Estorsione mafiosa, quattro condanne definitive: 12 anni al boss Roberto Sinesi

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Alle prime luci dell'alba di oggi personale della Squadra Mobile ha dato esecuzione a quattro ordini di carcerazione, emessi dalla Procura Generale presso la Corte D'Appello di Bari, nei confronti di Roberto Sinesi, nato a Foggia (classe 1962), elemento di spicco dell'organizzazione criminale denominata "Società Foggiana", Raffaele La Tegola, nato a Foggia (classe 1971), Luigi Speranza, nato a Foggia (classe 1970) e Cosimo Giardiello, nato a Foggia (classe 1972).
Alle prime luci dell'alba di oggi personale della Squadra Mobile ha dato esecuzione a quattro ordini di carcerazione, emessi dalla Procura Generale presso la Corte D'Appello di Bari, nei confronti di Roberto Sinesi, nato a Foggia (classe 1962), elemento di spicco dell'organizzazione criminale denominata "Società Foggiana", Raffaele La Tegola, nato a Foggia (classe 1971), Luigi Speranza, nato a Foggia (classe 1970) e Cosimo Giardiello, nato a Foggia (classe 1972).

I soggetti, tutti appartenenti alla batteria "Sinesi - Francavilla", a seguito delle indagini condotte nell'ambito dell'operazione denominata "Saturno", conclusasi nel giugno 2016 con l'applicazione di ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di sei persone, sono stati condannati con sentenza passata in giudicato per estorsione aggravata dal metodo mafioso con condanne comprese tra i 7 e i 12 anni di reclusione.

L'operazione "Saturno", riguardante il periodo compreso tra agosto e settembre 2015 ed eseguita al termine delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, consentì di acclarare numerose estorsioni consumate dal gruppo criminale facente capo a Roberto Sinesi ai danni di numerosi autotrasportatori che, in attesa di trasportare i carichi di pomodoro all'interno della ditta conservificio Princes per la successiva lavorazione e trasformazione, una volta entrati all'interno del parcheggio antistante la medesima azienda, erano costretti a versare una tangente di 50 euro a camion al fine di prevenire danni agli autoarticolati.

L'indagine consentì altresì di accertare le minacce manifestate dai sodali di Roberto Sinesi nei confronti di alcuni spacciatori che avevano provveduto a cedere della cocaina senza avere chiesto preventivamente l'autorizzazione.