Ataf, Giandonato La Salandra: Sosta, l'aggio va aumentato a tutela di enti e lavoratori

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Rignanese ha l'esigenza politica di di attaccare Fratelli d'Italia e me. Non ha cognizione, dice il presidente Ataf a l'Attacco.
Le fibrillazioni interne alla maggioranza di centrodestra si ripercuotono anche sulle società partecipate del Comune di Foggia.
Non è andata giù al cda di Ataf spa, che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale ed è presieduto dal segretario provinciale dei Fratelli d'Italia Giandonato La Salandra, l'intervento a gamba tesa sulla gestione della sosta tariffata da parte del capogruppo dei Popolari Pugliesi, Pasquale Rignanese. Sono note, dalla nascita poche settimane fa del gruppo legate all'assessore regionale Gianni Stea, le divergenze tra i Popolari e i meloniani, che proprio con La Salandra hanno da subito stigmatizzato la formazione ibrida, col centrodestra di Landella in Comune e col centrosinistra di Emiliano in Regione. Una distanza che si è aggravata quando Rignanese e gli altri tre eletti dei Popolari Pugliesi (Di Fonso, Capotosto e Maffei) sono stati esclusi da diverse riunioni di maggioranza.

L'ultimo caso di scontro riguarda Ataf spa, dopo che Rignanese ha espresso nei giorni scorsi gravi perplessità riguardo all'aumento dei costi della sosta tariffata, preventivati da Ataf in una bozza discussa in commissione bilancio. Gli incrementi, abbastanza sostenuti, riguardano sia la sosta tariffata oraria che gli abbonamenti annuali per i residenti, ha sottolineato l'eletto.

Se il consigliere Rignanese è sensibile alle necessità dei cittadini deve studiare e parlare con cognizione di causa, oltre a sviluppare una sensibilità rispetto al ruolo che ognuno di noi ricopre, afferma a l'Attacco il presidente di Ataf Giandonato La Salandra.

Rignanese è sicuramente animato da un grande cuore ma dovrebbe ricordarsi che l'attuale normativa è ben diversa da quando fu data la gestione della sosta tariffata ad Ataf. Il presupposto di un servizio in house è che ci sia una convenienza per l'ente. In origine fu previsto un aggio del 4% sulla scorta di un piano di ristrutturazione di Ataf legato al mutuo contratto con BNL, mutuo che è stato poi onorato completamente. Ora c'è l'esigenza comune, della partecipata e di Palazzo di città, di rivedere la percentuale del 4%. Se Rignanese avesse un'oggettiva cognizione di causa si renderebbe conto che altre realtà hanno esternalizzato la sosta e hanno un aggio significativo, del 20 o addirittura del 30%. Certo la percentuale dipende dal complesso dei servizi annessi alla sosta e chiaramente Foggia non è Empoli, Parma o Castel Gandolfo. Ma è necessario aumentare l'aggio dal 4% attuale a qualunque percentuale superiore. Allo stato attuale il servizio non conviene a nessuno dei due enti.

Con l'attuale cartografia della sosta, le aree di sosta venute meno, un contratto con questi costi, è evidente che non si produce alcuna utilità per Ataf, continua il quarantenne avvocato.

Discutere del piano della sosta significa aprire una discussione nell'interesse reciproco dei due enti. Rignanese deve dire da che parte sta: se dalla parte del marciapiede o da quella dell'amministrazione pubblica, cioè di chi gestisce la cosa pubblica. Il Comune ha la necessità di avere una maggiore utilità e Ataf deve trovare un guadagno da questo servizio, diversamente si tratta solo di un costo. Sull'aggio è in corso un dialogo molto proficuo coi Servizi finanziari, ci rivedremo venerdì. E' un confronto basato sui numeri e sulle rispettive esigenze, è una delle volte in cui due strutture lavorano nel massimo rispetto dei ruoli per interessi diversi ma con costruttività. Penso che la prossima settimana si possa arrivare ad una decisione sulla nuova percentuale. Questo è un modo anche per tutelare i livelli occupazionali di Ataf. Il mio interesse è salvaguardare i nostri dipendenti. Faccio un esempio banale: i parcheggi Russo e Ginnetto sono gestiti oggi da personale Apcoa, che noi paghiamo. Preferirei usare personale di Ataf, ci sarebbe un risparmio in termini di minori spese e un guadagno perché tutto l'incasso dei parcheggi resterebbe a noi.

La Salandra smentisce il compagno di coalizione anche su altro.
Rignanese, com'evidente, non conosce la normativa che regola il trasporto pubblico locale nel momento in cui afferma che l'arrivo dei nuovi mezzi significa anche un aumento dei chilometri percorribili. Invece i km sono quelli, Ataf non può farne di più. I nuovi mezzi consentiranno ad Ataf di coprire al 100% i km attuali e quindi di garantire totalmente il servizio minimo. Aggiungo, prosegue La Salandra, che eccetto alcuni mesi del 2020 - quelli del lockdown Ataf ha anche aumentato la vendita dei titoli di viaggio e ciò le ha consentito di essere rispettosa pienamente del TPL. Quanto ai suggeriti controlli via app, prima che Rignanese parlasse avevamo già attivato una seconda piattaforma chiamata My Cicero, che consente di acquistare via app biglietti sia dei bus che della sosta. E' una piattaforma che esiste in quasi tutte le realtà italiane, permette un controllo in tempo reale dei flussi. Se un parcometro è pieno o guasto ciò viene già rilevato da noi, il problema fondamentale concerne il pagamento della sosta: se non c'è un controllo effettivo e capillare mancano delle entrate e ciò rappresenta un danno significativo per le casse di Ataf. E' chiaro, poi, che la città cambia e che l'isola pedonale ha costituito una notevole vulnus per la spa. La Salandra ammette che oggi Ataf non è ancora nelle condizioni di fare un business plan completo, perché dal Comune si attendono tutti i dati su passi carrai, piste, limitazioni fisiche previste dal codice della strada che riducono gli stalli.

La sensazione è netta in FdI. Andare ad agitare le acque è da imprudenti. Capisco le motivazioni politiche, Rignanese ha voluto ritagliarsi un po' di visibilità e ha l'esigenza politica di di attaccare Fratelli d'Italia e me. Ma ha alzato un polverone senza conoscere le cose, evidenzia La Salandra.

Da ultimo Rignanese ha chiesto maggiore attenzione per la questione parcheggi custoditi, come il Ginnetto e lo Zuretti ad esempio, atti di importanza centrale per favorire maggiori entrate.
Lo Zuretti ha bisogno di una manutenzione significativa e per noi oggi è solo un costo, è stato messo in locazione ed è stata effettuata una gara, replica il presidente di Ataf. Quanto al Ginnetto a causa della pandemia la seconda gara è andata deserta. Abbiamo dato incarico ad una impresa di verificare la possibilità di trasformare una parte dei locali ex Unieuro in autorimessa. Verosimilmente, se ci saranno le condizioni tecniche, il piano superiore potrà essere trasformato in un'area per box uffici, utile per associazioni e giovani professionisti, come accade per esempio a Milano.

(Lucia Piemontese - l'Attacco)©