Confermato l'obbligo di dimora per don Luca, il parroco sospettato di aver sottratto denaro a due fratelli disabili

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Il gip del tribunale di Foggia ha rigettato l'istanza di revoca della misura cautelare perché non esclude che Don Luca ''possa avvicinare la persona offesa per cercare di condizionarla e di ridimensionare la sua posizione''.
Inquinamento delle prove e reiterazione del reato. Per questo don Luca De Rosa non può allontanarsi da San Severo. Il gip del tribunale di Foggia ha rigettato l'istanza di revoca della misura cautelare di obbligo di dimora nei confronti del parroco della chiesa Santi Martino e Lucia di Apricena, accusato di appropriazione indebita relativa a una somma di oltre 40mila euro che il prete avrebbe sottratto a due fratelli foggiani affetti da patologie psichiatriche.


La Guardia di Finanza aveva eseguito nei confronti del parroco un'ordinanza cautelare lo scorso 2 aprile. A quanto si apprende don Luca avrebbe prelevato da un conto corrente bancario cointestato con i due parenti la somma di denaro. "Sebbene l'indagato - scrive il giudice - sia receduto dal conto corrente cointestato, si ritiene che permangano inalterati sia il pericolo di reiterazione del reato che quello di inquinamento delle prove che sono ancora nella piena disponibilità dell'indagato, che risulta essere ancora amministratore e legale rappresentate della parrocchia Santi Martino e Lucia". Il gip non esclude, pertanto, che Don Luca: "possa avvicinare la persona offesa per cercare di condizionarla e di ridimensionare la sua posizione".


Da parte del parroco c'è serenità riguardo la vicenda, come sottolinea il suo legale che si dice convinto della sua estraneità ai fatti contestati. "Sarà la sede dibattimentale - conclude l'avvocato - a chiarire tutti gli aspetti dell'ipotesi accusatoria".
(Fonte: Trmtv.it)