Accadia vince la lotteria (dei 20 milioni) e diventerà l’Expo dei Monti dauni, De Paolis: “Tutti coinvolti”

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Il nome del borgo prescelto girava già da un paio di settimane, ma nessuno si azzardava a rendere noto pubblicamente quello che sembrava più di un pronostico che trapelava dalla Regione. Troppo alta la posta in palio per assumersi la responsabilità di una “bruciatura”, senza contare che la scaramanzia in queste cose ha sempre il suo peso. E invece alla fine le previsioni sono state confermate: è Accadia il Comune della Puglia sul quale ricadranno i 20 milioni di euro assegnati per il bando “Attrattività dei Borghi”, unico e solo da Poggio Imperiale a Leuca.

E che la scelta ricadesse su un centro della Capitanata non era affatto scontato, visti i precedenti non proprio favorevoli in termini di attenzione per questa parte della Puglia, anche se le probabilità erano altissime, considerato che, nella rosa dei 15 nomi, due terzi erano della provincia di Foggia. Oltre a Vico dell Gargano, erano in lizza Biccari, Deliceto, Faeto, Orsara, Pietra, Rocchetta, Roseto e Sant’Agata.

Gli altri erano Cisternino, Polignano, Specchia, Poggiorsini e Mesagne.

“Attrattività dei Borghi” è un progetto pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica con cui attingere risorse dal Pnrr nel settore Turismo e Cultura. In totale è stato destinato un miliardo di euro da parte del ministero dei Beni culturali, cioè un quarto dei fondi disponibili.

Decisivo si sarebbe rivelato il progetto di recupero di Rione Fossi, praticamente il quartiere in fondo al paese che è sostanzialmente abbandonato da parecchio tempo, a causa del devastante terremoto del 1930 che lo distrusse del tutto, provocando anche 41 vittime. Dopo l’altro sisma del 1962, lo spopolamento fu una naturale conseguenza, con la ricostruzione del centro urbano nelle immediate vicinanze. Negli ultimi decenni tanto è stato detto e non molto è stato fatto per far risuscitare quel pezzo di storia urbanistica, sociale e demografica del territorio, perché la carenza di fondi ha sempre cozzato con l’intenzione di recupero del luogo. E quindi questa sembra essere la volta buona, anche perché sarà molto difficile ripetere una vincita del genere alla lotteria del Pnrr.

Ne è convinto anche il Sindaco Agostino De Paolis che a l’Attacco ha rivendicato l’originalità della proposta presentata a Bari.

“Per noi Rione Fossi è sempre stato considerato una risorsa preziosa mai sfruttata adeguatamente. Il nostro progetto ha caratteristiche specifiche che evidentemente sono piaciute alla Giunta regionale, anche perché ha veramente una dimensione europea e accademica, visto che sono già aperti alcuni canali con atenei italiani, e piani concreti di accoglienza, come del resto già facciamo con i minori”.

I capisaldi del progetto sono la creazione di una scuola universitaria di diritto comunitario in grado di accogliere studenti da tutta Europa per master e corsi di alta formazione, un’altra scuola di arti e mestieri, con specifici appuntamenti formativi e recupero delle tradizioni del territorio, la creazione di un albergo diffuso, anche grazie alla disponibilità del Comune di almeno una settantina di immobili sul posto, un’azione di promozione e valorizzazione del patrimonio eno-gastronomico, artigianale e archeologico, infine la realizzazione di un parco botanico.

In buona sostanza, Rione Fossi sarà convertito in un borgo nel borgo, con una spiccata destinazione culturale e turistica, così come vuole l’indicazione ministeriale che ha previsto un altro bando rivolto alle aziende che ora vorranno investire e insediarsi nel borgo prescelto, forse la partita più importante da giocare ora. 

I tempi di erogazione e attuazione sono stringenti, così da tenere fede all’impegno europeo di terminare gli interventi entro il 2026.

Sul resto dei Monti Dauni c’è la comprensibile delusione ma anche la soddisfazione di essere riusciti a far arrivare soldi veri, sebbene l’idea che tutti i Sindaci avevano era ben diversa, manifestata pubblicamente con una lettera inviata a Bari in cui veniva proposto un modo alternativo di gestire quei fondi, vale a dire varando un progetto generale per tutta l’Area Interna della Capitanata, senza premiarne uno e scontentarne tanti altri.

“Anzitutto devo dire che tutti i colleghi si sono felicitati con me per il risultato raggiunto. Il nostro intento è dare spazio a tutto il territorio – ha commentato De Paolis sul tema – e quindi abbiamo intenzione di coinvolgere i 29 Comuni, offrendo loro uno spazio fisico con il quale promuovere le rispettive eccellenze. Per quanto ci riguarda, dobbiamo collaborare senza campanilismi, perché solo così possiamo combattere lo spopolamento e creare veri modelli di sviluppo, investendo sulle infrastrutture e favorendo flussi turistici”.