Pienone di progetti per agrivoltaico. Centinaia di procedure aperte in Provincia

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Arrivano i primi verdetti relativamente alle richieste di autorizzazione presentate presso il settore ambiente della Provincia per l’istallazione di parchi agrivoltaici. Su queste colonne nei giorni scorsi si era messa in evidenza la gran quantità di progetti che riguardano il territorio di Capitanata.

Da Foggia a Manfredonia, passando per Lucera, Cerignola, Orta Nova, Ordona, Stornara, Stornarella, Apricena, Serracapriola ma interessando anche i Comuni dei Monti Dauni come Deliceto, Ascoli Satriano, Candela, Troia, Castelluccio dei Sauri, Biccari. Decine le richieste solo nei mesi del 2021 ma sono centinaia le procedure aperte in Provincia.

In questi giorni è stata conclusa con un annullamento la procedura (spacchettata in tre lotti, denominati Celone 1, 2 e 3) Via per la realizzazione di un impianto agrofotovoltaico in territorio comunale di Foggia, destinato alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che prevedeva, oltre alle opere di mitigazione a verde delle fasce perimetrali con specie arboree di medio fusto, la coltivazione in campo nelle interfile e un apiario, proposto dalla Green Genius Italy Utility. Così come risulta annullata la procedura relativa all’impianto agrivoltaico proposto a Stornara che avrebbe incluso un impianto olivicolo superintensivo, presentato da Te Green Dev 2 Srl. Annullata anche la procedura relativa all’impianto integrato agrivoltaico da realizzarsi nei Comuni di Orta Nova e Ordona costituito da impianto olivicolo superintensivo e impianto fotovoltaico proposto dalla società Ts Energy 5 Srl. E’ stato valutato non ricevibile il progetto di impianto fotovoltaico a Borgo Mezzanone che avrebbe occupato un'area complessiva di circa 186,37 Ha, suddiviso in 12 aree recintate. Parere negativo invece per l’impianto che sarebbe dovuto sorgere a Foggia, zona via del Mare, proposto da Tep Renewables (Foggia 1 PV) Srl.

“Sono stati presentati progetti che interessano circa 15 mila ettari di terreni – ha commentato a l’Attacco il presidente della Provincia di Foggia, Nicola Gatta -. Stiamo parlando di qualcosa di devastante per il nostro territorio e per il nostro paesaggio, al momento siamo in attesa di chiarimenti da parte della Regione. Nel frattempo stiamo cercando di arginare questo tsunami dal punto di vista procedurale e normativo. Ci siamo trovati un po’ impreparati, innanzitutto perché la Provincia ha avuto negli anni una fuoriuscita di dipendenti e siamo rimasti in pochi, il comitato però sta lavorando, è peraltro in arrivo un bando per reclutare due ingegneri ambientali a tempo determinato proprio per far fronte a questa mole di progetti. Nel frattempo la Regione non ci dà delle indicazioni chiare rispetto alle procedure da portare avanti. Siamo in ritardo ma stiamo lavorando”.

Ma qual è l’orientamento politico in merito al fenomeno?
“Questa materia è di competenza regionale – ha chiarito Gatta - e noi operiamo in delega, quindi le nostre valutazioni sono solo e soltanto di natura tecnica, non politica. Se il progetto risponde a tutta una serie di requisiti nel rispetto di vincoli e leggi può essere approvato, considerato che le normative, regionali e nazionali, contemplano questo tipo di insediamento. E’ pur vero che di recente il Ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, in un suo decreto, ha parlato di una precisa tipologia di agrovoltaico chiarendo una serie di aspetti e modalità. Mi risulta tuttavia che la commissione Provinciale si sta determinando nell’autorizzare per lo più di parchi fotovoltaici in zone industriali e non agricole”.

Anche Candela, la cittadina in cui Gatta è Sindaco, è interessata da alcuni progetti. “Come amministrazione comunale per i progetti presentati in zona industriale siamo favorevoli, nulla osta dal punto di vista tecnico e amministrativo. Per quelli in zona agricola invece abbiamo dato parere sfavorevole, sempre nell'attesa di linee guida regionali un po' più chiare”, ha concluso l’amministratore.

Proprio lunedì a Bari, in Regione Puglia, si è tenuto un incontro tra la senatrice Gisella Naturale, l’assessora all’ambiente Anna Grazia Maraschio e l’assessora al welfare Rosa Barone per considerare gli aspetti negativi nascosti dietro gli incentivi agli impianti agrisolari.
“Non deve accadere che suoli agricoli serviti da irrigazione possano essere convertiti a sterile produzione di energia che invece può essere prodotta senza danno su suoli già cementificati o non propriamente agricoli, ne va della nostra sovranità alimentare, della tutela del nostro made in Italy enogastronomico – ha evidenziato Naturale -. Le energie rinnovabili devono portare ricchezza per tutti e non depauperamento dei territori. Mi sto battendo affinché sorgano comunità energetiche in cui i proprietari dell’impianto siano i cittadini con ritorni economici diretti per tutti. Sconti in bolletta e non tasse in bolletta per far arricchire grandi società. Inoltre ho parlato della necessità di valorizzare le aree interne, i nostri Monti Dauni che stanno soffrendo di carenze di ogni tipo e che, quindi vanno tenuti in gran conto in ogni azione utile. Il settore agroalimentare avrà un futuro se riusciremo ad attrarre giovani in agricoltura. Non possiamo più permetterci di disperdere risorse”.

L’assessora Maraschio si sarebbe detta decisa ad affrontare la questione condividendo le preoccupazioni della senatrice pentastellata.