Dallo scandalo del 2017 alla mazzetta. La seduta rovente su Edil Sell&Tonti

La Nera
Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Sembrava un imprenditore edile anche di modesta entità, per quanto affidabile agli occhi dell’ex sindaco di Foggia Franco Landella. Ora invece Luca Leccese, con la sua Edil Sell, balzato suo malgrado agli onori delle cronache regionali, appare come un nome del tutto ben inserito nel giro degli appalti regionali. E’ chiaro che il legame con Landella non c’entra con l’ascesa dell’impresa, che per qualcuno in queste ore sembra piuttosto da ricondurre a più alte interlocuzioni con la politica regionale.

Leccese era finora noto a Foggia proprio per la vicinanza a Landella e i molteplici affidamenti ricevuti.

Suoi i lavori per il prolungamento dell’isola pedonale e lo Slow Park in viale Manfredi, accanto al Nodo intermodale (con voci sulla sua probabile vittoria circolate prima della aggiudicazione, a detta della decaduta maggioranza e di altre imprese partecipanti a quest’ultima procedura).

I lavori furono affidati all’ati che Leccese mise in piedi con l’altra sua impresa, In Opera srl. Il progetto era contemplato nel pacchetto di interventi del Programma di riqualificazione urbana “Da periferia a periferia” e finanziato dal Governo con risorse a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. L'importo dei lavori ammonta a 1.848.969,36 euro, al netto dell’Iva. L'area dei lavori si estende per quasi 7.500 metri quadri.

Suo anche il project financing per l’impianto sportivo San Paolo. Leccese nel 2015 entrò nella nuova compagine societaria del Foggia Calcio e a marzo 2016, con la sua In Opera srl, si aggiudicò i lavori sulla guaina impermeabilizzante sulla tettoia dello stadio Zaccheria. Nel 2017 seguirono i lavori di manutenzione straordinaria, per conto del Comune, presso il teatro Umberto Giordano.

Nell’inchiesta per corruzione che ha portato Leccese agli arresti domiciliari emerge che ammonta a ben 2,8 milioni l’importo degli affidamenti ricevuti dalla Protezione civile regionale. Appalti relativi alla realizzazione di container per l’isolamento dei migranti positivi al Covid nel Cara di Borgo Mezzanone, per gli uffici della sede di Foggia del Numero unico 112 nell’aeroporto Gino Lisa, per l’ospitalità di migranti lavoratori stagionali sempre in Capitanata e anche per l’installazione di strutture prefabbricate mobili di emergenza per pre-triage a servizio e supporto delle strutture ospedaliere durante la pandemia.

C’è un precedente scandalo nella vita professionale dell’ex dirigente regionale della Protezione civile Mario Lerario. Riguarda i 10 arresti che nel 2017 colpirono tra Puglia e Basilicata l'Eipli, Ente irrigazione Puglia Lucania e Irpinia, in cui Lerario era commissario liquidatore (per qualcuno in quota al Pd Martina).

L’uomo finì tra i 17 indagati nell’ambito dell’inchiesta secondo la quale le gare funzionavano a perdere, con errori inseriti appositamente nell'aggiudicazione per propiziare il buon esito di un ricorso al TAR. Così gli amici – stando alla Procura di Potenza - potevano garantirsi i lavori senza dare troppo nell'occhio e con la benedizione dei giudici. Le accuse furono di associazione per delinquere, turbativa d'asta, corruzione e truffa.

Quanto a Luca Leccese, il suo nome era finora noto a Foggia soprattutto per gli appalti ricevuti dal Comune durante le due amministrazioni targate Franco Landella. Era considerato uno su cui si poteva contare.

Amicizie trasversali per lui: dall’attuale numero uno di Italia in Comune Rosario Cusmai (col quale non lo si vede però da diverso tempo) all’ex consigliere meloniano Gino Fusco, Leccese era difeso dai consiglieri landelliani quando altri eletti ne stigmatizzavano l’incetta di affidamenti.

Nella ricostruzione che oggi qualcuno ne fa anche il riferimento a presunte parentele ingombranti con persone della batteria Francavilla e a voci malevole di lavori svolti gratuitamente per qualche dirigente comunale e per la casa al mare di un ex amministratore. Fu Leccese il protagonista, insieme all’affaire della lottizzazione Tonti (con la presunta tangente che ha poi portato agli arresti di Landella e molti altri ex eletti), della roventissima seduta consiliare del 21 luglio 2020, che vide la plateale rottura tra il sindaco e Fratelli d’Italia. C’era da votare la presa d’atto della sentenza TAR Puglia del 2018 su ricorso del 2017 proposto da Edil Sell contro il Comune per l’approvazione del progetto definitivo dell’intervento di concessione della progettazione definitiva, esecutiva, costruzione e gestione economica funzionale dell’intervento in project financing della ristrutturazione dell’impianto sportivo S. Paolo in Foggia via Grandi. Il giorno dopo la seduta consiliare, il 22 luglio 2020, il big della maggioranza Bruno Longo (arrestato nell’ambito dell’inchiesta Nuvola D’Oro su presunte tangenti) fu intercettato mentre parlava delle decisioni prese in aula, “a favore degli imprenditori apparentemente appoggiati da Franco Landella”, annotano gli inquirenti. Era una conversazione telefonica col genero ed ex assessore Claudio Amorese. “Quindi appare in tutta la sua evidenza un consiglio comunale eterogeneo che vota uno degli accapo discutibili… a favore di chi vince gli appalti al Comune di Foggia, perché la verità è questa, uno è Luca Leccese e l’altro Michele D’Alba, quindi voglio dire anche ai ciechi ed ai sordi questo è chiaro perché di quel voto, uno si chiamava Tonti ma era D’Alba, uno si chiamava EdilStella (Edil Sell, ndr) ma è Luca Leccese… i quali guarda caso stanno nel gruppo di Landella e vincono tutti gli appalti al Comune di Foggia”, disse Longo. Sull’operazione Tonti, l’ex delfino di Agostinacchio - come l’Attacco ha ricostruito - la pensava diversamente sino a marzo 2019; in altre sedi lo stesso Longo ha poi ritrattato le accuse nei confronti di Tre Fiammelle: “Era solo una questione politica, in quel momento ero contro Landella”.