Nella relazione del liquidatore unico, nominato da Pazienza, tutte le contestazioni mosse. I casi del credito d'imposta IVA e delle incompatibilità

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Il ritorno in bonis, la mole di contenzioso di vario genere e la guerra con l'ormai ex socio di minoranza CSN onlus
Il ritorno in bonis, la mole di contenzioso di vario genere e la guerra con l'ormai ex socio di minoranza CSN onlus. Sono le questioni affrontate dal commercialista foggiano Gianfranco Ursitti, nominato dall'amico Pasquale Pazienza liquidatore unico della Oasi Lago Salso spa.La società è stata finora partecipata per il 96% dal Parco nazionale del Gargano e per il restante 4% dal Centro Studi Naturalistici, ma - come raccontato da l'Attacco nei giorni scorsi il 9 luglio si è riunita l'assemblea dei soci che ha approvato (col solo voto dell'ente Parco, ovvero di Pazienza) il bilancio intermedio di liquidazione al 31.12.2020, la nomina del collegio sindacale, l'esclusione e il mandato ad un legale di fiducia per la redazione di un parere pro veritate ai fini dell'azione di responsabilità contro il CSN.
I motivi che hanno indotto il socio di maggioranza PNG a prendere la decisione di provvedere all'esercizio provvisorio delle attività aziendali per questa fase straordinaria transitoria, sono dovuti essenzialmente alla possibilità di ricostruire il patrimonio della medesima società e, quindi, di riportarlo in integro statu, con revoca della delibera di scioglimento e liquidazione del 20.12.2019, oppure di liquidarla/cancellarla previo trasferimento del suo patrimonio immateriale ad altro soggetto giuridico. Tant'è che il valore del patrimoniale netto, a fine esercizio 2020, è passato a 156.954 euro (119.779 euro 37.175 utile), da 119.779 euro del 2019, ha evidenziato Ursitti nella propria relazione, redatta a giugno scorso.
In più, con la prospettiva che il prossimo bilancio d'esercizio 2021 si chiuderà con il conseguimento di ulteriori utili che, pleonasticamente, andranno ad incrementare ancora una volta il patrimonio netto della società in liquidazione.Pessima la situazione relativa al contenzioso visto che si è aggiunto un altro giudizio a quelli precedenti e pendenti nel corso dell'esercizio 2020. Sono stato costretto ad impugnare dinanzi al TAR Puglia Bari insieme all'Avvocatura dello Stato Distretto di Bari per il socio di maggioranza PNG la deliberazione della commissione straordinaria del Comune di Manfredonia di revoca della concessone di terreni agricoli ex Daunia Risi, ha spiegato Ursitti. Con il medesimo ricorso si è chiesto anche il provvedimento cautelare di sospensione della revoca, provvedimento, quest'ultimo, puntualmente accolto dal collegio giudicante. Ma, purtroppo, nelle more della discussione di merito fissata con l'udienza del 9 dicembre prossimo, la commissione straordinaria, su esposto dell'Associazione Pro Natura WWF Foggia alle competenti autorità, con nuova delibera del 27 maggio 2021 ha revocato la precedente delibera del 24 marzo prevedendo una nuova revoca per aggiunti motivi. Ovviamente, tale delibera di revoca sarà oggetto di ulteriore ricorso dinanzi al TAR Puglia Bari per la tutela della società. Per quanto concerne l'altro ricorso pendente dinanzi al TAR Puglia Bari, depositato nel gennaio 2020 dal socio di minoranza CSN onlus, ancora non viene fissata la prima udienza. Mentre, per quanto riguarda i due giudizi ordinari ambedue pendenti dinanzi al Tribunale delle Imprese di Bari sono state fissate le rispettive udienze per il 13 ottobre 2021 (risarcimento danni, giudice Magaletti) e per il 26 ottobre 2021 (annullamento parziale delibera assemblea ordinaria, giudice De Palma). Per l'altro giudizio pendente presso il Tribunale di Foggia dinanzi al giudice delle esecuzioni mobiliari, non è stata ancora sciolta la riserva formulata all'udienza del 2 aprile 2021. Tale giudizio riguarda la vendita dei titoli AGEA pignorati dal socio di minoranza CSN onlus. Quindi, ad oggi sono in corso cinque giudizi nei confronti della società. Quanto alla nomina del nuovo collegio sindacale, il liquidatore unico ha precisato che i componenti del precedente organo di controllo, dimessisi in quattro (due effettivi, tra cui il presidente, e i due supplenti), in seguito si sono rivelati tutti (anche il componente effettivo non dimessosi Marsico) incompatibili ope legis.
Ursitti accusa le precedenti gestioni della spa anche rispetto al credito d'imposta IVA: Questo credito tributario, di rilevante entità, pari a 285.890 euro al 31.12.2019, non è stato mai chiesto a rimborso o compensato con gli altri tributi/contributi della società. Infatti, nonostante il suddetto credito sia maturato già da diversi periodi d'imposta, gli organi societari uscenti non si sono mai assunti la responsabilità di decidere in tal senso e, quindi, si sono sempre limitati nel tempo alla semplice compensazione annuale (massimo 5.000 euro) del credito d'imposta ordinario. E tutto ciò per non sottoporre il medesimo credito d'imposta alla certificazione legale. Certificazione, quest'ultima, da me effettuata per il tramite di un commercialista di Foggia, che ha abbattuto completamente il debito verso l'Erario corrispondente ai carichi pendenti pari a 92.921 euro della spa presso l'Agenzia delle Entrate Riscossione di Foggia. Riducendo, così, il relativo credito d'imposta IVA a 192.969 euro al 31.12.2020. Perché il collegio sindacale non è stato mai invitato dall'uscente cda ad effettuare tale certificazione? La risposta è semplice: il cda presieduto dal dottor Antonio Canu, dalla sua nomina nel 2017 non ha mai dato la naturale continuità ai conti della società in bonis, oggi in liquidazione. Tale politica aziendale, sarebbe stata adottata allo scopo di prendere le distanze dalla precedente governance presieduta dall'avvocato Stefano Pecorella, non rispettando, così, il cosiddetto principio di continuità. L'eccessiva prudenza degli organi societari uscenti è stata foriera di imperizia. Nelle more della procedura liquidatoria, si è passati da 160.925 euro di costi amministrativi e generali relativi all'esercizio 2019 a 69.596 euro relativi all'esercizio 2020.
Lucia Piemontese