ASE Manfredonia, Prencipe: 'Le quote non si regalano, la legge non lo permetterebbe'

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L'ex sindaco e amministrativista interviene sulle modifiche statutarie della partecipata dei rifiuti
Non è passato inosservato l'allarme che l'ex candidato sindaco Giovanni Caratù ha lanciato durante lo scorso fine settimana. L'ex consigliere dell'azienda che si chiamava AMNU e, oggi, ASE Manfredonia ha portato all'attenzione pubblica una missiva scritta dall'amministratore unico, Raphael Rossi, con la quale comunica ai sindaci dei Comuni dell'ARO 1/FG due rilevanti novità apportate allo statuto della municipalizzata che dirige da poco meno di due mesi.
Si tratta del suo primo atto importante, che cambia molto nella sostanza della partecipata più importante del Comune di Manfredonia.

Il passaggio che ha destato la preoccupazione di Caratù è il nuovo articolo 9 del regolamento ASE. È scritto, al riguardo delle quote societarie, che "La società è al servizio delle amministrazioni pubbliche socie che le affidano i servizi d'istituto e, quindi, acquisiscono quote proporzionali al valore del servizio affidato oppure agli abitanti equivalenti serviti".
Apriti cielo!
Giovanni Caratù ha pensato che stia andando in scena "una sorta di esproprio proletario, con il consenso del proprietario. Il Comune di Vieste (socio col 3,12% delle azioni, ndr) diviene, pur possedendo così poche quote, proprietario dell'ASE per oltre un milione di euro, questo nonostante abbia versato poco meno di cinquantamila euro. Ciò avverrà, secondo la delibera della Commissione straordinaria con i poteri del Consiglio comunale, in base alla sua popolazione".
Come ha specificato Rossi nella missiva summenzionata, l'ente municipale sipontino "non detiene più la privativa assoluta rispetto alla nomina dell'amministratore unico o del Consiglio d'amministrazione", e, inoltre, viene meno anche il principio secondo il quale il Comune di Manfredonia manteneva la maggioranza del capitale.
L'avvocato Gaetano Prencipe, già sindaco di Manfredonia dal 1995 al 2000 e tra i promotori del movimento civico Molo 21, ha una visione piuttosto differente da quella di Caratù.
Butta quasi acqua sul fuoco, dal momento che ritiene scontato che l'ipotesi che le quote societarie vengano cedute senza un corrispettivo ad hoc non sia realizzabile, mancandone i presupposti di legge.
Riconosce, comunque, che quel periodo dell'articolo 9 può generare un po' di confusione, non essendo esplicitato al meglio.
"Credo che eventuali allarmi possano essere frutto di letture troppo frettolose delle modifiche fatte allo statuto dell'ASE - esordisce Gaetano Prencipe a l'Attacco -. In realtà, le modifiche non dicono ciò che scaturisce da quella interpretazione, né potevano dirlo perché le norme del diritto societario valgono nel caso vi siano dubbi".
Le modifiche apportate sono, invece, "positive", visto che in questo modo diventa meno difficile immaginarsi altri Comuni nella compagine societaria.
"Adesso si è stabilito finalmente un criterio con il quale si entra nella società, quindi in misura pari al servizio che viene chiesto ed erogato, o quantomeno in misura rispetto alla popolazione. Non è scritto, però, che le quote verranno cedute gratuitamente. Le quote vanno sempre acquistate, ovviamente. Capisco la preoccupazione di Caratù ma la modifica non prevede la gratuità", precisa l'ex sindaco manfredoniano.
Nel dubbio interpretativo, "ci sono le norme di diritto societario. Come sarebbe possibile regalare quote?".
Ci pensa un attimo e non può fare a meno di aggiungere che "è comunque vero che, nel passato, siamo stati capaci di regalare le quote dell'Oasi Lago Salso al Parco Nazionale del Gargano".
Che siano soldi o beni, non c'è grande differenza, ma è assodato che le quote non possono essere regalate come è parso a qualche osservatore.
Le modifiche, ad avviso di Gaetano Prencipe, "servono per rimuovere ostacoli oggettivi per l'ingresso degli altri Comuni dell'ARO, e non solo loro. Occorreva anche dare risposte ad alcuni rilievi avanzati dall'ANAC sul controllo analogo. Il prossimo Comitato di vigilanza, previsto dallo statuto, monitorerà prima, durante e dopo la vita della società". Da qui la considerazione che, "al pari di come successo nel passato per Gestione Tributi, è ora che queste società inizino ad avere una vita autonoma e distinta dai Comuni".
La soddisfazione di Prencipe è anche perché "sono stati stabiliti criteri anche per la scelta dell'amministratore unico. Non può sceglierlo più solo il Comune di Manfredonia e, a giusta ragione, deve soddisfare requisiti di competenza ed esperienza. Così si eviterà che certi compiti di amministrazione vengano affidati esclusivamente con criteri che non possono essere nemmeno definiti politici, vista l'idea che abbiamo di questo concetto, ma rispondono ad altri requisiti".
Basteranno le modifiche per favorire l'ingresso di altri Comuni?
"Ne sono stati messi i presupposti e abbiamo tolto pretesti che potevano essere addotti fino a poco fa. I problemi non mancheranno, però penso che se l'ASE non viene riorganizzata, anche alla luce di queste modifiche positive, rischia di non avere un futuro. Non riuscirebbe più a stare sul mercato, perciò l'ottica delle decisioni prese non è di mero adeguamento normativo, quanto piuttosto è volta a porre le basi per far sì che l'azienda possa affrontare al meglio questa fase futura, coinvolgendo gli altri Comuni che si vorrebbero rendere partecipi".
A proposito di partecipazione, c'è chi ha rilevato l'assenza di confronto con le rappresentanze locali.
"La Commissione trasmette l'idea che qui non c'è nessuno che ci tiene alla città, dal momento che procede per la sua strada, con pieno titolo, ma senza misurarsi con nessuno", ha detto un ex eletto ormai lontano dalla politica attiva ma che segue ancora e si informa costantemente.
"È sempre auspicabile, come principio, un maggiore coinvolgimento e un confronto anche su quelli che sono gli indirizzi che si stanno seguendo. Magari prima delle decisioni, presentarle e annunciarle, per dare la possibilità di accogliere osservazioni. Nel caso concreto, però, mi è parso di capire che c'era un lavoro in corso su sollecitazione dell'ANAC. C'era già l'orientamento anche delle precedenti Amministrazioni, per giunta, per cercare di coinvolgere altri Comuni, come fatto invano con Zapponeta".
Matteo Fidanza