Da maggio partirà l'operazione termostato: condizionatori e termosifoni "bloccati" negli uffici e a scuola per abbassare i consumi

la Bianca
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L’”operazione termostato” parte il primo maggio: negli uffici dei ministeri, negli enti locali e nelle scuole la temperatura dei condizionatori non potrà essere inferiore a 27 gradi con un margine di tolleranza di due gradi.

Dunque: nessun ufficio pubblico potrà avere una temperatura inferiore a 25 gradi. Le norme, introdotte dal decreto “bollette”, valgono fino al 31 marzo 2023.

Il piano di austerity energetica, necessario per abbassare i consumi in modo da attingere meno al gas russo (nonostante la diversificazione delle fonti di approvvigionamento) è scattato con un emendamento introdotto al decreto bollette che sta per ricevere il via libera definitivo dal Senato.

Se il condizionatore non potrà abbassare la temperatura estiva sotto i 25 gradi, d’inverno il termosifone non potrà portare la temperatura degli uffici sopra i 19 gradi. Finora il limite era fissato a 20 gradi. Ma anche in questo caso sono previsti due gradi di tolleranza, quindi il massimo possibile sarà 21 gradi.

Dall’operazione di risparmio energetico restano per ora fuori le abitazioni private così come gli ospedali, le case di cura e le cliniche. Con la stretta nella pubblica amministrazione sarà possibile risparmiare tra i 2 e i 4 miliardi di metri cubi di gas.

Ancora da chiarire come saranno organizzati i controlli. Quel che si sa finora è che oggi, per chi supera d’inverno il limite dei 20 gradi (con tolleranza di due) sono previste multe tra 500 e 3mila euro.