Contrasto alla prostituzione, due Daspo Urbano tra Foggia e San Severo

La Nera
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La Polizia di Stato, al fine di prevenire ed eliminare situazioni di illegalità diffuse che minacciano “l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”, ha predisposto mirati servizi di controllo anti-prostituzione con le altre forze dell’ordine a Foggia e San Severo.

Le operazioni interforze sono finalizzate a prevenire non solo il reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ma anche ulteriori fenomeni delittuosi correlati come l’adescamento di giovani ragazze, la consumazione di atti osceni in luogo pubblico, le rapine, gli atti contrari alla pubblica decenza, il disturbo della quiete pubblica e lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Le attività organizzate dalla Questura di Foggia, unitamente al personale dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Locale e dei Commissariati dislocati sul territorio, si sono sviluppate sulle principali arterie urbane dei centri cittadini e sui percorsi stradali extra-urbani che rappresentano, come evidenziato grazie al costante monitoraggio, lo scenario in cui si cristallizzano situazioni di degrado che, oltre a non rendere fruibile porzioni di suolo pubblico, determinano un’esposizione a rischio concreto delle perone dedite ad attività di meretricio.

In questa direzione, le ordinanze sindacali adottate dai Comuni di Foggia e San Severo hanno imposto il divieto di porre in essere comportamenti diretti a offrire, in modo non equivoco, prestazioni sessuali e di perpetrare, da parte dei fruitori dei servizi di meretricio, comportamenti aventi il chiaro scopo di contrattare o concordare prestazioni a carattere sessuale.

In tal senso, le operazioni di polizia svolte nei comuni di Foggia e San Severo hanno determinato l’elevazione di otto contestazioni amministrative nei confronti di giovani donne, due delle quali destinatarie del “Daspo urbano”, soprese sul suolo pubblico mentre manifestavano inequivocabilmente la volontà di offrire prestazioni sessuali e di sei clienti che, contravvenendo a quanto disposto con le predette ordinanze sindacali, venivano sopresi mentre tentavano di prendere contatti con le stesse.