Scoperta maxi truffa nel settore energetico, arresti anche in Capitanata

La Nera
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La Guardia di Finanza di Aosta ha eseguito in diverse regioni italiane un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Torino, nei confronti di 17 persone indagate per associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e riciclaggio.

Insieme agli arresti sono state eseguite decine di perquisizioni e sequestri di conti correnti, disponibilità finanziarie, immobili e criptovalute, sino alla concorrenza del valore di 41 milioni di euro, ovvero l’equivalente delle somme ottenute con la truffa posta in essere e di quelle riciclate.

I fatti risalgono al periodo 2016-2020. Gli indagati sono complessivamente 113. Grazie all’inchiesta è stata scoperta una maxi truffa posta in essere da un’associazione criminale con base nella provincia di Torino, imperniata intorno al meccanismo dei cosiddetti “certificati bianchi” (o TEE, Titoli di Efficienza Energetica), principale strumento di promozione dell’efficienza energetica in Italia, introdotto nel nostro ordinamento a partire dal 2005.

Alla base del meccanismo vi è l’obbligo da parte delle aziende distributrici di energia elettrica e gas con più di 50mila clienti finali di conseguire annualmente determinati obiettivi di risparmio energetico. Esse possono assolvere al proprio obbligo realizzando progetti di efficienza energetica che diano diritto ai “certificati bianchi”, oppure acquistando i certificati stessi da altri operatori del settore, le cosiddette Energy Service Company (E.S.Co.), società che scelgono volontariamente di realizzare progetti di riduzione dei consumi negli usi finali di energia.

L’indagine è iniziata nel Comune di Saint Christophe (Aosta), dove i Finanzieri hanno scoperto la prima delle otto E.S.Co. fantasma complessivamente individuate nel corso dell’intera attività. Priva di qualsivoglia struttura operativa e amministrata da un mero prestanome, la società valdostana è riuscita a ottenere indebitamente circa 27mila “certificati bianchi”, rivenduti a un controvalore di poco superiore a 8 milioni di euro.

I successivi approfondimenti – condotti mediante mirate indagini finanziarie, intercettazioni telefoniche e ambientali, utilizzo di captatori informatici – hanno consentito di risalire all’esistenza di un sodalizio criminale che, da un anonimo ufficio di Torino, gestiva oltre a quella valdostana altre sette E.S.Co. formalmente ubicate nelle province di Milano, Torino, Varese, Asti, Vercelli e Biella, in realtà vere e proprie scatole vuote utilizzate al solo scopo di ottenere e scambiare “certificati bianchi”.

La maxi truffa è stata posta in essere dalle E.S.Co. individuate, ottenendo indebitamente certificati bianchi per un valore complessivo di 27 milioni di euro.

Dei proventi illeciti, 14 milioni sono stati oggetto di riciclaggio attraverso un collaudato sistema di false fatturazioni tra le otto E.S.Co. e numerose società italiane ed estere compiacenti, ovvero costituite ad hoc.

I soggetti indagati per attività di riciclaggio del denaro, tutti colpiti dalla misura della custodia cautelare in carcere, risiedono nelle province di Torino, Brescia, Napoli, Salerno, Foggia e Barletta-Andria-Trani; tra loro figurano anche un commercialista e un dipendente di un istituto bancario mentre altri due corrieri di denaro contante, anch’essi arrestati per riciclaggio, percepivano il Reddito di Cittadinanza.