Oltre 23 anni per l'abbattimento del manufatto abusivo, Orsino: Comuni e Ente Parco devono fare di più

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Tante le iniziative della Procura di Foggia, che ha dato impulso alla demolizione degli immobili abusivi all'interno del Parco del Gargano. ''Potevano essere evidenziate molto di più per provocare un effetto deterrente. Se invece non lo sa nessuno, il valore delle demolizioni viene di gran lunga limitato''.
"Questo caso ci insegna che le istituzioni devono fare di più, devono assumere la battaglia e la lotta all'abusivismo edilizio come un elemento prioritario, come un obiettivo da perseguire nella propria attività amministrativa". E' il commento dell'ingegnere Matteo Orsino fatto a l'Attacco non appena è stata divulgata la notizia dell'apertura del cantiere per l'abbattimento dell'ecomostro Roccamare, a Rodi Garganico.


Ci sono dunque voluti oltre 23 anni di battaglie legali, condotte a tutti i livelli, per ristabilire la legalità, "spesso scontrandosi con le stesse amministrazioni che invece hanno il compito istituzionale di difendere il territorio", ha aggiunto il Wwf Foggia.

"Il perché siano trascorsi tanti anni e quasi tre dalla sentenza definitiva del Tar, quindi il motivo di tale lungaggine, bisognerebbe chiederlo alle amministrazioni - ha evidenziato Orsino -. Diciamo che c'è un po' un'inerzia nell'affrontare queste tematiche e quindi accade che dopo una sentenza definitiva si sono dovuti aspettare altri anni". Una battaglia che ha sicuramente un valore simbolico oltre che, nel caso specifico, anche l'obiettivo del ripristino dello stato dei luoghi. "Pensare di risolvere il problema dell'abusivismo sul Gargano, moltiplicando per centinaia di volte quello che ha fatto l'associazione, è praticamente impossibile - ha ribadito Orsino -. Rimarco, ancora una volta, che dovranno essere le istituzioni come i Comuni e, in questo caso, il Parco del Gargano a prendere seriamente in mano la problematica e anche a pubblicizzare i risultati: le iniziative che in questi anni sono state portate avanti dalla Procura di Foggia, che ha dato impulso alla demolizione degli immobili abusivi all'interno del Parco del Gargano utilizzando fondi a disposizione, potevano essere evidenziate molto di più per provocare un effetto deterrente. Se invece non lo sa nessuno, il valore delle demolizioni viene di gran lunga limitato. Questa è un'oggettiva carenza dell'Ente Parco, perché non si può chiedere alla Procura di Foggia di pubblicizzare i risultati in quanto fa il suo lavoro".


Secondo quanto riferito da Orsino sono diverse le situazioni di abusivismo edilizio su tutto il Gargano. "La Procura di Foggia le conosce tanto è vero che in questi anni ha portato avanti un'azione importante per procedere agli abbattimenti - ha sottolineato a l'Attacco -, manca probabilmente il ruolo dei Comuni, i primi soggetti preposti al controllo del territorio. Ci sono tante situazioni su tutta la costa garganica, magari sono anche meno impattanti di quella di Roccamare, però noi non abbiamo contezza di tutti i particolari. La battaglia di Rodi Garganico è stata portata avanti grazie all'impegno di un cittadino, tra l'altro non del posto ma romagnolo, che ha segnalato e si è attivato anche nei procedimenti giudiziari, attraverso la produzione di documentazione, e si è un po' sostituito al ruolo che dovevano avere le istituzioni: si può dire che l'edificio è stato abbattuto grazie all'impegno di un romagnolo".

Era il 21 novembre del 1997 quando il Comune di Rodi Garganico ha rilasciato alla Società Roccamare la concessione edilizia n. 157 per l'edificazione, in zona B del programma di fabbricazione vigente, di una costruzione di quattro piani più l'interrato. Venerdì 5 febbraio 2021 si è aperto il cantiere per l'abbattimento dell'ecomostro Roccamare ponendo fine, come detto a una battaglia condotta nei vari giudizi amministrativi e penali sia dai privati cittadini confinanti con la costruzione che dal Wwf intervenuto col patrocinio degli avvocati Alessio Petretti e Angelo P. Masucci e con la consulenza tecnica dell'ingegner Matteo Orsino.

"La vicenda della Roccamare - ha evidenziato il Wwf Foggia - è rappresentativa di come sia difficile difendere l'ambiente nel nostro territorio. A questo proposito basta pensare che la franosità della zona era ben nota fin dagli anni 50. L'abbattimento della Roccamare costituisce nel Gargano un'importante novità. Rappresenta un severo avvertimento contro l''urbanistica fai da te' - ha aggiunto il Wwf -, dettata esclusivamente da interessi privati che, per ottenere la concessione edilizia, spostano dove non dà fastidio la rappresentazione sui documenti progettuali di zone franose o con altri vincoli. A questo proposito, anche il Consiglio di Stato ha sottolineato che nel 2012 la corte di appello di Bari aveva confermato nei confronti del legale rappresentante della Roccamare e del progettista tutti i capi di imputazione della sentenza di primo grado relativi 'alla induzione in errore dell'amministrazione comunale nel rilascio della concessione edilizia attraverso una falsa rappresentazione della realtà".

Pietro Capuano