Bufera sull'Asp Castriota Corroppoli. Coinvolto nelle indagini anche Michele Emiliano

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àˆ previsto per oggi pomeriggio l'interrogatorio di Salvatore Ruggeri, assessore regionale al welfare che ha ricevuto un'informazione di garanzia riguardante la Asp Castriota e Corropoli di Chieuti Serracapriola. Sarà  ascoltato dal sostituto procuratore di Foggia Marco Gambardella per chiarire la sua posizione in merito al ritardo nella nomina del commissario straordinario dell'ente il cui cda è decaduto da febbraio, per via delle dimissioni di due consiglieri, Antonio Magnocavallo e Michele Giannubilo e quelle del vice direttore generale Giacomo Occhionero. Per l'occasione il sindaco di Serracapriola, Giuseppe D'Onofrio, accompagnato dai dimissionari, convocò una conferenza stampa per spiegare le ragioni di quella decisione. Stando alla ricostruzione di alcune testate giornalistiche locali, Repubblica Bari e Corriere del Mezzogiorno, gli inquirenti profilano l'ipotesi di una nomina pilotata, non finalizzata a tutelare l'interesse della pubblica amministrazione ma uno scambio di natura politica. Gambardella contesta a Ruggeri il reato di corruzione all'esito delle indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza.
Nel mirino delle forze dell'ordine, come ipotizzato da l'Attacco nei giorni scorsi, ci sarebbero nomine e appalti nella sanità  foggiana, con il coinvolgimento di esponenti politici di primo piano. Nel caso di specie, come più volte evidenziato su questa testata, non erano chiare le ragioni per cui Tommaso Pasqua (Pd), presidente decaduto dell'Asp, ricoprisse nell'azienda ancora un ruolo dirigenziale.
Secondo la procura di Foggia alla base del ritardo della nomina del commissario, ci sarebbe uno scambio di favori. Per la direzione della Asp sarebbe stato fatto il nome del commercialista salentino Eusebio Ferraro e poi quello dell'avvocato foggiano Cosimo Titta, già  commissario Udc di Manfredonia e consulente legale e amministrativo del gruppo Popolari in Regione. Si legge sul Corriere che due politici foggiani, padre e figlio, abbiano premuto perchè il commissario fosse espressione dell'Udc. La proposta sarebbe stata avversata dal Pd che invece avrebbe spinto per un nome di provenienza dem. Mentre Ruggeri respinge tutte le accuse, Michele Emiliano, che avrebbe dovuto ratificare il provvedimento di nomina, fa sapere di essere coinvolto nell'indagine:
"Per dovere di verità . Ho appreso dall'assessore Ruggeri - destinatario della notifica di un invito a comparire della Procura della Repubblica di Foggia - di essere anche io sottoposto ad indagini preliminari.
Pur non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, voglio io stesso comunicare la notizia per dovere di trasparenza verso i miei concittadini. L'accusa consiste nell'avere ricevuto indicazioni politiche da un consigliere regionale per nominare commissario di una Asp una determinata persona. E cià³, nonostante io abbia ritenuto di non accogliere tale indicazione formulatami sin dal febbraio 2019, tanto che nessuna nomina è stata effettuata sino ad oggi. Non ho accolto l'indicazione nominativa ricevuta avendola ritenuta non pienamente soddisfacente alla luce delle mie prerogative discrezionali.
Infatti ero libero di proporre alla giunta qualunque nominativo, senza limiti di qualificazione professionale e senza necessità  di procedure ad evidenza pubblica non previste da nessuna legge nazionale o regionale per l'incarico di commissario. Rispondo dunque per una nomina mai effettuata, per non avere mai accolto le indicazioni di coloro che la peroravano. Credo di essere il primo pubblico amministratore chiamato a rispondere per una nomina mai effettuata. Anzi per avere respinto la legittima indicazione politica ricevuta da un membro della assemblea legislativa regionale membro della maggioranza di governo che aveva pieno titolo di propormi un nome per quell'incarico. Sono dunque chiamato a rispondere di un reato contro la pubblica amministrazione (che prevede la adozione di un atto amministrativo come elemento costitutivo del reato stesso) senza averlo mai adottato nonostante siano passati mesi e mesi dalla indicazione ricevuta. I fatti di cui sono accusato sono la assoluta normalità  con riferimento alle nomine discrezionali dove i consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione normalmente offrono al presidente della giunta indicazioni e suggerimenti data anche la loro conoscenza del territorio. Non escludo che alcune di queste indicazioni siano alle volte pittoresche, veementi, fondate su pressioni e interessi politici, finanche elettorali in alcuni casi, ma a mio parere tali indicazioni sono sempre legittime perchè finalizzate all'esercizio di un potere assolutamente discrezionale. Comprendo tuttavia che la questione possa essere oggetto di diversa opinione. Ma quel che sinceramente fatico a comprendere è come si possa pensare che un reato sia stato commesso rigettando l'indicazione ricevuta. Resta comunque ferma per principio la mia fiducia nella giustizia alla quale chiedo celerità  negli accertamenti".