Universitari contro i test di ingresso per la facoltà  di medicina: "Il numero chiuso va abrogato"

I Grandi Processi
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"Nonostante la pandemia da Covid-19 abbia mostrato quanto costa il continuo smantellamento del sistema sanitario, i test d'ingresso per la facoltà  di medicina non sono stati ancora messi in discussione dalle istituzioni: 66mila candidati competeranno per poco più di 13mila posti, e tantissimi altri tenteranno quello per professioni sanitarie. L'unica soluzione momentaneamente adottata è stata l'introduzione di circa 5mila posti in più previsti per quest'anno, che però non sono assolutamente sufficienti per colmare le mancanze ormai evidenti e manifeste del sistema sanitario nazionale. Ancora una volta si sceglie di nascondere la tragica realtà  della sanità  pubblica piuttosto che proporre un investimento serio per garantire il diritto alla salute". Lo afferma in una nota il Fronte della Gioventù Comunista della Puglia. "Non si tratta di cento o mille posti in più, si tratta di costruire un sistema alternativo. Da tempo si denuncia la mancanza di almeno 50milainfermieri e di decine di migliaia di medici, tagli sistematici al SSN in favore di privati che hanno portato alla gestione disastrosa durante l'emergenza Coronavirus degli scorsi mesi. Proprio il numero chiuso per la facoltà  di medicina è una di quelle misure che hanno distrutto la sanità  pubblica, una misura che ha portato alla diminuzione del numero di lavoratori in corsia e alla speculazione sulla salute della popolazione intera. Ci siamo forse dimenticati di quelli che la stampa padronale, al momento opportuno, volle chiamare eroi?" "Il Fronte della Gioventù Comunista sarà  in molti atenei d'Italia insieme agli studenti universitari per lottare contro il numero chiuso e la sottoposizione della sanità  pubblica a favore dei privati che speculano sulla salute della popolazione: medici privati, ospedali privati, avvocati privati che già  da domani proporranno agli aspiranti studenti dei costosi ricorsi. Un fragile sistema che sembra autosostenersi e che è invece fragile come una torre senza fondamenta. La pandemia ha mostrato che il sistema economico in cui viviamo non è in grado di rispondere ai bisogni delle classi popolari: è necessario lottare per raggiungere una sanità  davvero universale e per abbattere le barriere di classe che oggi impediscono a milioni di giovani l'accesso ai più alti gradi di istruzione". Le sedi delle proteste: Ancona, Bari, Bologna, Cassino, Catania, Catanzaro, Chieti, Cosenza, Firenze, Foggia, L'Aquila, Lecce, Milano, Napoli, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Reggio Emilia, Roma, Salerno, Siena, Torino, Udine, Verona