Il Comune non paga debiti per 200 mila euro con il Mef e l’Agenzia delle Entrate ipoteca Palazzo di Città

La Nera
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Ammonta a 209.293,73 euro il debito che grava sul Comune di Peschici e che ha determinato la richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate di iscrivere un’ipoteca per il doppio del valore su un immobile di proprietà dell’ente.

Già nei giorni scorsi l’ipotesi era stata anticipata su queste colonne. Ora, grazie ad una ispezione ipotecaria presso l’Agenzia delle Entrate, la notizia è stata confermata. Nel documento è stato inoltre specificato che lo Stato ha dovuto procedere alla riscossione coatta delle somme, considerato che il Comune debitore non ha provveduto al pagamento di quanto dovuto alle rispettive scadenze di legge. Decorso il termine, si è quindi costituito titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore, per una somma pari al doppio dell'importo complessivo del credito.

E’ inoltre fatto presente che già in data 27 febbraio 2019 al debitore era stata notificata la comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria. Quest’ultima è un preavviso con il quale il contribuente viene invitato a pagare le somme dovute all’agente della riscossione entro il termine perentorio di 30 giorni.

Decorso tale termine, senza che il debitore abbia dato seguito al pagamento degli importi intimati, oppure senza che lo stesso ne abbia richiesto la rateizzazione, ovvero in mancanza di provvedimenti di sgravio o sospensione, l’agente della riscossione è autorizzato a procedere con l’iscrizione dell’ipoteca alla Conservatoria competente. Dopo l’iscrizione di ipoteca, se il debito rimane insoluto o non rateizzato oppure non è oggetto di provvedimento di sgravio o sospensione - e se il bene rientra nelle condizioni previste dalla legge - l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà procedere al pignoramento e alla vendita dell’immobile.

Ed è appunto questa la voce che circola in paese da qualche giorno: che l’immobile comunale sia stato pignorato. L’ipoteca riguarda la particella 509 del foglio 2, che corrisponde al grande immobile con che occupa un intero isolato tra via Magenta e corso Garibaldi, di quasi 6 mila metri quadrati, che comprende la residenza municipale e l’ufficio del turismo.

Gli enti creditori risultano essere la direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Foggia e il ministero dell’economia e finanza, ragioneria territoriale dello Stato, Foggia.

Gli importi a debito si distinguono in: debito residuo (di 200 mila euro) pari a poco più di 187 mila euro, 10 mila e 200 euro di interessi e 11 mila e 800 euro di aggio coattivo.

Stando sempre al documento, la cartella di pagamento risale al 2015.

Di quale debito si tratti però non è chiaro, c’è chi ipotizza che possa essere riconducibile alle risorse che il Comune ottenne dal ministero delle finanze per la riqualificazione dell’abbazia di Kalena che fino ad ora non sarebbero state spese. All’inizio del 2005, il Comune di Peschici risultò destinatario di un finanziamento, negli anni scorsi anche la Corte dei Conti intervenne sulla questione, rilevando che il contributo di 200 mila non era mai stato utilizzato per il restauro dell’abbazia ma per impieghi correnti e che andava ripristinato alla sua specifica destinazione d’uso, secondo quanto hanno evidenziato alcuni cittadini in una lettera aperta del 2015 rivolta al Sindaco Franco Tavaglione.

Sul punto, addetti ai lavori però eccepiscono che l’Agenzia delle Entrate si occupa soprattutto di riscossione dei tributi, tuttavia va sottolineato che l'Agenzia è competente sì per i servizi relativi all'amministrazione, alla riscossione, al contenzioso tributario in relazione ai tributi diretti e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di tutte le imposte, diritti o entrate erariali o locali ma anche per entrate anche di natura extratributaria, già di competenza del dipartimento delle entrate del ministero delle finanze o affidati alla sua gestione in base alla legge o ad apposite convenzioni stipulate con gli enti impositori o con gli enti creditori.

Beninformati inoltre sostengono che questo potrebbe non essere l’unico provvedimento che graverà sui beni comunali.

La notizia ha destato molto scalpore, non solo per la sua eccezionalità (si sente spesso parlare del pignoramento di beni mobili, risorse economiche pubbliche e quant’altro, non già di una intera casa comunale) ma anche per le conseguenze che questo provvedimento può avere.

Nel frattempo continua il viavai della Guardia di Finanza in municipio: le Fiamme Gialle avrebbero fatto l’ennesima visita in Comune anche il giorno del venerdì santo. Oggetto dell’accertamento sarebbe stata l’attività di recupero crediti degli uffici, nei confronti dei contribuenti peschiciani.