Soppressione del diritto di Tribuna, le Associazioni Forensi del Foro di Foggia: Intollerabile

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Sulla decisione di soppressione del diritto di tribuna assunta dal Consiglio Giudiziario della Corte d'Appello di Bari, intervengono le Associazioni Forensi del Foro di Foggia
Sulla decisione di soppressione del diritto di tribuna assunta dal Consiglio Giudiziario della Corte d'Appello di Bari, intervengono le Associazioni Forensi del Foro di Foggia.
Quella del Consiglio Giudiziario di Bari è una decisione ingiusta e incomprensibile che, seppur presa solo a maggioranza, lasciando così una speranza di dialogo con la classe della Magistratura, va criticata per una serie di motivi.

Le professioni, infatti, si sono sempre poste in rapporto diretto con la cittadinanza, anche prima che la funzione legislativa ne governasse l'andamento, e non hanno mai tradito questo rapporto, costituendo un pilastro fondamentale del sistema democratico.Se quindi la Magistratura ha assunto il nobile ruolo della difesa della legge, l'Avvocatura non di meno è parte di quel sistema di controllo secondo i principi irrinunciabili della Costituzione della Repubblica, connotanti in senso democratico la vita del Paese.
Tra questi principi, vi è certamente quello della pubblicità delle decisioni più significative, che non va confuso con la diffusione indiscriminata dei dati sensibili e delle procedure riservate, ma che garantisce invece i giusti controlli e bilanciamenti reciproci che sovraintendono alla correttezza delle decisioni fondamentali del sistema costituzionale.Questa pubblicità, intesa in senso corretto, si esprime in tutti i luoghi dove questi provvedimenti vengono discussi e decisi: la trasmissione e l'accesso agli atti parlamentari, la trasparenza connessa al sistema dell'anticorruzione in tutte le realtà amministrative, il principio di pubblicità nei dibattimenti penali.
L'assistenza e la conoscenza dei procedimenti decisionali è un diritto irrinunciabile in favore della cittadinanza ed è fin troppo facile farlo venire meno, quando questo è esercitato dal cittadino per il tramite delle professioni, tra le quali l'Avvocatura.Quando siede nel Consiglio giudiziario, infatti, l'Avvocatura non rappresenta sé stessa ma il cittadino, non godendo del diritto di tribuna per apprendere informazioni utili al singolo o alla classe alla quale appartiene bensì per la tutela della collettività.
Le associazioni forensi tutte del Foro di Foggia concordano dunque con quei componenti laici appartenenti agli Ordini che hanno manifestato il proprio dissenso mediante le loro dimissioni ed esprimono la loro più viva preoccupazione per le modalità in cui la Magistratura intende svolgere le funzioni del Consiglio Giudiziario, ovvero mediante la compressione di requisiti utili ed essenziali per la correttezza e la legittimità delle loro decisioni.
Nel contempo, confidando nella resipiscenza di chi ha creduto di poter amministrare in segrete stanze affari pubblici, facendo sorgere il sospetto che di queste posizioni si valorizzasse l'interesse di categoria o personale, si ergono a difesa dei Principi Costituzionali di buon andamento della Cosa Pubblica e auspicano un netto ripensamento della Magistratura in ordine alla decisione presa.Aderiscono, quindi, sin da ora, a qualunque iniziativa che l'Avvocatura locale vorrà intraprendere.