Mafia a San Severo, Dia: droga e rifiuti negli affari con camorra, 'ndrangheta e criminalità albanese

La Nera
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La città di San Severo – secondo quanto riportato nella relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia (Dia) nel periodo gennaio-giugno 2021 – si confermerebbe epicentro delle dinamiche criminali della provincia per il ruolo strategico assunto nel traffico degli stupefacenti, con proiezioni anche extraterritoriali grazie ai forti legami con la camorra, la ‘ndrangheta e la criminalità albanese.

In tale contesto, i riscontri giudiziari di un’indagine che il 13 aprile 2021 hanno rivelato un traffico di cocaina e hashish sull’asse San Severo-Manfredonia facente capo a due pregiudicati, di cui uno è risultato inquadrato nella criminalità organizzata sanseverese. Durante l’attività di indagine gli inquirenti hanno anche riscontrato condotte di contrabbando di alcool e di tabacchi lavorati esteri provenienti dalla Campania per il tramite di un pregiudicato che è stato colpito nel febbraio 2021 unitamente ad altri 12 soggetti da una misura cautelare emessa dal Tribunale di Napoli.

La funzionalità dell’asse Puglia-Campania è emersa in particolare nel settore dello smaltimento dei rifiuti che rappresenta un business altamente remunerativo per la criminalità organizzata foggiana. Nel semestre in esame con l’operazione “Eco” è stata documentata l’esistenza di un sistema criminale promosso da un gruppo di imprenditori di San Severo e della provincia di Caserta finalizzato all’illecita movimentazione di rifiuti speciali derivanti dallo scarto di quelli solidi urbani provenienti dalla Campania, nonché al successivo smaltimento in discariche abusive.

La città sanseverese presenta profili di maggiore metamorfosi e instabilità dovuti ai vuoti di potere e alla contrapposizione armata tra diverse fazioni che potrebbero favorire un parziale ritorno agli assetti del passato. Ne sono dimostrazione i risultati investigativi connessi con l’inchiesta del 9 marzo 2021 condotta dai carabinieri che ha registrato il coinvolgimento di giovani legati alle storiche famiglie criminali del luogo.

La fluidità dello scenario criminale, dovuto alla continua ricerca di nuovi assetti, non sempre coincide con il raggiungimento di stabili equilibri nella gestione delle attività illecite. In tal senso si può inquadrare l’agguato del 1° gennaio 2021 nei confronti di un pregiudicato attivo nelle piazze di spaccio e i recentissimi omicidi del 12 luglio 2021 (Matteo Anastasio, ndr) e del 14 agosto 2021 (Luigi Ermanno Bonaventura, ndr) che attestano una percettibile destrutturazione della criminalità organizzata sanseverese come conseguenza del passaggio dell’assetto orizzontale a quello verticistico.

Sebbene siano incisive, infatti, le influenze dei Moretti – Pellegrino sul panorama criminale di San Severo, si deve individuare “una vera e propria mafia sanseverese non più articolazione della società foggiana”, così come è emerso dagli esiti investigativi dell’indagine “Ares” del 2019 che ha ridisegnato lo scenario mafioso della provincia di Foggia.

Sarebbe infatti confermata l’operatività nella zona tra San Severo e Torremaggiore dei clan La Piccirella-Testa e Nardino, contrapposti in una cruenta guerra per il controllo delle attività illecite nella zona.