Ennesimo atto intimidatorio in ASE, i Racastill collezionano denunce e invocano l’aiuto della politica

La Nera
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“Un agguato dalle modalità mafiose”. Così in ASE spa, la partecipata dei servizi ecologici del Comune di Manfredonia (socio, in minima parte, anche il Comune di Vieste), dipendenti ed ex lavoratori commentano il pestaggio che ha avuto come vittima Domenico Manzella, ispettore tecnico e capo del personale.

Come denunciato ai Carabinieri dallo stesso Manzella, sabato mattina all’alba, intorno alle ore 04.00, l’uomo stava uscendo di casa per prendere servizio quando è stato fermato nei pressi della propria abitazione dal collega Michele Fatone, pregiudicato noto col soprannome di famiglia Racastill. Nella denuncia si spiega che Fatone avrebbe inveito contro Manzella dicendo: “Se non cambi il turno a mio figlio, tu muori. Deve lavorare di mattina”. Dopo la minaccia verbale sono partiti calci e pugni. Manzella ha spiegato agli inquirenti di esser stato colpito anche alle spalle e di aver visto Raffaele Fatone, figlio di Michele e lui stesso dipendente ASE, il quale prima non era visibile. Una volta caduto a terra l’ispettore tecnico è stato ulteriormente picchiato, uno dei due gli è salito addosso.

Manzella si è recato prima al Pronto soccorso di Manfredonia e poi all’ospedale Casa sollievo della sofferenza, dove le lesioni sono state giudicate dai sanitari guaribili in 30 giorni. I medici hanno riscontrato “emorragia sottocongiuntivale e ematoma della regione zigomatica destra e dolore cervico-dorso-lombare”. Dalle visite specialistiche, è emerso anche un trauma cranico e zigomatico per il quale sarà necessario sottoporsi ad ulteriori accertamenti. Sono i Carabinieri di Manfredonia ad indagare per lesioni personali. Il paradosso è che Michele Fatone era in malattia, stando ai beninformati, dunque non dovevano nemmeno trovarsi in giro.

La tensione pare esser nata da quando Manzella prese il posto di Michele Fatone ma il racconto dei dipendenti di ASE rispetto al clima in azienda è il medesimo: “Eravamo tutti terrorizzati”.

A Manzella è arrivata nella giornata di domenica una telefonata del sindaco Gianni Rotice, il quale poi su Fb ha commentato: “Ferma condanna ad ogni tipologia di violenza ed atti criminali che non scalfiscono la strada della legalità intrapresa da Manfredonia.  Ho avuto già modo di esprimere a titolo personale e di tutta l'amministrazione comunale la vicinanza e la solidarietà al dipendente ASE spa vittima di una brutale e vile aggressione. Quello accaduto sabato, prontamente denunciato, è un atto sul quale fare luce per accertare responsabili e motivazioni e che non sarà lasciato cadere nel dimenticatoio senza conseguenze. La vittima è un esemplare dipendente che sta contribuendo alla difficoltosa operazione di cambiamento per l'efficienza dell'azienda municipalizzata ai rifiuti ed all'igiene urbana, facendo emergere criticità ed "incrostazioni" evidenziate nero su bianco più volte dalla nostra amministrazione.  Questo ennesimo episodio non fermerà certamente questo processo di ristrutturazione aziendale avviato dalla nostra amministrazione per garantire legalità e trasparenza nella struttura e sensibile miglioramento nel servizio”.

“Da quando sono entrato in ASE abbiamo condiviso un percorso di legalità”, ha scritto ai dipendenti l’amministratore unico Raphael Rossi – scelto a dicembre 2020 dai commissari straordinari. “Vi ho detto che non sarebbe stato facile e soprattutto sarebbe stato lungo e pieno di insidie. E quanto avvenuto sabato al nostro collega lo dimostra. Al signor Manzella va tutta la mia e la nostra solidarietà. L’azienda come sempre attiverà tutti i meccanismi disciplinari per punire i comportamenti illegali, offrendosi a sostegno di chi è stato aggredito. Tale gesto arriva da persone che si sentono impunite e che credono di godere di protezioni superiori e di non dover rendere conto dei propri atti. Sono i meccanismi del controllo e delle infiltrazioni mafiose nella società e nella politica. Sono comportamenti che abbiamo visto in passato ma che non hanno posto tra di noi. Il territorio di Manfredonia e del Gargano è sotto attacco da parte della malavita organizzata. Leggiamo sui giornali che le aziende private del settore igiene urbana sono vittime di continui incendi di mezzi e strutture cosi come attentati alle istituzioni. Questa improvvida azione è anche il risultato di una campagna di delegittimazione verso l’azienda. Più un organismo è debole più un insignificante microbo può fare danni. Questi microbi non potranno vincere perché ASE ha formidabili anticorpi, che siete voi, maggioranza di persone oneste e grandi lavoratori. Vi invito tutti a fare barriera a tutti i comportamenti irrispettosi, fino alla violenza che non deve trovare mai spazio nella nostra comunità aziendale. ASE è pulizia. Anche nei nostri comportamenti”, ha concluso Rossi.

“Come rappresentanti del territorio, non può non preoccuparci l’aggressione subita da un dipendente dell’ASE spa”, affermano i consiglieri comunali di Manfredonia del M5S Raffaele Fatone e Gianluca Totaro e l’assessora regionale al welfare Rosa Barone. “Siamo sicuri che il percorso intrapreso dalla società verso il perfezionamento dei processi aziendali e dell’organizzazione interna verrà portato avanti nonostante le innumerevoli difficoltà, al fine di consegnare un’azienda che garantisca alla collettività un ottimo servizio di gestione rifiuti e igiene urbana. Le comunità dei nostri territori sono composte da persone perbene che devono reagire e dire no a questi atti violenti e intimidatori. Dobbiamo fare rete intorno a chi porta avanti gli interessi della collettività, dimostrandosi più forte di questi vili attentati”.

Tutti i consiglieri comunali di minoranza hanno espresso, congiuntamente, condanna la propria condanna: “Isolare chi usa la violenza, solidarietà e vicinanza a chi ha il coraggio di denunciare. Il soggetto responsabile deve essere sottoposto ai dovuti provvedimenti”.

Quanto avvenuto a Manzella è solo l’ennesimo episodio di una lunga sequela di inquietanti atti criminali o intimidatori su cui l’Attacco ha acceso i riflettori da diverso tempo in maniera solitaria, facendo nomi e cognomi e invitando gli inquirenti a far luce sulle situazioni raccontate. Fatone finì nella relazione sulle infiltrazioni mafiose presso il Comune di Manfredonia per aver picchiato con suo figlio Raffaele per strada, anni fa, un collega che, poi, ritirò la denuncia già sporta per paura. Un caso analogo a quello dei giorni scorsi. Michele Fatone fu coinvolto nel famoso processo alla mafia garganica Iscaro-Saburo) e fino all’arrivo di Rossi aveva goduto di molto potere come ispettore tecnico oltre che come rappresentante sindacale. Gli erano stati dati pieni poteri nei precedenti anni dall’ex amministratore unico Franco Barbone.

In questi anni ASE ha registrato vari atti criminali. Una intimidazione contro Rossi è oggetto di una denuncia sporta dal manager in Procura: stando a tale denuncia (come riportato da l’Attacco mesi fa e querelato da Fatone), una mattina di maggio 2021 Fatone sarebbe entrato nella stanza dell’amministratore unico inveendo con la frase minacciosa “questa te la farò pagare”, accompagnando quelle parole con un eloquente gesto della mano destra, alzata in aria. L’amministratore unico gli aveva comunicato in quei giorni lo spostamento ad altro incarico: non sarebbe stato più lui, ma l’altro ispettore tecnico Michele Binetti, a coordinare il personale, a decidere l’organizzazione concreta delle squadre di raccolta, a indicare ferie e straordinari. Una bella fetta di potere che si univa, per Fatone, al fatto di essere (tuttora) il rappresentante sindacale della UIL, che in ASE controlla la maggioranza delle tessere. Fatone - trasferito nell’isola ecologica di via Sottotenente Troiano, dove in pratica non ha più comando sui colleghi - dopo le elezioni comunali di novembre 2021 cercò protezione presso la neoeletta amministrazione comunale (di cui sostenne un attuale assessore) contro tale ridimensionamento, senza però riuscire nemmeno per tale tramite a far fare dietrofront a Rossi nei suoi confronti.

Ad agosto 2021, tre mesi dopo la minaccia verbale denunciata da Rossi, all’a.u. fu recapitata in ufficio una busta contenente. Mentre a marzo 2022 fu incendiata sotto casa l’auto di Binetti. Lo scorso 30 maggio Fatone scrisse una lettera a sindaco e intera amministrazione per lamentarsi di Rossi accusandolo di averlo ridimensionato e di aver fatto regredire la spa e i servizi. Ora, dopo l’ultimo fatto di cronaca, diventa sempre più inquietante la situazione relativa ad ASE, dove peraltro – come segnalato su queste colonne mesi fa – i beninformati parlano anche di un pericoloso giro di usura che andrebbe avanti da anni in maniera indisturbata.