Bonario componimento per il mezzo milione che l'ASE aspetta dal Comune di Vieste

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Sono 89.700 euro di attrezzature e 470.000 per 15 fatture non pagate per il servizio di nettezza urbana. Un primo approccio c'è stato.
Ci sono interlocuzioni in corso per cercare di addivenire ad una soluzione che soddisfi entrambe le parti. Questa è la situazione attuale della controversia legale che ha portato l'ASE Manfredonia a citare in giudizio, presso il Tribunale di Foggia, il Comune di Vieste. Si tratta di un bel po' di soldi, circa 560 mila euro, quindi economie che darebbero maggiore respiro alle casse della società partecipata più importante del Comune di Manfredonia, che ne detiene il 96,88% delle quote.

Giovanni Caratù, che guida il movimento 'Manfredonia che funziona' e osserva sempre con attenzione quello che succede all'ASE, forte anche dell'esperienza pregressa nell'azienda municipalizzata, sembrava quasi abbaiasse alla luna, pochi giorni fa. Usando ad esempio la riduzione della TARI a Vieste, ha ricordato il "debito complessivo di circa 710.000 euro che hanno i Comuni di Vieste e Zapponeta. Se non pagano, dovrà essere il Comune di Manfredonia a farlo al posto loro, altrimenti ASE fallisce".

L'ex amministratore unico ASE, Franco Barbone, diede incarico all'avvocato Giovanni Mansueto affinché recuperasse la somma predetta, che è frutto di due voci distinte. Una prima pari all'importo di 89.700 euro "per attrezzature" delle quali l'ASE lamenta la mancata restituzione; una seconda relativa a 15 fatture, che sono state emesse in un periodo compreso tra novembre 2017 e dicembre dell'anno successivo, per un ammontare complessivo di 470.667,30 euro. In quel periodo, infatti, l'ASE svolgeva il servizio di nettezza urbana nel centro garganico, incarico che terminò nel novembre 2018.

Il Comune di Vieste ha motivato il proprio parziale diniego perché non sarebbe stato garantito l'organico occupazionale previsto contrattualmente per l'espletamento del relativo servizio. Ciò consentirebbe, secondo l'ente municipale, una riduzione del prezzo contrattuale stabilito.

Gli elementi che erano stati presentati dall'azienda apparivano solidi e Mansueto, il legale che perora le ragioni dell'ASE, basandosi per l'appunto sugli atti che gli erano stati prodotti, aveva elencato le ragioni per le quali riteneva "il rischio di soccombenza remoto e/o in subordine possibile", in una corrispondenza della quale abbiamo preso diretta visione.
Innanzitutto, l'avvocato ha osservato che, in applicazione del CCNL Utilitalia dei servizi ambientali, "le ore di ogni dipendente sono state aumentate da 36 a 38 ore settimanali. Ciò ovviamente ha determinato uno squilibrio contrattuale in termini di aumento dei costi in danno di Ase S.p.a.". Le unità lavorative 'mancanti', quindi, sarebbero "comunque ampiamente compensate - secondo la versione dell'ASE - dall'incremento orario di due ore settimanali di lavoro per ogni dipendente (circa otto ore al mese di incremento per ogni dipendente in servizio)". Infine, la precisazione: "il Capitolato Speciale di Appalto prevedeva espressamente che Ase S.p.a. si sarebbe dovuta adeguare ad eventuali modifiche del CCNL di categoria".

Per entrambi i giudizi, "c'è stato il rinvio per rendere praticabile il bonario componimento - specifica a l'Attacco l'avvocato Giovanni Mansueto. La situazione iniziale, infatti, all'esito dell'opposizione del Comune di Vieste, è cambiata per via di alcune contestazioni che sono state mosse. Le parti, quindi, stanno cercando di verificare le possibilità di addivenire ad un accordo bonario".

Quello che il legale difensore dell'ASE non dice è che la versione fornita dal Comune di Vieste, sarebbe supportata da numerosi riscontri oggettivi che, invece, non facevano parte del materiale in suo possesso.

L'alea del giudizio è cambiata decisamente, diventando molto più rilevante e consigliando alle parti opposte di scendere a più miti consigli.
"Un primo approccio c'è stato. Resta da verificare, adesso, alcune condizioni. A breve potrebbe esserci un nuovo incontro tra le parti, ma non posso aggiungere altro", riferisce Giovanni Mansueto, preservando il segreto professionale su ulteriori ragguagli.

Non sembra fuori luogo immaginare che, nel bilancio 2021 dell'ASE, potrà essere inserita una somma non da poco, riveniente dall'eventuale accordo che porrà termine al contenzioso con il Comune di Vieste. Proprietario del 3,12% dell'ASE e rinvigorito dal nuovo corso dato alla società in house dal nuovo amministratore unico Raphael Rossi, che riscuote tanto il consenso del sindaco Giuseppe Nobiletti che quello della Commissione straordinaria del Comune di Manfredonia.

Matteo Fidanza - l'Attacco©