%. Abbiamo già iniziato le attività di ristrutturazione del sito industriale, la prima parte del Polo sarà terminata entro la fine del 2022. Il resto entro il termine del 2023. Il Polo mira alla valorizzazione delle rinnovabili e sarà un Polo di produzione della componentistica, in particolare per eolico e biogas/biometano. Ci sarà un’attività di economia circolare, inoltre puntiamo anche ad un progetto di produzione di biometano. La superficie complessiva del Polo è di 20 ettari, di cui 4,7 come superficie coperta. Si partirà con 70 unità lavorative, a regime saranno tra le 120-140.