Oasi Lago Salso, il Comune di Manfredonia revoca la concessione. Il CSN: Avevamo ragione noi

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Il Parco nazionale del Gargano dice addio all'immensa zona umida e agricola dell'Oasi Lago Salso, il Comune di Manfredonia si riprende i terreni dati in concessione.
Il Parco nazionale del Gargano dice addio all'immensa zona umida e agricola dell'Oasi Lago Salso, il Comune di Manfredonia si riprende i terreni dati in concessione.

Risale al 17 dicembre scorso la nota con preavviso di revoca che è stata inviata dalla commissione straordinaria in carica presso il Comune sipontino (formata da Piscitelli, Crea e Soloperto) al presidente dell'ente Parco Pasquale Pazienza, al liquidatore unico della Oasi Lago Salso spa Gianfranco Ursitti e al socio di minoranza del Parco nella spa liquidata, il Centro Studi Naturalistici onlus guidato dal presidente Maurizio Gioiosa.

"Facendo seguito alla precorsa corrispondenza", vi si legge, "e preso atto dell'avvenuto scioglimento volontario della società Oasi Lago Salso spa, si comunica l'avvio del procedimento di revoca dei contratti di concessione di terreno agricolo comunale in oggetto, non avendo codesta società adempiuto agli obblighi assunti negli stessi e nei precedenti ivi richiamati. A tal riguardo, si comunica che - entro e non oltre giorni 10 sarà possibile presentare controdeduzioni al presente preavviso, nonché presentare memorie scritte e documenti, al fine di acquisire ulteriori chiarimenti per l'emanazione del provvedimento finale. Decorso inutilmente il suddetto termine, l'amministrazione emanerà il provvedimento finale. Si comunica che l'ufficio competente in materia è il Servizio Demanio e Patrimonio e che il responsabile del procedimento è l'ingegnere Giuseppe di Tullo".

Il Comune di Manfredonia si è in tal modo attivato dopo che Pazienza e il consiglio direttivo del PNG a novembre scorso decisero di sciogliere e liquidare la spa affidandola all'amico commercialista Ursitti. Una decisione importante, che scatenò enormi polemiche anche di livello nazionale nel mondo ambientalista e che vide il CSN tentare inutilmente di acquistare le quote del PNG per evitare che la società scomparisse e non vi fosse più alcun soggetto a garantire la realizzazione dei progetti finanziati con fondi comunitari. La revoca da parte del Comune vuol dire che circa 1041 ettari tornano a Palazzo San Domenico, che però non essendo un'impresa non è competente a gestire i fondi PAC. C'è ora da capire che fine faranno i finanziamenti UE destinati al biologico e alle quote che la spa aveva sui terreni in questione.

"L'Oasi Lago Salso non chiude, ma si avvia verso una fase di profondo cambiamento e di riorganizzazione, resisi necessari dopo una gestione, sia attuale che passata, caratterizzata da forti criticità, che hanno compromesso la possibilità di assicurare un'effettiva fruizione pubblica dell'area basata su una concreta e corretta valorizzazione delle valenze naturalistico-ambientali in essa contenute", si difese Pazienza dopo le critiche che travolsero lo scorso anno l'ente con sede a Monte Sant'Angelo. Ma quella prospettiva salta del tutto con la revoca della concessione.

"Quanto sta avvenendo dimostra che avevamo ragione nel dire che l'azione dell'ente Parco rappresentava un vero salto nel buio. Le nostre preoccupazioni si sono rivelate fondate", commentano al'Attacco dal CSN onlus.

Si tratta di un vasto territorio appartenente al demanio civico, la cui gestione negli scorsi decenni ha vissuto alterne vicende, l'ultima delle quali era stata l'affidamento alla società mista per azioni, a prevalente partecipazione pubblica, Oasi Lago Salso spa, costituita nel 2002 dallo stesso Comune di Manfredonia (all'86%) con il Parco Nazionale del Gargano (PNG), inizialmente al 10% e con una quota del 4% attribuita a privati qualificati (passata da diversi anni al Centro Studi Naturalistici - CSN Onlus).

Nel 2015, a fine mandato dalla prima amministrazione Riccardi, il Comune decise di disfarsi delle azioni della società e di cederle gratuitamente al PNG, decisione su cui l'ex sindaco e avvocato Gaetano Prencipe espresse le proprie riserve ribadendole su queste colonne a giugno 2020, "non tanto per la gratuità della cessione (pur di dubbia legittimità) quanto sul fatto che in questo modo quell'immenso patrimonio della comunità veniva così affidato ad una società (sebbene a maggioranza pubblica e con un socio di maggioranza, il PNG, che avrebbe dovuto occuparsene in tutto e per tutto) senza che il Comune potesse più intervenire sulla sua gestione". Peraltro, "nell'accordo per la cessione delle azioni e nel successivo contratto di concessione dei terreni e del compendio aziendale agricolo di durata trentennale (al canone annuo di 3.500 euro), il Comune si preoccupò di inserire l'obbligo per il PNG di investire entro un anno dalla firma almeno 500.000 euro in progetti da realizzare sull'area. In altri termini, la cessione (pur gratuita) delle azioni obbligava il PNG a investire somme rilevanti per il miglioramento dell'area (sede, per altro, di un Centro Visita del Parco) e comunque a perseguire le finalità pubblicistiche di conservazione e tutela ambientali e a valorizzarne la fruizione a fini turistici". Un impegno che non si sa come e se sia stato mantenuto.

Quel che è certo è che il PNG "a fine 2019, con una decisione inaspettata, all'indomani dell'insediamento del suo nuovo presidente (Pazienza, ndr), ha deciso, autonomamente, di mettere in liquidazione la Oasi Lago Salso spa e di mandare da un giorno all'altro a casa il cda (che se ne occupava gratuitamente) per affidare tutta la gestione esclusivamente ad un professionista foggiano di propria fiducia: il liquidatore, appunto". Prencipe si chiedeva che ne sarebbe stato del patrimonio comunale.
(Lucia Piemontese - l'Attacco)