Interdittiva antimafia, Ciuffreda: Impresa sana, contrasterò il provvedimento

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"L'interdittiva notificata alla Uniservice Tecnology Srl, della quale sono amministratore unico, lede gravemente la mia credibilità  e reputazione di uomo e di imprenditore. Voglio subito chiarire che il fenomeno mafioso non è mai stato vicino alla mia vita e soprattutto che la "˜Uniservice Tecnology Srl' non ha mai subito condizionamenti o agevolazioni di qualsivoglia natura da parte di contesti criminali locali. Il dato certo è che con il mio impegno imprenditoriale e umano ho sempre contribuito allo sviluppo economico, ma anche sociale del nostro territorio, gestendo un'azienda sana che dà  lavoro a circa 30 dipendenti, in un contesto societario, quello della Uniservice Tecnology Srl, improntato alla legalità  e alla trasparenza". E' quanto dichiara in una nota diffusa dal suo legale difensore, Michele Gentile, l'amministratore unico Raffaele Ciuffreda in relazione all'interdittiva antimafia emessa dal Prefetto di Foggia lo scorso 8 luglio. La scorsa settimana l'Attacco ha rivelato in eclusiva come Ciuffreda sia l'attuale compagno di Concetta Pacilli, sorella di Peppe u muntaner, braccio destro dei Libergolis ora in carcere dopo esser stato tra i più pericolosi latitanti d'Italia. "La stessa legalità ", continua Ciuffreda, "che contraddistingue il mio operato da sempre, e che ha guidato le mie scelte quando nel 2010/2011 ho subito alcuni tentativi di estorsione che ho prontamente denunciato alle autorità  competenti partecipando, poi, attivamente alle operazioni di polizia che condussero all'arresto di membri di organizzazioni criminali del nostro territorio. Respinsi con coraggio, mettendo a rischio la mia sicurezza, il tentativo di intromissione del fenomeno criminale nella mia vita lavorativa dimostrando, con i fatti, l'impermeabilità  delle mie imprese al fenomeno criminale e mafioso. Da allora ho attivamente partecipato all'associazionismo antiracket, presenziando a numerosi incontri in Prefettura ed alle manifestazioni pubbliche organizzate, animato dalla convinzione che il contrasto alla criminalità  sia fondamentale per favorire lo sviluppo economico del territorio". "Per queste ragioni avverto come ingiusto questo provvedimento che sembra calato dall'alto senza prendere in considerazione la mia storia e il mio impegno, ancor di più se si considera che lo stesso si fonda su un legame affettivo che non ha nulla a che vedere con l'organizzazione ed il funzionamento dell'impresa. Non condivido l'idea di voler far passare la mia società  come strumento in grado di favorire il fenomeno mafioso ed è per questo motivo che ho dato mandato ai miei avvocati di contrastare questo provvedimento nelle opportune sedi giudiziarie, facendo valere il mio diritto alla libera iniziativa di impresa, con l'auspicio di poter dimostrare al più presto la mia lontananza e impermeabilità  al fenomeno mafioso". La seconda interdittiva antimafia giunta a Monte Sant'Angelo la scorsa settimana è quella contro l'impresa agricola Miucci Angela Maria. La signora è la vedova del boss Ciccillo Libergolis e zia dell'attuale reggente del clan dei Montanari, Enzino Miucci.