Foggia, 'le vicissitudini del gruppo di Fratelli d'Italia' raccontate dal componente del Cda di AMIU, Vito Oronzo Orlando

I Grandi Processi
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Forse la mia concezione di politica, del suo ruolo di azione a favore dei cittadini, nell'accezione di un qualcosa di nobile, necessario a mediare diverse e giuste aspettative e rivendicazioni dei vari attori sociali, contrasta con quello del commissario Bignami.
La volontà di raccontare avvenimenti caratterizzati da fatti parzialmente veri serve a rappresentare un costruito palcoscenico in cui la verità ha solo un ruolo decisamente marginale.
Le vicissitudini del gruppo di Fratelli di Italia di Foggia sono state in questi giorni rappresentante esattamente in questo modo e cioè mettendo in piedi un palcoscenico completo di attori e sceneggiatura già scritta ma con un finale inatteso, che ha visto come interprete principale il commissario politico nominato da Fratelli di Italia nella persona dell'Avv. Galeazzo Bignami.

Il commissario si è immediatamente calato nella parte del veloce e determinato risolutore della vicenda rappresentata dalla rivolta scoppiata in Fratelli di Italia, che ha avuto inizio con le dimissioni da Presidente di ATAF di Foggia, il segretario provinciale Fratelli di Italia l'Avv. Giandonato La Salandra, il quale facendo da cassa di risonanza alla richiesta di Forza Italia, rende possibile la richiesta di azzeramento della Giunta Comunale di Foggia, scrive in una lunga nota l'avvocato Vito Oronzo Orlando, ex consigliere regionale e attuale componente del cda di Amiu.

Le diverse fronde di Fratelli di Italia quindi si azzuffano fino a determinare l'entrata in scena dell'Avv. Bignami, che interpretando il suo ruolo commissariale, decreta subito e con fare imperioso la necessità di azzerare la Giunta e ordina le dimissioni di tutti i membri del partito che ricoprono cariche istituzionali di qualunque tipo, così almeno scrivono i giornali locali.
Purtroppo l'imperioso ordine nei fatti non è accolto, infatti il Sindaco di Foggia procede, assumendosene la responsabilità, a riconfermare due assessori, mentre gli altri incarichi vengono ricoperti da personaggi di spessore, non riconducibili a partiti politici ed individuati secondo un rigoroso criterio quale quello di essere tecnici specializzati nello specifico settore.
L'accordo consiliare prevedeva solo l'azzeramento della Giunta e la conseguente cooptazione esclusivamente di tecnici specializzati nei vari ruoli.

Rimane la questione dei consigli di amministrazione e tra notizie contrastanti circa i diktat del commissario, l'Avv. Bignami, disattendendo ogni regola di educazione e buon gusto decide improvvisamente, nel tardo pomeriggio di sabato 17 aprile 2021, di telefonare al sottoscritto, sperando con una semplice telefonata di dettare ordini, senza una convocazione ufficiale, senza che sia avvenuta una qualsivoglia presentazione, armato solo della spocchia necessaria a dare ordini telefonici consistenti in una perentoria e unilaterale richiesta di dimissioni.

Inutile commentare tale episodio, che riferisco prontamente al gruppo consiliare di Fratelli di Italia, ottenendo come risposta un accorato invito a rimanere in carica, e ciò viene espresso dalla maggioranza dei consiglieri del partito.
Anche il Sindaco prontamente interpellato mi ha invitato a rimanere in carica, certamente interpretando il valore del ruolo tecnico espresso da me, in veste di commercialista, quale consigliere di amministrazione di una Spa quale è AMIU Puglia, azienda impegnata nei servizi di igiene ambientale nelle città di Foggia e Bari.

Dopo una breve ma certamente sofferta riflessione, alla luce della lunga esperienza maturata all'interno della Destra italiana ed alla luce dei vari incarichi istituzionali da me ricoperti negli anni, non riconoscendomi nel ruolo sterile di passivo attore di una sceneggiata male interpretata dal commissario Bignami, mi sono dimesso sì, ma da Fratelli di Italia.
Gli esiti dei vaneggiati proclami sono sotto gli occhi di tutti e a seguito di ciò ho deciso di non dimettermi dal ruolo di consigliere di amministrazione di AMIU Puglia Spa, poiché i diktat del commissario sono apparsi come volontà personali, vuote di contenuti politici, vocati al solo scopo di rappresentare se stesso senza ascoltare i protagonisti della storia e nel totale disconoscimento del divenire e del contesto in cui è nata l'intera diatriba nel partito a Foggia.

Forse la mia concezione di politica, del suo ruolo di azione a favore dei cittadini, nell'accezione di un qualcosa di nobile, necessario a mediare diverse e giuste aspettative e rivendicazioni dei vari attori sociali, contrasta con quello del commissario Avv. Bignami, il quale non si accorge che l'eccessivo protagonismo è cagione del fallimento di qualsivoglia azione politica, specie di quella che attiene al ruolo di commissario politico, il quale nella sue iniziative deve innanzitutto dimostrare la capacità di interpretare una leadership reale, cosa non facile, mentre è sicuramente più semplice ostentare un vuoto autoritarismo a cui si contrappongono, come avvenuto, fatti diversi e obiettivi risolutori certamente mancati.

Giusto per completare e rispondere a chi cerca di perseguire, con la denigrazione, non ben chiari scopi, assicuro tutti che al momento in AMIU Puglia Spa non vi è in corso alcuna procedura per l'avvio di un concorso pubblico finalizzato a nuove assunzioni.

Inoltre, circa il mio diretto coinvolgimento nella procedura di individuazione ed eventuale acquisizione di un immobile per la nuova sede operativa di AMIU Puglia Spa a Foggia, preciso che la stessa era già stata avviata dall'azienda oltre un anno prima del mio recente insediamento.
Mi vengono forse attribuite anche doti paranormali, capaci di farmi prevedere il futuro? e per far cosa?.

Allora mi chiedo allora a chi posso dare fastidio? Il mio ruolo istituzionale è un problema per qualcuno animato da scopi poco nobili? In verità le mie dimissioni, quelle però da Fratelli di Italia, sono state determinate dalla delusione, dalla supponenza dei vanagloriosi diktat del commissario e certamente dalla scarsa qualità politica complessiva che ha caratterizzato l'intera vicenda, la quale mi ha però visto sbattuto sui giornali in un racconto grottesco che assolutamente non mi appartiene.

Alla luce di quanto innanzi esposto, affermo con orgoglio, che ho intenzione di continuare il difficile compito che mi è stato affidato in nome di quel concetto di politica e di etica ancora vivo in molti che, come me, hanno agito e agiscono nell'interesse della collettività, vivendo ogni giorno la gratificazione rinveniente dalla fiducia che gli altri hanno riposto nella mia persona, nel mio ruolo politico e nella mia esperienza professionale.