Chiancamasitto, dopo la revoca ora l'ordinanza del Comune di Monte vieta il parcheggio per la spiaggia

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Un'ordinanza del Comune di Monte sant'Angelo vieta il parcheggio a Chiancamasitto, la spiaggia pubblica di Macchia presa d'assalto da avventori provenienti da tutta la provincia. In precedenza c'era già  stata stata la revoca dell'affidamento del parcheggio all'impresa Antonia Palladino a seguito di interdittiva antimafia. Ora interviene l'ordinanza del Comune che istituisce il divieto di sosta fino al 31 agosto 2020 su ambo i lati della strada. Premesso che giungono, presso il Comando Polizia Locale, numerose lamentele perle difficoltà  di circolazione riscontrate in Contrada Chiancamasitto della Frazione Macchia, a causa di veicoli in sosta sulla strada d'accesso che porta al parcheggio dell'omonima spiaggia. Ravvisata, a seguito di sopralluogo effettuato da personale della Polizia Locale, l'effettiva situazione di disagio per la circolazione che si viene a creare, a causa dei veicoli che sostano sulla sede stradale, impedendo di fatto lo svolgersi del doppio senso di marcia. Ritenuto pertanto, opportuno e necessario regolare la circolazione sul tratto di strada che dalla via denominata Litoranea Varcaro conduce al parcheggio pubblico a servizio della spiaggia Chiancamasitto, istituire il divieto di sosta su ambo i lati della strada. Un luogo spesso al centro, negli ultimi anni, delle cronache giudiziarie. Dapprima si trattò della interdittiva antimafia adottata il 21 novembre 2017 dall'allora prefetto Massimo Mariani nei confronti dell'impresa Antonia Palladino, che gestiva per conto del Comune il parcheggio antistante la spiaggia. Restava finora aperta la questione dell'ordinanza di demolizione adottata a luglio 2019 dall'architetto Giampiero Bisceglia, responsabile comunale del settore Gestione del territorio, con cui fu ordinato ai proprietari degli immobili siti a Chiancamasitto (i coniugi Antonia Palladino e Giovanni Tomaiuolo) di demolire le opere abusive e ripristinare lo stato dei luoghi entro 60 giorni dalla notifica. Il riferimento è al chiosco bar con annessa veranda (incluso il volume di mq. 20 non censito in catasto ed ogni altra struttura ad esso riferita), a tutte le aree pavimentate presenti (inclusa l'area attrezzata con docce all'aperto ed ogni altro piazzale e/o camminamento, fino al ripristino della naturalità  del piano di campagna, anche a garanzia della permeabilità  del suolo per il drenaggio delle acque meteoriche), alle strutture intelaiate per il parcheggio di veicoli, coperte da teli sintetici ombreggianti, ai container, alla tettoia costruita con lamiera zincata. L'ordinanza di demolizione è stata impugnata al TAR dai due coniugi, assistiti dall'avvocato mattinatese Pasquale Lanzetta, ma senza successo. Il 5 maggio il giudice amministrativo ha rigettato il ricorso presentato contro il Comune di Monte Sant'Angelo, difeso dall'avvocato Giuseppe Mescia.