Cerignola, la commissione prefettizia vara regole anti-Covid più ferree. E' caos sulle certificazioni del vaccino

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'La terza ondata picchia forte, troppo', il commento del fautore dell'iniziativa, l'avvocato Domenico Farina
L'ultimo bollettino risale all'11 marzo, ma è riferibile a tre giorni prima: a Cerignola ci sono ufficialmente 368 positivi e 15 persone in quarantena. Numeri ancora elevati, che sono rimasti costanti anche dopo la seconda ondata e che hanno spinto la commissione prefettizia, al netto delle restrizioni da applicare in seguito all'ingresso in zona rossa (scattata in tutta la Puglia lunedì 15 marzo), a emanare un'ordinanza con regole ancora più ferree.

Fino al 6 aprile, infatti, con possibilità di reiterazione e di modificazioni in ragione dell'evolversi della situazione epidemiologica, è fatto divieto a tutti i cittadini di stazionamento in Piazza Matteotti (davanti al teatro Mercadante), viale Roosevelt (la strada larga), Piazza della Repubblica (nei pressi del Comune) e zona della Mezzaluna. Nello stesso periodo resteranno chiusi la Villa comunale e il cimitero. A decorrere dal 15 marzo, e fino al permanere dell'inclusioni in fascia rossa, l'apertura degli uffici comunali sarà attiva per i soli servizi essenziali, disponendo per gli altri la modalità di contatto telefonico e telematico: saranno svolte in presenza continuativa in Comune le attività della polizia locale.
È ridotto all'80 per cento l'indice di riempimento dei posti consentiti negli autobus utilizzati per il trasporto pubblico locale. Sono sospesi i mercati giornalieri e settimanali per l'intero periodo dell'inserimento della regione Puglia in zona rossa, e comunque fino al 6 aprile, fatte salve i punti di vendita esclusiva di prodotti alimentari, di agricoli e florovivaisti. I distributori automatici resteranno chiusi dalle 18:00 alle 5:00 tutti i giorni, ad eccezione dei centri di distribuzione acqua per i quali vige la chiusura dalle ore 22:00 alle ore 5:00. La commissione, infine, invita la cittadinanza a limitare con ogni scrupolo anche gli spostamenti consentiti e a rispettare in modo assoluto il divieto di entrata e uscita dal territorio comunale, salvo per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute. Come nelle altre occasioni, le sanzioni variano da 400 a mille euro.
A un anno esatto dal primo contagio nella città ofantina (era il 16 marzo 2020 quando fu certificata la notizia, ndr), dunque, è ancora elevata l'allerta in città per l'emergenza sanitaria. Sempre a marzo, il 19, anche la prima vittima. Nella patria di Di Vittorio si sono vissuti momenti veramente difficili a cavallo tra il 2020 e il 2021. La seconda ondata ha letteralmente colpito la comunità, tanto che poco prima di Natale si è raggiunto il picco massimo di contagi, circa 700, anche se fonti non ufficiali parlavano di almeno tre volte tanto il numero dei positivi. In quel periodo c'è stato anche un'aspra polemica tra alcuni medici di famiglia locali che chiedevano un lockdown totale e i dirigenti regionali e dell'Asl Foggia. Una situazione difficile, ma con numeri sicuramente più ridotti, si era registrata anche ad agosto 2020: un focolaio a una festa aveva fatto di Cerignola la città con il più alto numero di contagiati di tutta la Puglia, tanto che anche in quell'occasione dovette intervenire la commissione prefettizia, istituendo l'obbligo delle mascherine anche negli spazi all'aperto.
Nel corso della seconda ondata un gruppo di cittadini ha creato anche un'associazione con lo scopo di dare informazioni e sostegno ai cittadini colpiti dal Covid.

La terza ondata picchia forte, troppo è stato il commento del fautore dell'iniziativa, l'avvocato Domenico Farina. L'associazione Impegno Solidale contro il Covid ha ripreso a lavorare tanto, troppo. Non avete idea di quanto stiano lavorando i nostri medici dell'associazione, disponibilissimi a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza mai lamentarsi, senza mai chiedere nulla, come del resto tutti gli altri amici dell'associazione. Loro lavorano e basta, in silenzio, senza lamentarsi. Si chiama solidarietà, amore verso il prossimo, consapevolezza della situazione tragica.A rendere la situazione ancora più caotica è la vicenda relativa ai vaccini. Ad alcuni insegnanti pare che non sia stato rilasciato il certificato rilasciato in seguito all'inoculazione della prima dose. Ciò sarebbe accaduto dopo il sequestro del lotto ABV2856.

La certificazione della vaccinazione contenente, tra le altre cose, il numero del lotto di appartenenza del vaccino va consegnata sia alla prima che alla seconda dose. A confermarcelo, interpellato opportunamente, è lo stesso Dipartimento della Salute della Regione Puglia: sorprende, invece, quanto sta succedendo a Cerignola, all'Ufficio prevenzione diretto dalla dottoressa Viviana Balena, di cui si sono lette fantasiose e gravi interpretazioni della norma.
Sono state queste le parole del segretario regionale di Cittadinanzattiva Puglia Matteo Valentino, intervenuto sul caos registrato al Centro vaccinale di Viale Giuseppe Di Vittorio a Cerignola. Molti insegnanti e dirigenti scolastici preoccupati dalla possibilità di aver assunto come successo ad altri colleghi cerignolani il vaccino del lotto ABV2856 poi ritirato per verifiche hanno scoperto di non aver ricevuto alcuna certificazione che attestasse l'avvenuta vaccinazione.
Pietro Capuano - l'Attacco©