San Giovanni Rotondo, pochi dubbi sulla morte del cane Galak: sparati almeno tre colpi di arma da fuoco

La Nera
Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Ormai ci sono pochi dubbi: sarebbe stato ucciso a colpi d'arma da fuoco (qualcuno dice tre) Galak, il cane randagio che 'accompagnava' i turisti nei pressi del convento dei Cappuccini a San Giovanni Rotondo.

E' quanto denuncia il movimento animalista e ambientalista 'Stop Animal Crimes Italia' che ha chiesto l'intervento dei carabinieri e il sequestro della carcassa dell'animale per gli accertamenti del caso, oltre all'acquisizione delle videocamere di sorveglianza.

“Il tutto - spiegano - al fine di individuare l'autore materiale del grave gesto criminale”. Galak - si apprende - si aggirava nella zona dei chioschi, delle Clarisse e le volontarie si prendevano cura di lui, portandogli cibo insieme ad altri randagi. "Più volte - riferiscono dall'associazione - le volontarie avrebbero ricevuto l'invito a far sparire il cane dall'area perché dava fastidio ai turisti”.

“Seguiremo le indagini e faremo di tutto - concludono - per far punire il responsabile di un atto così primitivo e pericoloso”.

“Stamattina ci siamo svegliati così. Una telefonata, la notizia: Galak non c'è più. Ero incredulo. Alle sette - scrive sui social il sindaco di San Giovanni Rotondo Michele Crisetti - sul posto già c'era il nostro referente al randagismo, Alberto Pietroboni, e sono stati immediatamente allertati vigili, carabinieri e il veterinario della Asl”.

“Si fa fatica - aggiunge - a immaginare come mai un cane così buono, così mansueto, 'il cane del pellegrino' come lo conoscevamo tutti, possa essere morto, con altissime probabilità ucciso, violentemente. Siamo in attesa dei riscontri ufficiali, ma intanto non si può non provare profonda rabbia, disprezzo e l'immancabile dolore che un accadimento del genere porta con sé".