Apricena, Zuccarino chiarisce la sua vicenda: Sano garantismo, ma poi le sentenze vanno accettate

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"Mi vedo costretto, nonostante la mia consolidata avversione al chiacchiericcio social, a chiarire fatti ed esiti relativi alle vicende giudiziarie che negli ultimi anni della mia lunga esperienza amministrativa, ho dovuto subire e affrontare". Lo afferma Vito Zuccarino, ex Sindaco di Apricena in quota Pd prima dell'avvento di Antonio Potenza. "Comincio dalla più eclatante, quella culminata coi cinque giorni di domiciliari per l'accusa di tentata concussione - prosegue -. Il procedimento si è chiuso nel maggio 2018 con una assoluzione piena nella sua massima formulazione: 'perchè il fatto non sussiste'. Cioè il reato denunciato non esiste. Aggiungo che detta assoluzione non solo è stata sentenziata da un collegio di tre giudici, ma è stata richiesta dallo stesso Pubblico Ministero (anche lui convertitosi al comunismo sulla via di Damasco?) che aveva richiesto la misura cautelare nei miei confronti". "Devo ancora aggiungere - continua Zuccarino - che anche le amministrazioni di cui ho fatto parte e, dunque, il sottoscritto e suoi componenti, sono state oggetto di numerose indagini, intercettazioni per mesi, con procedimenti condotti da soggetti diversi tutti archiviati in fase istruttoria (tutti comunisti anche quei magistrati?)". "La mia esperienza personale mi ha convinto ancora di più della necessità  di un 'sincero garantismo' in materia giudiziaria che va riconosciuto a tutti. Ma tutti, poi, devono accettare le sentenze - dichiara -. Spero questo faccia chiarezza. soprattutto per chi in buona fede vuole sapere e capire in quanto non era a conoscenza dei fatti o aveva dimenticato, precisando che non accetterò più accostamenti indebiti o illazioni su fatti accertati in modo chiarissimo e definitivo", conclude Zuccarino.