Arresto Bellomo, il commento di chi per prima ha denunciato: Era un abile manipolatore

I Grandi Processi
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àˆ stata la prima studentessa a denunciare l'ex giudice barese Francesco Bellomo. Ora Rosa Calvi, avvocato cerignolano, commenta il suo arresto. In un intervista a "la Stampa" la 29enne ripercorre gli sviluppi della vicenda. "Ti faceva credere che fosse onnipotente - dice -, invece rubava sogni. Era un abile manipolatore, non tutti purtroppo hanno la forza di resistere. Cercavo di dare una logica a quello che stavo leggendo. Dissi a me stessa: non può essere quello che penso. Avevo 27 anni e di fronte a me c'era un consigliere di Stato". La giovane rivela i dettagli dei "contratti" che faceva firmare Bellomo: "Si trattava di accettare alcuni obblighi pesanti, anche restrizioni della libertà  personale: obbedienza, fedeltà , riservatezza, reperibilità , il dress code. Inizialmente pensai fosse una prova: vuole vedere se firmo e, in quel caso, mi dice che non posso fare il giurista. Perchè se scrivi 'divieto di relazioni intime', è un diritto indisponibile e quel contratto è nullo. Iniziai a riflettere. Peraltro non avevo mai fatto domanda di borsa di studio perchè, pur avendone i requisiti, erano scaduti i termini. Fu lui a scegliermi, insieme ad altre sei corsiste. Tutte belle ragazze". Ma non era una prova, era tutto vero. La ragazza ha avuto la forza di opporsi: "Non ho firmato. La sera del colloquio, fece domande personali: io parlavo della mia formazione e lui mi chiedeva quanti fidanzati avessi avuto, le mie esperienze intime. Poi, con la scusa che avevo le occhiaie, si avvicinò e mi diede un bacio sulle labbra. Indietreggiai spaventata, volevo solo andare via. Lui spiegò che era un gesto d'affetto perchè non dava baci sulle guance. Io risposi che dovevo andare a casa da mio fratello. E Bellomo mi disse che lui veniva prima di mio fratello". Il rifiuto di firmare il contratto ha avuto conseguenze per lei: "Mi disse che potevo seguire il corso ma che, avendo rifiutato, non avevo diritto a fargli domande a lezione. Diceva di poter fare tutto, anche accedere ai miei messaggi privati di Facebook. Poi mi mandò via, dicendo che non voleva una studentessa così e restituendomi i 2500€ che avevo pagato. Da ottobre 2016 a gennaio 2017 è stato un incubo. Si arrabbiava se non rispondevo al telefono, mi chiedeva di tornare. Ho conservato tutti i messaggi. Aveva anche cambiato approccio: mi piaci, sei estroversa, ho bisogno di una persona così nella mia vita". àˆ riuscita ad uscire dall'incubo denunciando l'ex giudice: "Non è stato facile, era sempre un consigliere di Stato e avevo paura. Peraltro non era mancata una minaccia velata: "tra 10 anni ti renderai conto dell'errore che hai fatto perchè non farai progressi nella tua vita". Pensai che, così come poteva farmi vincere il concorso, poteva anche farmi perdere. E quell'anno non lo tentai neppure, ero confusa. Poi ho trovato il coraggio: se volevo diventare magistrato, dovevo essere a posto innanzitutto con la mia coscienza. Dopo il mio racconto, sono stata contattata da altre ragazze".