Gita "salta" per mancanza di docenti accompagnatori, alunni e genitori non ci stanno: "Viaggio boicottato"

la Bianca
Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Una gita scolastica “saltata” per carenza di docenti. E’ quanto denunciano in una lettera gli alunni e genitori di una classe del Liceo scientifico Volta di Foggia.

“La gita scolastica, quanti di noi non la ricordiamo con la nostalgia degli anni della nostra adolescenza? Tra tutte le restrizioni che abbiamo vissuto, la pandemia ha purtroppo negato ai nostri figli anche questa opportunità”, si legge.

“Ma anche oggi, dopo due anni di chiusura e Dad, che la vita dovrebbe pian piano tornare a riprendere, succede che al Liceo ‘A. Volta’ di Foggia si cercano appigli per privare i nostri figli delle loro esperienze e dei loro futuri ricordi”.

“Eh già, perché il viaggio di istruzione di tre giorni di una classe, programmato a novembre con meta Campitello Matese nell’ambito del progetto ‘Sciamo’, sognato e atteso da ormai tre anni, è stato magicamente annullato per mancanza di docenti accompagnatori. Almeno questa è la motivazione ufficiale, con cui la scuola si è scrollata di questo impegno preso con suoi studenti”.

“Eppure il regolamento è chiaro, il viaggio di istruzione è considerato come parte integrante della programmazione didattica delle classi, va programmato a inizio anno, organizzato durante i mesi invernali e fruito dagli studenti (definiti nel regolamento come ‘aventi diritto’) nel mese di marzo”.

“Già in fase di programmazione a novembre vanno individuatati i docenti di riferimento (uno ogni 15 alunni) eventuali sostituiti e, in mancanza di questi, gli accompagnatori possono essere individuati tra il personale Ata (che svolgerebbero questa attività come extra rispetto a quanto previsto dal loro contratto di lavoro, ma comunque retribuita)”.

“Ma tutto questo non importa agli adulti: il viaggio di istruzione, che sulla carta è riconosciuto come importante attività formativa non solo per la meta prescelta, ma soprattutto per l’esperienza vissuta, per l’opportunità di godere di momenti di socializzazione e inclusione che tanto sono mancati ai nostri ragazzi, non si fa, sebbene il regolamento della scuola non preveda alcun annullamento in questi casi. Anzi nel regolamento vengono disciplinate tutte una serie di attività finalizzate a garantire la partecipazione massiva degli studenti e la partecipazione di tutti”.

“E a nulla sono valse le richieste degli alunni, privati (anche se nella sua forma più ludica) di quello che tecnicamente viene definito diritto allo studio. E adesso è la volta dei genitori che compatti chiedono alla dirigente maggiori dettagli e il suo intervento affinché questa decisione possa trovare una soluzione che possa ripristinare il senso di ingiustizia, di privazione, di discriminazione che alcuni alunni della scuola vivono nei confronti di altri studenti, semplicemente più fortunati perché frequentano classi o scuole con insegnati più disponibili e meno ancorati ai principi della docenza ex-cathedra”.