Caporalato, per la moglie del prefetto di Bari “non è venuto meno il quadro indiziario ma sono cessate le esigenze cautelari”

La Nera
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Letto il comunicato stampa diffuso dalla difesa di Rosalba Livrerio Bisceglia, moglie del prefetto Michele di Bari, sottoposta ad indagini preliminari

per il reato di cui all’art. 603 bis c.p. nell’ambito del proc. n. 7676/2020 R.NR. – “nel quale il difensore ha evidenziato che «il GIP del Tribunale dì Foggia ha revocato le misure personali» nei confronti della indagata”, scrive la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia;

“letti gli articoli pubblicati nelle ultime ore su alcuni organi di stampa in relazione alla vicenda oggetto del procedimento”, prosegue;

“ritenuta la necessità - per l’interesse pubblico ad una informazione corretta, precisa, obiettiva dei cittadini in ordine ad una vicenda processuale che ha assunto una grande rilevanza mediatica - di fornire alcune precisazioni in ordine al provvedimento del GIP che, in data 23.12.2021 ha disposto la revoca delle misure cautelari (obbligo di dimora e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) inizialmente applicate alla Livrerio Bisceglia”;

Il Procuratore Ludovico Vaccaro precisa:
“che il GIP nel provvedimento di revoca delle misure cautelari ha espressamente affermato che «anche all'esito dell'interrogatorio di garanzia, il quadro indiziario non risulta mutato ed anzi per certi versi può ritenersi confermato» (pag. 2 del provvedimento)”;
“che il GIP ha ritenuto «non più sussistenti» le esigenze cautelari «anche in considerazione dello stato di incensuratezza dell'indagata e del comportamento processuale della stessa»;
“che, pertanto, la revoca delle misure è avvenuta non per il venir meno del quadro indiziario ma per la cessazione delle esigenze cautelari ravvisate in sede di applicazione della misura”.

Precisazioni ulteriori e finali fornite dal Procuratore Vaccaro:
il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari;
a carico della Livrerio Bisceglia sono stati raccolti indizi di colpevolezza ritenuti gravi dal GIP che ha applicato la misura;
che l’indagata non può essere considerata colpevole fino alla condanna definitiva.