Droga, telefonini e bevande alcoliche nel carcere di Foggia, Sappe: "L'amministrazione cosa fa"?

La Nera
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Sicuramente il ritrovamento di un ingente quantità di droga(mai scoperta tanta) telefonini, bevande alcoliche ecc.ecc. all’interno del muro di cinta del carcere di Foggia può essere un punto messo a segno nella lotta per impedire l’introduzione di materiale proibito".

A parlare è il Sappe che aggiunge: "Purtroppo il rischio che oltre al materiale sequestrato si possa cercare di introdurre armi ed esplosivi si fa sempre più concreto cosa che bisogna evitare con ogni mezzo. La preoccupazione del SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, a differenza di chi festeggia per l’importante sequestro di materiale proibito (attribuito anche a personaggi che non erano in servizio), diventa sempre più grande poiché la statistica ci dice che a fronte di un ritrovamento, chissà quanto materiale proibito potrebbe essere riuscito a passare nelle maglie sempre più larghe della sicurezza del penitenziario foggiano.

Però ciò ci dimostra ancora una volta la prepotenza e l’impudenza della delinquenza che non ha paura di nulla, e pone in essere atti sempre più eclatanti per dimostrare la propria potenza. Pensavamo che dopo l’omicidio davanti al carcere di foggia di un detenuto semilibero, la pressione delle forze dell’ordine avesse fatto retrocedere i malavitosi nel compiere atti dimostrativi importanti, ed invece no. Ormai la delinquenza si è scatenata utilizzando sempre di più la tecnologia come i droni che, approfittando del fatto che i muri di cinta sono deserti per carenza di personale, fanno la spola con il loro carico di materiale proibito, azzerando i rischi di essere scoperti.

Il SAPPE ritiene che una delle situazioni più temute di detenuti siano le perquisizioni straordinarie nelle ore e nei momenti più impensabili; tutto ciò avviene a Foggia? La risposta è no(se si esclude quella di routine che ogni mattina vede un numero minimo di poliziotti perquisire qualche stanza), poiché la carenza di personale consente appena di coprire questi posti indispensabili con i poliziotti costretti a gestire più posti di servizio contemporaneamente .Come pure il controllo concreto dei detenuti non può avvenire, poichè un poliziotto è costretto a gestire in molte ore della giornata più sezioni detentive contemporaneamente(vuol dire più di cento detenuti). E che dire della mancanza di un responsabile della sicurezza che organizzi il lavoro con standard definitivi, invece di assistere a cambi continui con i funzionari che gestiscono la sicurezza in maniera diversa uno dall’altro, creando confusione tra i poliziotti che alla fine non ci capiscono più nulla. Come pure è inconcepibile che il carcere di Foggia con la miriade di problematiche giornaliere, abbia un solo Dirigente effettivo, senza alcun aiuto, esattamente come chi gestisce il carcere di San Severo. Bene ha fatto l’onorevole BORDO nel mese di Marzo in occasione dell’audizione in commissione giustizia ad incalzare il dottor Massimo Parisi , responsabile del personale di Polizia Penitenziaria a Roma, sul perché si continui a tenere il carcere di Foggia, da anni, in una situazione di estremo pericolo e carenza di personale nonostante i gravi fatti accaduti a partire dall’evasione di 73 detenuti che, grande clamore ha creato in tutto il mondo, nonché terrore tra la cittadinanza Foggia.

Ebbene il dottor Parisi che da tempo prende in giro i poliziotti di Foggia con promesse che mai si avverano, nonostante si trovasse in un consesso così importante si è lasciato andare a dichiarazioni come “ha garantito massimo impegno per dotare prima possibile l’istituto di un comandante stabile, per realizzare un nuovo ed efficiente sistema di videosorveglianza, per aumentare, attraverso il piano mobilità, l’organico della polizia penitenziaria” che allo stato vedono solo la realizzazione di una sala regia, grazie al lavoro incessante del Dirigente di Foggia, che non può essere utilizzata per mancanza di personale.

Purtroppo, nonostante le denunce del SAPPE diventino sempre più circostanziate e delicate, l’amministrazione prende tempo non considerando che con ciò, si mette sempre in più grave rischio il lavoro, l’incolumità di tanti poliziotti nonché l’ordine e la sicurezza pubblica, venendo meno ai principi dell’art.27 della costituzione che parla di reinserimento di detenuti.Vorremmo che l’onorevole Bordo ricordi tutto ciò al dottor Parisi, poichè qualora dovessero accadere eventi tragici, le responsabilità non potranno essere scaricate sempre sul personale di polizia penitenziaria. Proprio per questo il SAPPE lancia un grido di aiuto che arrivi a tutte quelle autorità politiche , amministrative compreso il Prefetto di Foggia acchè ci sia un cambio di passo concreto, poiché potremmo assistere fenomeni drammatici come quelli accaduti finora".