Omicidio Ventura, 'Insieme Per': "Uccisa perchè voleva separarsi da marito violento"

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La Corte d'Assise di Appello di Bari ha confermato la pena di trent'anni di reclusione, in sede di giudizio abbreviato, per Ferdinando Carella per aver ucciso la moglie Federica Ventura nel febbraio del 2018 nella propria abitazione a Troia quale ultimo atto di una condotta maltrattante, attraverso violenze psicologiche, economiche, fisiche  e anche sessuali contro la moglie. "Una sentenza che riconosce la gravità  dei crimini compiuti - fa sapere l'associazione 'Insieme Per...', costituita dalle amiche della vittima -: Federica è stata uccisa perchè aveva deciso di separarsi da un marito violento, 'padre padrone', come lei stessa scriveva ad un'amica, e voleva affermare la sua libertà  di vivere lontana dalla violenza e difendere i suoi figli quotidianamente costretti ad assistere alle violenze del padre. Fondamentale nel processo che si è svolto con rito abbreviato sono state le dichiarazioni rese dalle amiche con cui Federica si confidava anche attraverso messaggi whatsapp e a cui aveva espresso la sua ferma decisione di separarsi e la sua paura per questa scelta". "Federica era una donna molto coraggiosa - riporta l'associazione - che ha sfidato le regole imposte dal marito che non voleva che lei si emancipasse da lui e realizzasse il suo desiderio di studiare e lavorare. Federica ha lottato per la sua felicità  e libertà  e per questo è stata punita dall'uomo che avrebbe dovuto amarla e che, invece, l'ha uccisa. Il vuoto che lascia Federica è incolmabile per i due figli e per i familiari, rappresentati dalle avvocate Teresa Manente e Marta Cigna, e per le sue tante amiche presenti in Corte d'assise d'appello". "L'uccisione di Federica è una grave ingiustizia - evidenzia l'associazione Insieme Per -, prodotto di una cultura sessista e discriminatoria contro le donne riconosciuta nelle sentenze dei giudici di merito, sentenze giuste che veicolano un cambiamento culturale nel riconoscere la gravità  di tali crimini contro le donne in quanto donne in una Italia dove ogni 72 ore viene uccisa una donna per mano del partner". Il processo, come già  anticipato, ha visto anche la costituzione come parte civile della Regione Puglia e delle associazioni del territorio "Impegno Donna" (Foggia) e "Osservatorio Giulia e Rossella" (Barletta), oltre ai figli e ai familiari di Federica. Le amiche, in ricordo di Federica Ventura, hanno costituito a Troia l'associazione "Insieme Per...", per promuovere nel territorio un cambiamento culturale nelle nuove generazioni improntato sul riconoscimento della differenza di genere e della non discriminazione delle donne.