Nuova gara del verde, le perplessità sull’importo e sulle verifiche del Comune sul personale dipendente

la Bianca
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Sta per essere pubblicato il bando di gara del Comune di Foggia per l’affidamento della gestione globale del servizio di manutenzione delle aree a verde pubblico – orizzontale e verticale - sull’intero territorio comunale.

L’importo annuale dell’appalto ammonta a 1.182.002,55 euro l’anno, oltre IVA al 22% e oneri per la sicurezza, per un totale di 1.442.043,11 euro. La durata dell’appalto sarà triennale (dal 2022 al 2025) per un importale totale pari a 4.326.129,33 euro.
Quanto alla clausola sociale, si prevede nel capitolato speciale che “l’aggiudicatario del contratto di appalto è tenuto ad assorbire prioritariamente nel proprio organico il personale già operante alle dipendenze dell’aggiudicatario uscente, garantendo l’applicazione dei CCNL di settore”, ma si aggiunge che “il personale sarà riassorbito fatto salvo il possesso dei requisiti di ordine generale e morale che questa stazione appaltante sta verificando per ciascun dipendente le cui risultanze verranno trasmesse all’operatore economico aggiudicatario”.

Inoltre, “la stazione appaltante avrà comunque la facoltà di richiedere l'allontanamento e la sostituzione di una o più persone, sulla base di adeguata motivazione scritta”. Per partecipare alla gara le imprese dovranno avere precisi requisiti: “Dovranno produrre almeno 2 referenze bancarie rilasciate da primario istituto di credito; avere un fatturato globale minimo annuo, comprensivo di un determinato fatturato minimo nel settore oggetto dell’appalto, riferito agli ultimi tre esercizi finanziari 2018-2019-2020, non inferiore ai 2 milioni di euro al netto dell’IVA; avere un fatturato minimo annuo nel settore oggetto dell’appalto, riferito agli ultimi tre esercizi finanziari 2018-2019-2020, non inferiore al milione di euro, al netto dell’IVA”. Si avvia, dunque, a conclusione la gestione del servizio da parte di Foggia Più Verde, la società consortile a responsabilità limitata nata a gennaio 2017 e avente come amministratore l’orsarese Ugo Fragassi. Suo socio è l’ex presidente di Confindustria ed edile Pino Di Carlo. Il contratto del 2017 valeva 5.739.145,00 oltre IVA, ma poi fu esteso con ulteriori oneri. La scarl, che ha 31 addetti, è al 20% controllata dalla Habitat Immobiliare di Di Carlo e per il restante 80% in mano alla cooperativa agricola Deltambiente di Ravenna.
L’appalto quinquennale del verde finì nel 2021 al centro di un apposito capitolo della relazione della commissione di accesso sulle infiltrazioni mafiose a Palazzo di città.
Da allora cosa è cambiato? Sono state revocate le interdittive antimafia agli edili Gianni Trisciuoglio e Marco Insalata, con cui è socio in altre imprese Pino Di Carlo.
Quanto al personale (ereditato dal precedente aggiudicatario del servizio, ovvero Michele D’Alba), la commissione si era soffermata sulla presenza nell’organico di “dipendenti contigui alla criminalità organizzata”, quasi tutti non più presenti in Foggia Più Verde da anni: Leonardo Corvino, Rodolfo Di Muro (fino al 2019), Domenico D’Angelo (dipendente nel 2017), Vincenzo Rendine (nel 2017), Luigi Pellegrino figlio del boss Antonio Vincenzo alias “Capantica” (nel 2017), Vincenzo Consales (nel 2017), Ferdinando Piscopia (nel 2017), Guglielmo Diomede (nel 2017).

Alcuni addetti ai lavori spiegano che il nuovo bando di gara ha un importo inferiore e “non adeguato, nella maniera più assoluta, ad una città come Foggia”, rimarcando che “peraltro, stavolta sono compresi in tale importo anche i marciapiedi e le conchette”. La durata contrattuale, fissata in tre anni, fa storcere il naso a quanti ritengono che sarebbe stato più corretto, da parte dei commissari e degli uffici, limitare l’affidamento a due anni, per poi permettere alla politica – dopo il ritorno dell’ente a gestione ordinaria – di decidere cosa fare. L’appalto vinto da Fragassi & Co. prevedeva 5mila euro in più l’anno per oneri inferiori e l’impresa aveva mezzi propri. “Ora prevede più cose e il servizio peggiorerà”, analizza a l’Attacco un player del settore. “Bisogna fare i conti anche con il rincaro di carburante e materiali. Nel 2017 il gasolio costava 1,20 euro al litro, adesso 2 euro”. Oltre all’importo quello che crea maggiori perplessità è la parte relativa al personale. “La postilla sulla verifica da parte della stazione appaltante che vuol dire? Non si possono licenziare i dipendenti per pregiudizi penali datati”, prosegue l’imprenditore. Cinque anni fa Foggia Più Verde ereditò 70 lavoratori dal precedente concessionario del servizio e fece una selezione, assumendo 31 persone. La scrematura fu fatta eliminando lavativi, persone inadatte al lavoro, ma anche in base alle risposte fornite nel questionario e nel colloquio con gli imprenditori. Alcuni, che ebbero un comportamento arrogante, furono messi alla porta. In precedenza i dipendenti del verde lavoravano anche 15 ore soltanto a settimana, con stipendi da fame da 300-350 euro che costringevano a un secondo lavoro. Con Foggia Più Verde furono passati a un minimo di 30 ore settimanali e alcuni dipendenti part-time divennero lavoratori a tempo pieno. Gli elenchi del personale furono consegnati alla Digos, mostrando piena disponibilità con gli inquirenti. Oggi oltre la metà dei dipendenti dell’impresa ha superato il recente concorso di AMIU Puglia spa, la partecipata del servizio rifiuti. C’è da capire cosa cambierà dopo il nuovo affidamento.