Modificava ricorsi e li faceva notificare dagli ignari uffici giudiziari. Condannato avvocato foggiano

I Grandi Processi
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Si è concluso il 30 novembre scorso, presso la Prima Sezione Penale del Tribunale di Lecce, il primo grado della vicenda giudiziaria che ha visto la condanna dell'avvocato civilista Ugo Mario Severo Merciello.
Si è concluso il 30 novembre scorso, presso la Prima Sezione Penale del Tribunale di Lecce, il primo grado della vicenda giudiziaria che ha visto la condanna dell'avvocato civilista Ugo Mario Severo Marciello alla pena di 3 anni e mezzo di reclusione, al pagamento delle spese processuali e all'interdizione dalla professione di avvocato per 2 anni. Oltre a ciò, è stato deciso che è tenuto al risarcimento del danno, da liquidarsi, e al pagamento di una provvisionale di 25 mila euro in favore delle parti civili Antonella e Daniela Sebastiano. Il Tribunale ha dichiarato, inoltre, la falsità di tutti gli atti oggetto di giudizio.


Successe nel gennaio 2015, che la Guardia di Finanza di Foggia comunicò che l'avvocato Ugo Marciello era stato denunciato perché "aveva modificato atti di ricorsi realmente esistenti (decreti ingiuntivi e/o richieste di sequestro redatti da altri colleghi) presentandoli, successivamente, al personale degli uffici giudiziari competenti che, inconsapevolmente, li avevano notificati ai clienti del suo studio legale. Era stato avviato, di fatto, un iter giudiziario in realtà inesistente, avendo convinto i suoi assistiti a conferirgli il mandato per impugnare i provvedimenti da lui stesso artificiosamente realizzati. Successivamente aveva creato ulteriori atti giudiziari falsi che, in sostanza, attestavano l'accoglimento dei ricorsi da lui presentati procedendo anche all'annullamento di decreti ingiuntivi e di richieste di sequestri cautelativi".


Il tutto, secondo le Fiamme Gialle del Comando provinciale foggiano, in collaborazione con la Procura della Repubblica di Lecce (perché erano coinvolti nell'inchiesta anche alcuni giudici foggiani), "al fine di conseguire un ingiusto profitto a danno di ignari assistiti". L'avvocato fu sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari e interdetto temporaneamente dalla professione che esercitava.

La fase processuale è durata 4 lunghi anni e si è conclusa con la sentenza di primo grado a firma del giudice del Tribunale di Lecce, Sergio Tosi, che accolto integralmente le richieste avanzate dagli avvocati Simone Moffa, Angelo Masucci e Marco Scillitani, difensori delle parti civili. Non dal pubblico ministero, però, la dott.ssa Maria Vallefuoco, che aveva chiesto l'assoluzione dell'avvocato Marciello, difeso dall'avvocato Francesca Conte del Foro di Foggia, ritenendo che la responsabilità della falsità degli atti fosse addebitabile ad un altro soggetto, comunque rimasto ignoto.

Anche Giulio Golia, inviato della trasmissione televisiva Le Iene, si occupò del caso nel 2015 e indagò sulla condotta dell'avvocato, evidenziandone la gravità. Ne rimasero coinvolte le sorelle Sebastiano, sue clienti che per prime hanno sporto denuncia, ma anche avvocati, tra cui l'avvocato Stefano Scillitani costituitosi parte civile, e giudici del Tribunale foggiano vittime delle falsificazioni dell'avvocato Marciello. "Un risultato importante che fa luce e rende giustizia su una vicenda triste, complessa e ingegnosa - commenta una persona ben informata dei fatti occorsi -, ideata magistralmente ai danni delle malcapitate clienti che, nel corso degli anni, gli hanno corrisposto migliaia di euro a titolo di onorari per procedimenti inesistenti".


Un piano, quello che era stato ideato da Marciello, che era riuscito perfettamente approfittando proprio del rapporto di stima che aveva instaurato con le proprie clienti. "Un rapporto di fiducia, tradito dall'avvocato e che ancora oggi lascia interdette le vittime, convinte tra le altre cose che Marciello stesse lavorando per il loro bene e nel loro interesse. L'avvocato, al fine di carpire la massima dedizione da parte delle clienti, arrivò addirittura ad inventare di essere affetto da una grave malattia, predisponendo, in questo modo, le stesse persone ad aiutarlo, economicamente e moralmente" gli ultimi dettagli raccontati da chi ha piena conoscenza di ciò del quale riferisce. Purtroppo.

Matteo Fidanza