Presenza in aula (forse) dal 16 gennaio, in Capitanata oltre 100 autobus in più

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Raddoppio delle corse (sei a Foggia e almeno 100 in più in tutta la provincia), coperture finanziarie e ripresa in presenza al 50 per cento forse il 16 gennaio.
Raddoppio delle corse (sei a Foggia e almeno 100 in più in tutta la provincia), coperture finanziarie e ripresa in presenza al 50 per cento forse il 16 gennaio. Sono stati questi punti emersi dalla riunione di ieri pomeriggio coordinata dalla prefettura del capoluogo dauno per organizzare al meglio il trasporto pubblico e la riapertura degli istituti di Capitanata.

"Stiamo affrontando diverse riunioni nell'ultimo periodo e, in particolare dal 23 dicembre, sono cadenzate ogni due giorni - ha affermato a l'Attacco Leonardo Ciuffreda, direttore d'esercizio Ataf -. Avremo un altro incontro il giorno 8: è tutto work in progress perché è così anche a livello ministeriale. Se a livello nazionale la ripresa potrebbe essere per il giorno 11 con il 50 per cento degli studenti, in Puglia la ripartenza in presenza anche delle scuole superiori dovrebbe avvenire il 16 gennaio".

A conferma di ciò, in tardo pomeriggio è stata emanata un'ordinanza dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: "Le scuole di ogni ordine e grado, dalle primarie alle superiori, saranno in Ddi (Didattica digitale integrata) sino a venerdì 15 gennaio 2021. Questa scelta si fonda su ragioni epidemiologiche e di mitigazione del rischio di contagio. L'evoluzione della curva dei contagi e dell'indice Rt non è chiara. Non sappiamo ancora quali effetti sui contagi ci sono dopo il periodo festivo. Inoltre, alla luce dei dati forniti dai dipartimenti di prevenzione, è evidente che il virus circola e non ha allentato la sua morsa. L'ordinanza sarà in vigore per un periodo limitato di tempo, quindi è provvisoria e precauzionale, in attesa che la cabina di regia del ministero della Salute chiarisca l'effettivo livello di pericolo", ha dichiarato.La riunione del giorno 8 sarà importante per capire la ripartizione delle somme che la Regione Puglia ha messo già a bilancio proprio per il trasporto scolastico.

"Noi come provincia di Foggia abbiamo già inviato tutta la documentazione sia a livello urbano che extraurbano - ha affermato Ciuffreda -, pare che la dirigente stia aspettando ancora i report di altre province. Una volta che le risorse verranno ripartite, si può procedere con la contrattualistica con quelli che sono i vettori terzi, perché necessitiamo di molti mezzi in più che noi non abbiamo a disposizione per il raddoppio delle corse".

Foggia, ad esempio, passa da sei a 12 linee scolastiche, mentre in tutta la provincia ci saranno almeno 100 raddoppi, quindi 100 mezzi in più.

"Si dovrà ricorrere a coloro che fanno Gran Turismo - ha aggiunto Ciuffreda -, quindi autobus con autista a noleggio. Una volta che avverrà questa ripartizione, verranno stipulati contratti e ci sarà la certificazione per il trasporto pubblico, bisognerà poi semplicemente organizzare il servizio".
È possibile farcela in 10 giorni? "Si è fattibile - ha ribadito Ciuffreda -. So che la Regione Puglia ha approvato 3 milioni di euro per tutto il territorio, anche se la copertura finanziaria totale dovrebbe essere poi di 25 milioni di euro. Il finanziamento e i soldi sono stati garantiti dal Ministro dei Trasporti. Ciò darà la possibilità anche tutti i privati, che da marzo scorso stanno fermi perché non ci sono state gite, ma anche viaggi turistici, di poter scongelare dalla cassa integrazione i propri dipendenti".

I costi sono fissati in una riunione del Ministro dei Trasporti e delle Regioni: entro i 100 km, il raddoppio viene a costare 250 euro più esclusa al giorno, superate questa tratta c'è un costo chilometrico che pari a oltre 2 euro per ogni chilometro in più. Secondo un rapido calcolo, Ataf per Foggia prevede circa 190mila euro in più, in base ai 120 giorni scolastici che mancano da qui alla fine dell'anno. Il preventivo è relativo alla situazione attuale, cioè alla presenza di 50 per cento degli studenti e il 50 per cento sui mezzi.
Dalla riunione è emerso che la linea è quella di cercare di ripartire con gli studenti in presenza, però ci sono diverse criticità. L'apertura posticipata è stata richiesta per una maggiore organizzazione delle scuole, anche per cercare di capire chi può entrare nelle aule e chi no. L'entrata scaglionata, infatti, sembra impraticabile anche dal punto di vista amministrativo e organizzativo. Il problema ulteriore, inoltre, non è tanto la capienza sui mezzi o la presenza nelle aule, ma la disciplina che i ragazzi devono avere quando vanno verso gli istituti. Anche se si abbassa la percentuale dei posti occupati non è detto che i ragazzi rispettino la distanza: anche in 10, ad esempio, potrebbero creare un assembramento stando tutti vicini e non nei rispettivi posti assegnati. È questo il più grande pericolo.
(Pietro Capuano - l'Attacco)