Maltrattamenti ed estorsione nei confronti della madre. Disposti domiciliari in Comunità Terapeutica

La Nera
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In data18 novembre scorso, Agenti della Squadra Mobile della Questura di Foggia, a seguito di attività investigativa diretta dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari presso un Comunità Terapeutica nei confronti di un giovane foggiano gravemente indiziato dei reati di maltrattamento ed estorsione nei confronti della madre.

L’indagato si rivolgeva alla madre con atteggiamenti e toni alterati, usando un linguaggio inappropriato ed offensivo, vessandola quotidianamente, con persistenti richieste di somme di denaro, che poi destinava all’acquisto di stupefacenti, con la minaccia che, in caso di rifiuto, l’avrebbe aggredita o avrebbe distrutto il mobilio di casa, propositi che, in alcune circostanze, attuava, lanciando le sedie, danneggiando a pugni la scarpiera, scardinando le ante degli armadi e sbattendo con fragore i letti, minacciando, in altre circostanze, ritorsioni mortali in danno della madre, mentre brandiva al suo indirizzo un coltello, pretendendo il denaro, così da ingenerare un clima di terrore domestico.

In particolare a giugno scorso, dopo aver preteso invano la consegna di una somma di denaro ed aver sottratto alla madre il suo cellulare, scaraventava a calci una poltrona contro il termosifone, deteriorandolo, nonché minacciava di danneggiare anche l’autovettura del familiare ed infine aggrediva la donna colpendola con una scarpa e cagionandole in tal modo, un ematoma alla coscia con prognosi di venti giorni di guarigione.

Inoltre, l’indagato era solito disturbare la madre anche in orario notturno allorquando era solito rientrare a casa, sotto l’effetto delle sostanze stupefacenti, assumendo condotte aggressive e costringendola, pertanto, ad attenderlo sveglia per controllarlo ed, infine, depredando sovente i familiari, cui sottraeva quotidianamente denaro, oggetti di valore ed indumenti personali che rivendeva per acquistare lo stupefacente, così da costringere la madre a tenere sotto chiave il denaro e gli oggetti valore, rendendo in tal modo insostenibile la convivenza domestica.