"Con Galak fino all'ultimo istante", i comuni di San Giovanni Rotondo e San Marco si costituiranno parte civile

La Nera
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Due giorni fa Galak, il “cane dei pellegrini”, come amavano tutti chiamarlo, è stato ritrovato senza vita a San Giovanni Rotondo, ucciso violentemente. Tante le reazioni di dolore del web, dei singoli cittadini, delle associazioni, dei frati cappuccini, dei pellegrini, dei camminatori che lo hanno conosciuto e apprezzato.

Ad affidare ai suoi profili social l’incredulità e lo sgomento il sindaco Michele Crisetti: “Siamo in attesa dei riscontri ufficiali, ma intanto non si può non provare profonda rabbia, disprezzo, e l’immancabile dolore che un accadimento del genere porta con sé. È qualcosa di troppo meschino, inclassificabile, per cui si accerteranno le responsabilità e qualcuno dovrà pagare per quello che fatto. Ve lo garantisco, non ci fermeremo fino a che questo non accadrà. Galak non aveva colpe, e non meritava di morire”.

Ma, a distanza di qualche ora, è intervenuto sull’argomento anche il referente al randagismo del comune di San Giovanni Rotondo, Alberto Pietroboni, affidando ad un lungo post tutta l’amarezza e il dolore per quanto accaduto, e spiegando nel dettaglio quanto fatto fin dalle prime ore del mattino.

“Quando stamattina ho ricevuto il messaggio con la foto ero incredulo, senza parole. Poi ho raggiunto Galak, e ho visto con i miei occhi: era tutto vero. Vedere quella scena è stato orrendo. Quanta cattiveria ci può essere dietro un simile gesto. Voglio comunicare che sin da subito sono state avviate le indagini da parte della Polizia Locale e dai Carabinieri (telecamere e rilievi). Il servizio veterinario ASL dopo aver svolto gli accertamenti ha condotto Galak presso l’Istituto Zooprofilattico di Foggia in attesa dell’autopsia che chiarirà ulteriormente dinamiche e modalità dell’uccisione. Sto ricevendo decine e decine di telefonate e messaggi, comprendo e condivido tutta la rabbia e la voglia di giustizia, ma in queste prime fasi dobbiamo lasciare lavorare le forze dell’ordine. Presto ci saranno aggiornamenti e vi comunicheremo in maniera celere e trasparente gli sviluppi.
Abbiamo sporto denuncia presso il Comando dei Carabinieri insieme al Sindaco Michele Crisetti verso ignoti. Un’altra indagine prosegue presso la Polizia Locale.
Ho avvertito subito dopo l’accaduto il Sindaco di San Marco in Lamis, in quanto Galak era microchippato presso il loro comune.
Faremo quanto necessario per rendere giustizia a Galak, trovando chi ha commesso un reato tanto atroce.
Sia il Comune di San Giovanni Rotondo che quello di San Marco si costituiranno parte civile.
Galak era un’anima buona. Non meritava questa fine. Mi chiedo come si possa sparare ad un cane così docile, un amico di tutti, non solo per i pellegrini, i camminatori, ma anche per noi che qui ci viviamo. Me lo chiedo e non trovo risposte. Credo non le troverò mai. Il dolore, quello resterà, così come le lacrime, e non mi vergogno di dirlo, che ho versato questa mattina.

Ma sono certo che la rabbia sarà in parte placata, perché il responsabile o i responsabili saranno assicurati alla giustizia. E Galak avrà finalmente la sua pace. L’affetto dell’intera comunità non mi sorprende. Per quante storture si porta dietro questa amara terra allo stesso tempo ha nei suoi cittadini migliori (la stragrande maggioranza) gli anticorpi per reagire ed isolare le “persone” che nulla hanno di umano”.