Geografia giudiziaria, Vaira: "Sarebbe bello che i parlamentari dauni si impegnassero per qualcosa di concreto, prima della fine di questa legislatura"

I Grandi Processi
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"Ho apprezzato la generosa battaglia, protratta fino al 2015, contro la soppressione del Tribunale di Lucera, portata avanti con generosità  e tenacia dal presidente Agnusdei - commenta l'avvocato Michele Vaira. "Era considerata da molti (non da me) una battaglia di retroguardia, di fronte all'inevitabile razionalizzazione delle risorse della Giustizia. Non ci fu nulla da fare: sotto l'irrazionale "regola del tre" (non più di tre Tribunali per ogni Corte d'Appello) furono smantellati numerosi presidi di giustizia. Eravamo certi (tutti, tranne un famoso "supertecnico") che il Tribunale di Foggia non potesse reggere l'impatto dell'accorpamento con le sedi distaccate. Si cercò, nel peggiore dei modi (generoso omaggio all'imprenditore di turno) di porvi rimedio. Per nostra fortuna, e per la decisa presa di posizione della Giunta Comunale, l'aberrante ipotesi di trasferire parte del Tribunale nei pressi di Piazza Padre Pio, a ridosso di un supermarket e senza ombra di parcheggio, fu presto archiviata. Le roboanti (quanto infondate) richieste risarcitorie dell'imprenditore mortificate in primo e secondo grado. Oggi siamo in questa situazione: Palazzo di Giustizia di Viale Primo Maggio al collasso e palazzo del Giudice di Pace (con annessa Sezione Lavoro) di Via Bari in affitto da decenni (per la gioia di chi lo ha costruito e col fitto avrà  già  decuplicato l'investimento. Col passaggio di competenze al Ministero della Giustizia anche la manutenzione ordinaria risulta più difficoltosa. Non parliamo, poi, del doveroso progetto di ampliamento, che porterebbe, nel giro di pochi anni, a un clamoroso risparmio di costi e a un generale miglioramento della qualità  del servizio con benefici per tutti gli operatori di Giustizia (non ultimi, gli avvocati) e per l'utenza. In questa situazione disastrosa, invocare la riapertura del Tribunale di Lucera, spiace dirlo (con il doveroso rispetto per l'illustre Collega Agnusdei), è un esercizio tanto romantico quanto vano. Fare appello alla mera "foggianità " del Presidente del Consiglio, per giunta, non rende onore ai tanti motivi che imporrebbero, invece, un profondo ripensamento della geografia giudiziaria di Capitanata, ma in termini radicalmente diversi rispetto a quelli esistenti ante-riforma. Se un territorio è sprovvisto di veri presidi di giustizia, quello è il Gargano, non certo Lucera. Per smantellare la diffusa (e invero particolare) criminalità  locale, è necessario un Tribunale (e relativa Procura) nel mezzo del promontorio. Vieste, ad esempio. Ancora più importante, per non dire fondamentale, anche ai fini della lotta alla quarta mafia, finalmente assurta agli "onori" delle cronache mainstream, è l'istituzione della Corte d'Appello a Foggia (o a Lucera, à§a va sans dire), che porterebbe in dote la Direzione Distrettuale Antimafia, il Tribunale per i Minorenni e magari anche una sezione distaccata del TAR. I numeri non solo lo consentono, ma lo suggeriscono. A Bari la Corte d'Appello e i relativi Uffici distrettuali sono anch'essi al collasso. L'emergenza criminalità  ha portato a Foggia qualche palliativo, tipo il distacco di alcune unità  in forza alla DIA di Bari. Sforzi apprezzabili, ma tutt'altro che risolutivi. Sarebbe bello che i parlamentari dauni, sempre tempestivi a diffondere urticanti quanto inutili comunicati stampa di plauso agli arresti o di sdegno di fronte ad atti criminali, si impegnassero per qualcosa di concreto, prima della fine di questa legislatura".