La morte di Marco difficilmente farà cambiare le cose

I Grandi Processi
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Da un lato sono felice, ma mi manca Marco. Ha la voce rotta dal pianto Tiziano Ferrazzano, papà del giovane 29enne di cui si erano prima perse le tracce il 22 gennaio scorso per poi, dopo quasi un mese di attesa, venire a sapere che aveva perso la vita in seguito a un incidente ferroviario.
Da un lato sono felice, ma mi manca Marco. Ha la voce rotta dal pianto Tiziano Ferrazzano, papà del giovane 29enne di cui si erano prima perse le tracce il 22 gennaio scorso per poi, dopo quasi un mese di attesa, venire a sapere che aveva perso la vita in seguito a un incidente ferroviario.

Sono contento perché gli investigatori sono stati veloci ha commentato a l'Attacco, forse perché recentemente lo stesso Procuratore di Foggia ha detto che la città vive di omertà e purtroppo tanti genitori fanno fatica a denunciare questo sistema. Quindi ha ringraziato noi per la collaborazione e, se siamo arrivati a questo punto, è perché abbiamo denunciato, altrimenti la magistratura non ha in mano nulla e questi personaggi continuano a compiere le loro azioni a discapito di soggetti, come mio figlio, che hanno dei disagi.

E' notizia di ieri, infatti, la notifica di avviso della conclusione delle indagini preliminari, d'informazione di garanzia e di diritto alla difesa nei confronti di sei indagati, ragazzi poco più che 20enni.

Il discorso non è l'età degli indagati, ma la condizione sociale, la condizione familiare, da dove provengono, cosa hanno fatto in passato, di cosa sono accusati ha dichiarato a l'Attacco Pio Giorgio Di Leo, avvocato della famiglia Ferrazzano. Vi è il tema dell'omertà, perché chi ha visto non ha denunciato e se oggi ci fosse stata una presa di posizione da parte di amici e parenti, ma anche dagli stessi ragazzi, probabilmente il discorso poteva avere un'altra piega. I ragazzi bullizzati hanno una serie di problemi, mentre gli autori avrebbero dei precedenti. Pregiudizi di polizia per fatti simili? Questo non glielo posso dire. Istigazione al suicidio? Stiamo controllando e dobbiamo leggere bene le carte.

Uno dei sei secondo quanto riferiscono gli investigatori è indagato in concorso per il reato di truffa con l'aggravante di aver commesso il fatto approfittando delle condizioni di disabilità della parte offesa. Gli altri sono indagati in concorso per il reato di stalking, con l'aggravante di aver commesso il fatto approfittando delle condizioni di disabilità della parte offesa.

Sono stati così veloci perché gli inquirenti aspettavano da tanto tempo che qualcuno denunciasse questi episodi ha aggiunto Tiziano Ferrazzano, episodi che sono molto gravi e che raccontano uno spaccato brutto, soprattutto per i video che venivano girati. Nei filmati di mio figlio sono stati riconosciuti altri due ragazzi che subiscono delle angherie e purtroppo i loro genitori non hanno denunciato l'accaduto. Penso che l'episodio di Marco non servirà a squarciare quel velo di omertà che vi è a Foggia, le persone hanno paura. Io abito a Verona e quando ritorno nel capoluogo dauno vedo delle cose davvero raccapriccianti. Ho il timore che la gente continuerà a non denunciare determinati episodi.

La procura ha svolto un lavoro rapido, preciso e minuzioso e sicuramente emergeranno delle fattispecie da brividi, vergognose, allucinanti se viene confermato l'impianto accusatorio ha affermato l'avvocato Di Leo. Noi vigileremo, siamo fiduciosi e attendiamo che possa essere svolto un processo a carico di chi è responsabile. Non c'è solo il caso di Marco Ferrazzano, sono tanti Marco Ferrazzano presenti a Foggia e questo tema, quello del bullismo e del cyberbullismo, della diffamazione tramite web, è diventato ormai una carneficina di odio e bisogna assolutamente porre un freno a questo far west.

L'attività investigativa ha avuto inizio dalla denuncia di furto del cellulare sporta il 22 gennaio da Marco Ferrazzano e dalla successiva denuncia di allontanamento di quest'ultimo dalla propria abitazione nella stessa giornata. La denuncia fatta da Marco in merito al furto del cellulare era a carico di persone di cui però lui non conosceva il nome ha ribadito Di Leo, è stata svolta un'attività molto approfondita, in particolare sul web, e sono usciti fuori dei nomi e dei file che descrivono quello che è successo.

Ci sarebbe il coinvolgimento anche della pagina Instagram Le comiche foggiane, che ora non è più visibile, ma che ha lasciato delle tracce su internet e sui server. L'attività svolta dall'avvocato Di Leo per la fase delle indagini è completamente gratuita perché l'associazione Penelope, a livello nazionale, assiste i parenti delle persone scomparse e che poi o vengono ritrovate vive o, come in questo caso, senza vita.

Che cosa mi aspetto? Voglio vedere in faccia queste persone, sono sicuro che faranno un buon processo, sono ottimista perché gli investigatori non vedono l'ora di raggiungere determinati obiettivi e riuscire a far capire alla gente che c'è bisogno anche di persone che denunciano, perché determinati soggetti non hanno pietà, ha concluso il papà di Marco Ferrazzano.

Pietro Capuano