Alla sbarra i boss della mafia foggiana, chiesti 35 anni di carcere per estorsioni ad un imprenditore

I Grandi Processi
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E' alle battute finali il processo scaturito a seguito dell'inchiesta Rodolfo, partita nel 2016, nella quale emerse, da intercettazioni, che l'imprenditore Franco Curcelli titolare di aziende del settore agroalimentare era vittima di estorsioni (avvenute tra il 2008 e il 2015). Il malcapitato avrebbe pagato il pizzo sia al clan Sinesi/Francavilla che ai rivali Moretti/Pellegrino/Lanza, arrivando a sborsare mensilmente dai 1000 ai 3000 euro. L'uomo era costretto anche ad assumere uomini dei clan fittiziamente, che percepivano lo stipendio senza mai lavorare. Il Pm della Dda Lidia Giorgio ha chiesto 6 condanne per 35 anni e 8 mesi di reclusione complessivi. Nel dettaglio la pena più alta 8 anni di carcere è stata chiesta per Antonello Francavilla, 42 anni, in carcere, esponente di vertice dell'omonimo clan. 4 anni e 8 mesi per la sorella Dina Francavilla, 37 anni a piede libero, imputata di concorso in una estorsione. 7 anni chiesti per Mario Lanza, 37 anni, ai domiciliari, marito di Dina Francavilla. Il Pm ha chiesto 7 anni anche per Vito Bruno Lanza, 66 anni, foggiano detto U' lepr. 2 anni chiesti per Marco Matteo Piserchia, 44 anni a piede libero. L'inchiesta conta 12 imputati, sei stanno affrontando il processo, gli altri hanno chiesto il giudizio abbreviato. Per tre di loro sono arrivate anche le condanne definitive. Tra questi c'è Emiliano Francavilla, fratello di Antonello, a cui è stata comminata la pena di 5 anni e 6 mesi di carcere.