L'ancora di salvezza delle residenze per anziani: l'immunizzazione è partita anche nelle strutture di Capitanata

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A circa un anno dall'inizio dell'emergenza sanitaria determinata dal diffondersi del Covid-19 appare chiaro quali sono i soggetti che pagano il prezzo più alto, in termini di contagi, gravità dei sintomi e decessi. Si tratta senza dubbio degli operatori sanitari e degli anziani. Per questo la campagna vaccinale anti Covid è stata pensata in modo da immunizzare in primis queste categorie di persone
A circa un anno dall'inizio dell'emergenza sanitaria determinata dal diffondersi del Covid-19 appare chiaro quali sono i soggetti che pagano il prezzo più alto, in termini di contagi, gravità dei sintomi e decessi. Si tratta senza dubbio degli operatori sanitari e degli anziani.

Per questo la campagna vaccinale anti Covid è stata pensata in modo da immunizzare in primis queste categorie di persone e così le prime dosi di siero saranno somministrate ai lavoratori sanitari e socio-sanitari (1.404.037 di persone), a personale e ospiti dei presidi residenziali per anziani (570.287) e gli anziani over 80 (4.442.048). Subito dopo sarà la volta di uomini e donne di età compresa tra i 60 e i 79 anni (pari a 13.432.005 di persone) e della popolazione con almeno una comorbidità cronica (7.403.578).

In primavera ed estate (secondo e terzo trimestre) toccherà a insegnanti e personale scolastico, e le altre categorie di popolazione appartenenti ai servizi essenziali come Forze dell'ordine, personale delle carceri e dei luoghi di comunità. Nel quarto trimestre tutti gli altri.

Anche la Asl Foggia ovviamente seguirà questa "gerarchia", sebbene qualche beninformato abbia fatto notare che tra i primi vaccinati ci siano stati svariati dipendenti che svolgono funzioni più amministrative che sanitarie. L'auspicio di tutti gli addetti ai lavori (e non solo) è che si operi nella massima trasparenza e a tal proposito c'è chi ha proposto di rendere pubblico l'elenco di coloro hanno diritto in via prioritaria al vaccino, onde evitare che qualche furbetto provi a saltare la fila e vaccinarsi pur non essendo nelle categorie più a rischio.

La Asl ha fatto sapere che sta procedendo a spron battuto e che nessun operatore verrà escluso ma qual è la situazione nelle residenze per anziani, ancora tra i luoghi più preoccupanti? L'Azienda sanitaria di Capitanata ha comunicato che a partire dal 4 gennaio scorso le squadre di vaccinatori hanno iniziato a somministrare i vaccini anche ad operatori sanitari e ospiti delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali residenziali (a partire dalle Rsa dei presidi territoriali di assistenza di Monte Sant'Angelo e San Marco in Lamis e dall'ospedale di comunità di Torremaggiore).

Ora sono in trepidante attesa anche le altre strutture per le quali il vaccino rappresenta una vera e propria salvezza e sembra che la macchina organizzativa si sia messa in moto. "Ci hanno contattati per avere il numero degli ospiti già prima di Natale, ci è arrivata, tramite l'associazione di categoria, una richiesta della Regione, evidentemente serviva per individuare la quantità di dosi da inviare - ha confermato Giannantonio Biuso, direttore generale della cooperativa Oasi che ha in carico diverse residenze dell'Alto Tavoliere, accreditate e non -. In questi giorni invece la Asl ci ha chiesto, più nello specifico, i dati dei nostri utenti".

Al momento non è stata ancora comunicata la modalità e quale sarà il personale che si recherà materialmente dagli anziani. I responsabili si aspettano a giorni di avere informazioni circa le date e l'organizzazione della somministrazione. Si prevede comunque che la procedura dovrebbe avviarsi entro i prossimi 10 giorni. In alcune delle residenze gestite dalla coop San Giovanni di Dio infatti i vaccini sono già in fase di distribuzione.

L'obiettivo delle strutture non è solo quello di immunizzare gli ospiti ma anche gli operatori in quanto, nella maggior parte dei casi, il virus è entrato a contatto con gli anziani per il loro tramite. Secondo quanto riferito dai gestori molti operatori hanno aderito alla campagna vaccinale. "Ovviamente - ha aggiunto Biuso - noi cercheremo di promuovere il più possibile la vaccinazione tra gli operatori, soprattutto per le figure essenziali, Oss e infermieri che sono a stretto contatto con gli anziani, richiamandoli ad un senso di responsabilità".

Sta invece valutando il da farsi, sotto il profilo giuridico lavoristico, Marisa Cavaliere, presidente dell'Ual di Foggia, qualora dovesse trovarsi in presenza di operatori non disposti a vaccinarsi o nuovo personale non immunizzato. "Voglio approfondire la questione con l'avvocato che ci segue - ha spiegato a l'Attacco -. Non credo che in strutture come la nostra possa lavorare personale non vaccinato, sarebbe una follia. Facciamo tanto per proteggere i nostri ospiti, non possiamo far cadere l'impalcatura perché manca un tassello. Credo però che questo aspetto ancora non sia disciplinato".

Anche l'Unione Amici di Lourdes è stata contattata dall'Asl per dare il via alle vaccinazioni. "Su sollecitazione dell'Azienda sanitaria - ha evidenziato la presidente - è iniziato un percorso: proprio martedì, 7 dei nostri operatori tra medici, infermieri e Oss sono stati vaccinati presso il presidio di Manfredonia, dove hanno inoltre fatto anche una formazione, in modo tale da poter nell'immediato dare una mano all'Asl per poter velocizzare la procedura di somministrazione dei sieri agli ospiti e agli altri operatori dell'Ual. Faremo in modo che questo gruppo sia operativo, è importante che tutti ci rendiamo disponibili per cercare di snellire questa operazione che, mi rendo conto, non è facile".

La macchina è partita dunque. "Io mi sono sentita alleggerita - ha commentato Cavaliere -, il vaccino rappresenta per noi veramente una grande ancora di salvezza. Oggi mantenere una struttura è molto difficile se non impossibile, senza contare i costi pazzeschi che dobbiamo sostenere in quest'ultimo periodo". Dalla Fondazione Maria Grazia Barone di Foggia il direttore Marcello Iafelice fa sapere: "Ci hanno contattati il 29 e 30 scorso per acquisire con estrema urgenza gli elenchi di ospiti e personale. Dopo di che non abbiamo avuto altre notizie". Asl non pervenuta invece nelle strutture gestite da Michele La Torre a Manfredonia: "Per gli anziani non abbiamo avuto nessuna comunicazione scritta, tramite Pec".

Cinzia Celeste