Vaccino Covid, in arrivo altre dosi per la Puglia. Zampa: 'Vaccinazione requisito per assunzione personale sanitario'

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In Puglia saranno consegnate tra il 30 e il 31 dicembre le prossime dosi del vaccino anti Covid della Pfizer: lo conferma all'Ansa l'assessore alla Sanità della Regione Pierluigi Lopalco. Alla Puglia spetta una quota di circa 94mila dosi per completare la prima fase della vaccinazione, quella rivolta agli operatori sanitari, dipendenti e ospiti delle Rsa.
In Puglia saranno consegnate tra il 30 e il 31 dicembre le prossime dosi del vaccino anti Covid della Pfizer: lo conferma all'Ansa l'assessore alla Sanità della Regione Pier Luigi Lopalco. Alla Puglia spetta una quota di circa 94mila dosi per completare la prima fase della vaccinazione, quella rivolta agli operatori sanitari, dipendenti e ospiti delle Rsa.

In settimana, però, dovrebbe essere consegnata una partita di circa 30mila dosi, nei giorni successivi verrà completata la consegna. Dopo il V-Day di ieri, la prima fase potrebbe iniziare il 7 gennaio prossimo: a distanza di 21 giorni, poi, dovrà essere effettuato il richiamo, quindi verrà somministrata la seconda dose.

Anche se inseriti nelle categorie a rischio, quelle alle quali somministrare prima possibile il vaccino, molti operatori di Rsa non hanno aderito alla campagna anti Covid. Lo riporta Tgcom 24. Le loro titubanze e anche il rischio che altri rinuncino, magari tra i dipendenti della sanità pubblica, quando si inizieranno a fissare gli appuntamenti per la somministrazione, hanno fatto ripartire il dibattito sull'obbligo.

La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa afferma infatti che "per chi opera nell'ambito della salute il vaccino deve essere precondizione all'assunzione". Al ministero risulta che circa il 70 per cento del personale abbia dato la sua adesione alla vaccinazione. Zampa è convinta nella necessità dell'obbligo in questi contesti. "Lo affermo da tempo - dice a Repubblica -. Chi lavora nel pubblico e a contatto con il pubblico ha una responsabilità maggiore, per questo abbiamo inserito alcune categorie di dipendenti statali tra le prime per le vaccinazioni".

"Non mi riferisco solo al personale sanitario - prosegue - parlo anche degli insegnanti: è una questione di buon senso. Prima della pandemia, abbiamo istituito l'obbligo delle vaccinazioni per i bambini in età scolare, senza le quali non sarebbero appunto stati ammessi a scuola. Non vedo perché non si dovrebbe pensare anche al Covid, soprattutto per gli insegnanti. Nel contratto di lavoro pubblico lo metterei come precondizione per l'assunzione".