'Sentenza rivoluzionaria', ai Comuni spettano le royalties delle aziende dell'eolico. La Consulta mette un punto definitivo alla controversia

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La Corte Costituzionale dichiara legittimo l'emendamento (voluto dal deputato di Azione Nunzio Angiola) alla legge di bilancio 2019 che mise in sicurezza i bilanci dei centri interessati
"Una decisione dalla portata rivoluzionaria", è questo il commento del deputato di Azione Nunzio Angiola, a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale che ha riconosciuto a tutti i Comuni d'Italia, e quindi anche a quelli della Capitanata, il diritto ad ottenere le royalties dalle aziende dell'eolico, previste dalle convenzioni sottoscritte prima del 3 ottobre 2010.

Infatti, con la sentenza n. 46 del 23 marzo 2021, la Consulta ha ritenuto costituzionalmente legittimo lo specifico emendamento contenuto nella Legge n. 145 del 30/12/18 che aveva assicurato ai Comuni la possibilità di incamerare le somme concordate con i gestori degli impianti attraverso le convenzioni stipulate prima dell'entrate in vigore delle Linee Guida ministeriali del 2010."Non un generico intervento di Parlamento e Governo - rivendica Angiola a l'Attacco - bensì l'azione di un deputato (lo stesso Angiola, ndr), partita su impulso di vari sindaci della provincia di Foggia: l'allora sindaco di Rocchetta Sant'Antonio Valentino Petruzzi, il sindaco di Candela Nicola Gatta, il sindaco di Serracapriola Peppino D'Onofrio e il sindaco di Rignano Luigi Di Fiore. Si sono rivolti a me in vari momenti per trovare il modo di dare una soluzione a questa vicenda che loro hanno vissuto con una grandissima afflizione. Ricevuta la segnalazione, ho redatto l'emendamento, col supporto di Giacomo Scalzulli, segretario generale della Provincia di Foggia che aveva lavorato ad un tavolo Anci Puglia sul tema dell'eolico, negli anni precedenti. Dopodiché io ho trasmesso l'emendamento al partito e successivamente io ho seguito la discussione al Mise interfacciandomi direttamente col Sottosegretario Davide Crippa. Infine ho seguito personalmente l'evoluzione di tutti i lavori nella commissione bilancio di cui all'epoca facevo parte. Pur non essendo stato eletto in provincia di Foggia, conosco benissimo il territorio, dal 2000 insegno presso l'UniFg e sono in contatto da tempo con molti sindaci, con i quali ho avuto rapporti consulenziali".
La norma non si applica soltanto all'eolico ma a tutte le aziende delle energie rinnovabili, comprese le titolari dei grandi parchi fotovoltaici.
"Il pronunciamento è rivoluzionario - ribadisce il deputato del partito dell'ex ministro Carlo Calenda - perché ad un certo punto le aziende avevano cercato di non dare seguito ai contratti, sottoscritti normalmente su loro proposta, in ragione del fatto che taluni tribunali amministrativi avevano espresso pareri discordanti in proposito. Con l'intervento della Corte Costituzionale si sgombra definitivamente il campo e viene considerata legittima la legge di bilancio per il 2019".

Tutti gli accordi stipulati prima del 2010 quindi restano pienamente validi, compresi quelli sottoscritti nell'epoca del boom dell'eolico in Capitanata, tra il 206 e 2008 in particolare, quando il territorio venne praticamente invaso dagli aerogeneratori. "La conseguenza è che le società dovranno pagare le somme maturate fino al 31 dicembre del 2018 (si parla di decine di milioni di euro nella sola provincia di Foggia, ndr), fino a quando cioè non è entrata in vigore la nuova norma. La Corte Costituzionale ha altresì sposato in pieno quanto fissato dall'emendamento nella parte in cui stabilisce che Comuni e aziende dovranno ridefinire i contratti, alla luce delle linee guida del 2010 e che questi saranno validi a partire dal 1 gennaio 2019. Pronuncia rivoluzionaria anche perché i Comuni non saranno tenuti a restituire le somme già versate dalle aziende eoliche, come era stato richiesto dalle stesse. Questo avrebbe determinato l'insolvenza di numerosi Comuni e quindi il dissesto finanziario, un rischio che abbiamo evitato".

Per questo tanti sindaci hanno voluto ringraziare l'onorevole per l'importante risultato e per l'impegno profuso."Finalmente viene posta la parola fine a ogni possibilità di interpretazione rispetto a questa norma, di cui mi prendo i meriti. Il provvedimento mette in sicurezza i bilanci di centinaia di Comuni italiani, la minaccia della restituzione delle somme versate era inaudita ma adesso questo rischio non esiste più: mettendo in sicurezza i bilanci, abbiamo messo in sicurezza la qualità della vita di centinaia di migliaia di persone, cittadini non solo di piccoli centri ma anche di comunità importanti, come Manfredonia per esempio". Di recente Angiola è stato nominato da Azione quale responsabile delle aree interne e piccoli comuni. "In Puglia c'è un'area interna, quella dei Monti Dauni in cui insistono tantissime pale eoliche e per me anche questo è motivo di soddisfazione per aver contribuito al benessere delle comunità. A ulteriore dimostrazione del fatto che ho seguito la procedura fino in fondo, ricordo di aver lavorato, nelle more del pronunciamento della suprema Corte, ad una norma di interpretazione autentica, alla luce del fatto che le imprese dell'eolico obiettarono che l'emendamento non fosse scritto in maniera così chiara da fugare ogni dubbio. Ho regolarmente depositato la norma di interpretazione, redatta sempre insieme al segretario generale della Provincia".
La procedura non ebbe seguito ma dimostra l'impegno del deputato, impegno del quale Angiola è orgoglioso."Finalmente, dopo una decennale vertenza, i Comuni Dauni, interessati dalla installazione di aerogeneratori, avranno la possibilità di usufruire, grazie al riconoscimento fattone dalla Consulta, dei ristori convenzionalmente pattuiti con le aziende del settore eolico. I bilanci di tali enti potranno così contare su quelle fondamentali risorse economiche a vantaggio delle proprie comunità", ha commentato soddisfatto Nicola Gatta.

Serracapriola fu uno dei primi Comuni (quasi certamente il primo in Capitanata) a chiedere l'intervento del Tar dopo l'entrata in vigore della legge di bilancio con l'emendamento dedicato alla gestione dei rapporti tra Comuni e aziende dell'eolico, per evitare di restituire oltre 1,7 milioni di euro alla azienda Daunia Wind. I giudici amministrativi diedero ragione a Serracapriola, seguito dall'avvocato Giacinto Lombardi.
"Chiesi all'onorevole Nunzio Angiola di intervenire in questo senso - ha ricordato il sindaco Peppino D'Onofrio a l'Attacco -, il quale ha sposato la nostra tesi per poter mettere in sicurezza i bilanci dei Comuni. Daunia Wind perse al Tar, andò in Consiglio di Stato e poi i loro avvocati hanno sollevato di incostituzionalità della norma che tutela i Comuni. Oltre un anno fa ci siamo riuniti in Provincia, con gli altri sindaci, chiedendo anche il sostegno della Anci Puglia. Ci siamo difesi davanti alla Corte Costituzionale con un professore costituzionalista di Roma, Marcello Cicchetti e l'avvocato Catalete sostenendo le nostre ragioni". Adesso il Comune non sarà più costretto a restituire quei soldi ma sarà l'azienda a dover versare l'arretrato di quattro annualità.
"Quando mi sono insediato al mio primo mandato, hanno tagliato di colpo le royalties, contestualmente ho fatto un avviso di accertamento Ici-Imu, siamo riusciti a vincere la causa in primo grado al Tribunale Tributario Provinciale e in secondo grado a livello regionale. Sei mesi fa, appena mi sono reinsediato, abbiamo messo in esecuzione le sentenze e abbiamo ottenuto 1,2 milioni di euro di tributi evasi. Ora incasseremo anche le royalties, siamo in fase di conteggi ma saranno sicuramente più di un milione di euro. Una volta tanto i poteri forti hanno perso, grazie anche alla nostra caparbietà. Per questo atteggiamento, io ho pagato grosse conseguenze, sono certo che la mia situazione giudiziaria sia dipesa da questo, l'ho spiegato al giudice e lo spiegherò ancora in tribunale", ha concluso il sindaco.
Cinzia Celeste - l'Attacco©