Se avessero ascoltato Di Pumpo avrebbero evitato la tragedia. Perché, o per chi, l’Anas ha riaperto il cantiere al traffico?

La Nera
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Sono trascorsi quasi dieci giorni dal quel drammatico incidente accaduto sul viadotto San Francesco, che collega Carpino a Cagnano Varano, in cui persero la vita tre persone. Fatale l’impatto tra una Golf e una Mitsubishi che non ha lasciato scampo ai passeggeri. Eppure, nonostante sia passata oltre una settimana, nulla è cambiato e il ponte, con una gareggiata chiusa per lavori, resta nella stessa e identica situazione di prima, privo di una segnalazione “maggiormente visibile” agli automobilisti.

Ma veniamo al dunque. A seguito del rovinoso crollo del ponte Morandi, caduto il 14 agosto 2018, che portò con sé le vite di 43 persone, aumentò l’attenzione dello Stato italiano sulle strutture a rischio. D’altra parte in Italia i riflettori si accendono solo dopo che si sia verificato un evento tragico. In quei tempi il Governo “partorì” il fondo per il restauro e la messa in sicurezza di ponti e viadotti assegnando, di connubio all’Anas, una serie di risorse destinate allo scopo. Anche la Capitanata venne quindi interessata da questi fondi. Il viadotto San Francesco, tra l’altro, era già un sorvegliato speciale.

Diversi gli scatti, anche di semplici passanti, che ne accertavano la pericolosità di alcune sue parti che presentavano visibili cedimenti. Dunque proprio per evitare l’ennesima tragedia si è deciso di intraprendere dei lavori di ripristino della struttura. Ma nessuno poteva immaginare che per evitare un disastro si scivolasse dentro un altro.

“In una precedente telefonata avvenuta con Anas ho già richiesto una maggiore attenzione sulla struttura – esordisce a l’Attacco Marialuisa Faro, di Insieme per il Futuro – in particolare ho chiesto l’aggiunzione di una segnaletica più visibile, lo status del cantiere che sta insistendo sul ponte e un eventuale coinvolgimento del Sindaco di Cagnano Varano a cui la struttura collega direttamente per capire se ci sono i presupposti per traghettare il traffico estivo, che nelle prossime settimane raggiungerà il culmine, su altre arterie. In sostanza la possibilità di tracciare, in occasione dell’esodo estivo, un percorso alternativo che non rechi troppo disagio a Cagnano”.

“Resta al momento tutto in itinere – conclude la parlamentare – cosa possiamo fare, nel più breve tempo possibile, per evitare ulteriori disastri? C’è ad oggi la possibilità di una via alternativa al ponte? Ovviamente quest’ultimo tema va studiato ad hoc col primo cittadino e la sua comunità per capire se siano in grado di supportare per agosto una mole così grande di traffico. Una cosa è certa, i lavori sul ponte si dovevano fare. La domanda è un’altra: data la struttura del ponte e del cantiere, la soluzione del senso alternato è stata quella più giusta”?

“Mi sono già adoperato chiedendo all’Anas almeno l’installazione di un semaforo capace di alternare il traffico su quel preciso tratto ed evitare che accadano ulteriori sciagure - commenta a l’Attacco il primo cittadino di Carpino Rocco Di Brina – purtroppo noi sindaci non abbiamo competenze in materia. Siamo al pari di tanti altri cittadini che alzano la voce, come è giusto che sia. Ci facciamo promotori della sicurezza dei nostri cittadini, sia chiaro – aggiunge – ma l’Anas resta però un organo separato. A nome di tutti i sindaci della Comunità del Parco scriverò a breve una lettera che indirizzerò all’Anas. Di più, al momento, non è possibile fare”.

Pur non appartenendo in senso stretto al Comune di Cagnano, il viadotto è sito nel suo territorio, come ha giustamente evidenziato il Sindaco Michele Di Pumpo che ha poi aggiunto: “Fin dai primi tempi avanzammo all’Anas numerose richieste utili a trovare soluzioni diverse rispetto a quelle prese sul ponte - dichiara il primo cittadino – tant’è vero che in prima battuta, quando mi informarono di questi lavori, chiesi la chiusura totale del ponte in virtù di due necessità: anzitutto per mettere in sicurezza tutti i passanti sul quel tratto; poi per accelerare i lavori di ripristino della struttura stessa. E per il primo mese il ponte venne chiuso. La sua riapertura è stata dovuta probabilmente a seguito di diffide avanzate da privati in disaccordo con la chiusura totale. Adesso con il collega Di Brina sentiremo tutti i sindaci del Gargano per formulare una lettera congiunta da inviare all’Anas”.

Con la chiusura del tratto il Sindaco di Cagnano aveva quindi dato disponibilità ad una via alternativa. “Pur avendo problematiche – rincara – avevo dato piena disponibilità al passaggio per il territorio di Cagnano, così come fatto nei primi tempi dei lavori. Poi la riapertura del ponte”. E sull’esodo estivo Di Pumpo conclude: “Sono assolutamente disponibile a creare una via alternativa col Comune di Cagnano per il transito dei turisti”.