Interrogatori di garanzia, ex Sindaco e moglie rispondono al Gip: Chiederemo la scarcerazione di Landella

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Giornata cruciale al Tribunale di Foggia. Ieri mattina, infatti, sono andati in scena gli interrogatori di garanzia dell'ex Sindaco Franco Landella, degli ex consiglieri comunali Antonio Capotosto e Dario Iacovangelo, oltre che dell'imprenditore Paolo Tonti, tutti arrestati il 21 maggio scorso con l'accusa, a vario titolo, di corruzione e tentata concussione.
Giornata cruciale al Tribunale di Foggia. Ieri mattina, infatti, sono andati in scena gli interrogatori di garanzia dell'ex Sindaco Franco Landella, degli ex consiglieri comunali Antonio Capotosto e Dario Iacovangelo, oltre che dell'imprenditore Paolo Tonti, tutti arrestati il 21 maggio scorso con l'accusa, a vario titolo, di corruzione e tentata concussione.

Inoltre, nella stessa giornata è comparsa davanti al Giudice per le indagini preliminari (Gip) Antonio Sicuranza anche la moglie di Landella, la funzionaria comunale Daniela Di Donna, sospesa dai pubblici uffici per dieci mesi.

L'ex primo cittadino e la consorte sono arrivati a Palazzo di giustizia intorno alle ore 13:00, mano nella mano, e sono usciti circa quattro ore dopo senza fermarsi davanti ai cronisti. Nella loro posizione attuale non hanno potuto esprimere la propria opinione. Non è chiaro quanto possa essere durato l'incontro, ma a un certo punto l'interrogatorio è stato interrotto per una pausa sigaretta.

Hanno parlato, invece, gli avvocati difensori. "Abbiamo fatto, spero, chiarezza su molti punti rimasti abbastanza oscuri da quello che avevamo letto nell'ordinanza, attendiamo sviluppi - ha affermato a l'Attacco l'avvocato Michele Curtotti, legale di Landella -. L'indagine è in corso e sul contenuto di quello che si è detto manterremo il massimo riserbo".

Landella è agli arresti domiciliari dallo scorso 21 maggio. "Faremo sicuramente ricorso per la rimessa in libertà", ha aggiunto Curtotti. Nell'ordinanza c'è un passaggio in cui i magistrati parlano di presunte fughe di notizie relativamente al filone di inchiesta per l'appalto della pubblica illuminazione: "Si è semplicemente equivocato - chiarisce Curtotti -. Il sindaco, nel corso della sua audizione spontanea, ha fatto riferimento a quella vicenda perché la riteneva una delle cause dei suoi pessimi rapporti con Leonardo Iaccarrino (ex presidente del Consiglio comunale, arrestato lo scorso 30 aprile, ndr). Non aveva alcuna contezza dell'esistenza di una indagine su quella vicenda".

"Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare, siamo legati chiaramente da segreto investigativo - ha affermato il difensore di Di Donna, l'avvocato Giulio Treggiari -. La mia assistita ha risposto a tutte le domande e tutte le questioni che erano poste hanno avuto un chiarimento. E' tranquilla, perché è certa di essere stata esaustiva. Loro (marito e moglie, ndr) sono certi di essere innocenti, ma non basta essere convinti di essere innocenti con la giustizia italiana. Bisogna - ha concluso il penalista - che qualcuno ti dia ragione".

In mattinata era stata la volta degli ex consiglieri di maggioranza Antonio Capotosto e Dario Iacovangelo. Quest'ultimo non ha rilasciato nessuna dichiarazione al Gip e si è letteralmente dileguato dalle aule del Tribunale. Capotosto, invece, accompagnato dall'avvocata Mara Ghezza, dapprima non ha voluto la "vicinanza" dei giornalisti ma poi, mentre questi ultimi erano impegnati a parlare con il legale, ha urlato: "Siamo tutti innocenti, l'unico colpevole è Iaccarino".

C'è stato anche l'interrogatorio dell'imprenditore Paolo Tonti che, secondo l'accusa, avrebbe consegnato una tangente da 32mila euro nelle mani dell'ex Sindaco per far approvare dal consiglio comunale la proroga della convenzione urbanistica del programma di riqualificazione urbana cui era interessata la Tonti Raffaele Coer srl.

"Ha chiaramente negato tutte le contestazioni - ha riferito il difensore Umberto Forcelli - e quindi ha affermato di non aver mai pagato alcunché al Sindaco, soprattutto ha spiegato che la sua richiesta non era di cinque anni, come riporta l'ordinanza, ma era stata fatta una richiesta di proroga di 10 anni. Il consiglio, il 21 luglio del 2020, non ha approvato questa richiesta contrariamente a quello che è stato detto. Ha dato soltanto un'attualizzazione prevedendo la scadenza nel 2023. Quindi, la delibera del 21 luglio non è favorevole a Paolo Tonti e per questo non c'era motivo per cui avrebbe dovuto pagare per una delibera che poi alla fine l'ha danneggiato. Il programma previsto da Tonti è di 11 milioni di euro di opere pubbliche che non possono essere assolutamente realizzate nell'arco di tre anni".

"Abbiamo esibito anche i conti corrente e abbiamo spiegato che quei prelievi vengono distribuiti ai fratelli, cioè ai soci della Coer, tutti i mesi e vengono presi i contanti in quanto il signor Paolo Tonti è non vedente. Quindi è costretto ad andare allo sportello e non può firmare nemmeno un assegno. Tutti i prelievi sono stati documentati all'interno dei registri societari".

"Sono sempre stato sereno e tranquillo - ha affermato infine Tonti -, l'unica cosa che temo è la ritorsione commerciale provocata da questa baraonda perché si poteva fare diversamente..".

Pietro Capuano