Archiviata la posizione dell'avvocato D'Ambrosio, non c'entrava nulla. La gioia di Aiga e del collega Vaira

I Grandi Processi
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Il noto penalista foggiano era stato impropriamente accostato all'inchiesta per corruzione in atti giudiziari che coinvolge il giudice De Benedictis e l'avvocato Chiariello
Accogliamo con gioia esordisce il presidente della Sezione Aiga di Foggia, l'avvocato Mario Aiezza - la notizia del provvedimento che ha archiviato il procedimento nei confronti del collega Paolo D'Ambrosio, la cui immagine di stimato professionista era stata in maniera leggera e superficiale offuscata dall'indebito accostamento ai fatti per i quali, il 24 aprile scorso, furono arrestati un gip del Tribunale di Bari e un avvocato del medesimo Foro", è il riferimento al giudice De Benedictis e al penalista Chiariello."Sebbene sin da subito evidenziammo prosegue Aiezzacome fosse necessaria opportuna cautela nell'accomunare posizioni ben distanti tra loro, la notizia odierna non può che costituire una rinnovata spinta per ribadire con vigore quei principi di lealtà e correttezza che devono guidare l'avvocato nell'esercizio delle proprie indispensabili funzioni al servizio della tutela dei diritti, nonché quello della presunzione di innocenza.
Felici di tale prevedibile epilogo conclude il presidente Aiezza - rivolgiamo al collega Paolo D'Ambrosio, autorevole e degno rappresentante dell'avvocatura foggiana, l'augurio di un pronto ritorno alla serenità, certamente intaccata dal traumatico accostamento a vicende, come quelle cristallizzate nelle dichiarazioni confessorie dei due principali indagati di quel procedimento, lontane dalla sua persona e che certamente costituiscono un vilipendio ed un inverecondo oltraggio della funzione dell'avvocato e del magistrato.Dello stesso avviso l'ex presidente nazionale di Aiga, l'avvocato Michele Vaira, che su l'Attacco ad aprile difese subito D'Ambrosio dall'improprio accostamento all'indagine.Emerge con chiarezza che D'Ambrosio non ha avuto alcun ruolo nella vicenda corruttiva.
In effetti, come anticipato su l'Attacco mesi fa dai numerosi colleghi intervistati, in una prima fase era emerso il suo nome solo in quanto codifensore di Ippedico insieme all'avvocato Chiariello.
Un codifensore assolutamente estraneo alla vicenda corruttiva, della quale non era stato nemmeno posto al corrente.