Fondi Miur e Unifg: truffa, falsità  ideologica e peculato. L'Attacco lo raccontava in tempi non sospetti

I Grandi Processi
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Truffa, falsità  ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e peculato con l'appropriazione indebita di due milioni di euro a cinque dei 19 indagati a cui è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini sulla gestione dei fondi del Miur da parte dell'Università  di Foggia. E' l'inchiesta nata dalla denuncia di due professori, Alessandro Del Nobile e Diego Centonze, che avevano segnalato diverse anomalie nell'utilizzo dei fondi del ministero dell'Istruzione e dell'Università  destinati alla ricerca ma utilizzati. L'ennesimo caso raccontato per prima da l'Attacco in tempi non sospetti e ora rimbalzato alle cronache di testate giornalistiche nazionali. In sostanza si parla di irregolarità  che avrebbero riguardato, in particolare, la rendicontazione del Pon Ricerca e Competitività  2007- 2013, ottenuto dai gruppi di ricerca del Distretto Agroalimentare Regionale, il DA.Re, tra i cui soci c'è anche l'Ateneo foggiano. Una gestione delle risorse pubbliche, che i due professori non hanno mai voluto condividere. Così il 10 aprile 2013, dopo un anno e mezzo di lavoro su tre progetti, sono stati rimossi. Le anomalie sarebbe iniziate dopo quella data. Intanto, tra i 19 indagati raggiunti dall'avviso di conclusione delle indagini non ci sono il rettore dell'Università  di Foggia Maurizio Ricci e Milena Sinigaglia, prorettore dell'Ateneo e presidente del DA.Re, entrambi finiti a luglio 2018 nel registro del pm Alessandra Fini. Compare, però, nella lista il nome di Agostino Carmelo Sevi, direttore del Dipartimento di Scienze agrarie, degli alimenti e dell'ambiente e futuro pro rettore dell'Università , dal prossimo 1 novembre. Nella loro denuncia, i due docenti avevano segnalato come, pur di incamerare i fondi, 15 docenti avrebbero firmato dei time sheet falsi, rendicontando ore lavorative precedenti al 10 aprile del 2013, periodo in cui invece Del Nobile e Centonze non erano ancora stati sostituiti. Particolare riferimento è stato fatto ai documenti consegnati per il progetto Info-Pack, acronimo di "Soluzioni innovative di Packaging per il prolungamento della shelf life dei prodotti alimentari", di cui Del Nobile era responsabile scientifico. Per gli inquirenti Sevi, Gianluca Nardone (prima direttore generale pro tempore e poi presidente del DA.Re.), Giuliano Volpe (in qualità  di rettore pro tempore dell'Università ), Carla Severini, responsabile scientifico del progetto Infopack, Costantino Quartucci, direttore generale dell'Università  e altri tredici docenti hanno, in concorso tra loro, "attestato falsamente nei time-sheet (controfirmati anche da Sevi, ndr)" un'attività  in realtà  mai svolta prima dell'aprile 2013.